Crisi Gambro-Vantive Medolla, AVS al presidio: “Non si smembra un’eccellenza per fare cassa”
MEDOLLA - Nota stampa del coordinamento provinciale di AVS (Alleanza Verdi Sinistra) Modena:
"Questa mattina, 18 febbraio, una delegazione di Alleanza Verdi e Sinistra Modena era presente al presidio e allo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali davanti ai cancelli della Gambro-Vantive di Medolla. Abbiamo voluto portare la nostra vicinanza alle lavoratrici e ai lavoratori, ascoltare direttamente le loro preoccupazioni e comprendere nel merito una situazione che appare ogni giorno più grave e incerta. Dal confronto con le RSU e con i rappresentanti sindacali è emersa una forte preoccupazione: a fronte di comunicazioni aziendali rassicuranti sulla continuità produttiva, mancano risposte chiare sul futuro del sito. Il timore concreto è che la proprietà, il fondo The Carlyle Group, stia ragionando esclusivamente in termini di valorizzazione finanziaria, anche attraverso la vendita “a spezzatino” degli asset, con il rischio di uno smembramento di uno stabilimento che rappresenta una realtà storica e strategica del distretto biomedicale.
Parliamo di un’eccellenza del territorio modenese e dell’intero comparto biomedicale emiliano-romagnolo, con centinaia di occupati diretti e un indotto rilevante. Un eventuale ridimensionamento o dismissione avrebbe ricadute pesanti non solo sull’occupazione, ma sull’intera comunità locale. C’è poi un elemento che non può essere ignorato: il settore della dialisi e delle terapie renali ha un impatto sociale enorme. In Italia la malattia renale cronica interessa circa il 10% della popolazione adulta e ogni anno migliaia di nuovi pazienti necessitano di trattamenti dialitici. La produzione di dispositivi e tecnologie in questo ambito non è un’attività qualsiasi: riguarda direttamente il diritto alla salute e la qualità delle cure.
Siamo di fronte all’ennesimo esempio di capitalismo estrattivo: fondi che entrano, capitalizzano, valutano come massimizzare il ritorno finanziario e poi vendono, spacchettano, delocalizzano. Una logica che impoverisce i territori, scarica l’incertezza su lavoratori e famiglie e concentra la ricchezza nelle mani di pochi. Per AVS Modena chi fa impresa su un territorio deve assumersi la responsabilità di investire, innovare e redistribuire valore alla comunità. Non si può trattare un presidio industriale e sanitario di questa portata come una semplice voce di bilancio. Continueremo a seguire la vertenza, sostenendo le iniziative sindacali e chiedendo alle istituzioni, a partire dalla Regione Emilia-Romagna e dal Governo nazionale, un impegno concreto per garantire continuità produttiva, tutela occupazionale e un vero piano industriale. Il lavoro, la salute e il futuro del nostro territorio non sono merce".
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