Crisi Gambro-Vantive di Medolla, Rando (Pd): “Urso convochi un tavolo per scongiurare la chiusura”
MEDOLLA - “Oggi sono stata a Medolla al sit-in insieme alle lavoratrici e ai lavoratori dello stabilimento Gambro-Vantive, ai sindacati e ai sindaci del territorio. Siamo al loro fianco per difendere un presidio industriale strategico del distretto biomedicale modenese e oltre cinquecento posti di lavoro che non possono essere messi a rischio da scelte calate dall’alto e prive di un piano industriale credibile”.
Lo dichiara la senatrice modenese del Partito democratico Enza Rando, che aggiunge: “La Regione Emilia-Romagna ha già aperto un tavolo di crisi, ma adesso chiediamo al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, di convocare con urgenza un tavolo di confronto tra azienda, organizzazioni sindacali, istituzioni locali e Regione per fermare la chiusura dello stabilimento e garantire trasparenza sul futuro del sito di Medolla. Non è accettabile apprendere della vendita senza certezze su continuità produttiva e occupazionale".
“Il biomedicale è un’eccellenza del nostro territorio e del Paese. Servono responsabilità e impegni chiari per tutelare lavoratori e competenze. Per questo depositerò un’interrogazione parlamentare al ministro Urso affinché il Governo intervenga immediatamente e si assuma la responsabilità di salvaguardare questo sito produttivo e il suo indotto”, conclude Rando.
Una nutrita delegazione del Partito Democratico era presente al presidio. Oltre alla coordinatrice del Pd dell’Area Nord Anna Baldini, anche Simone Silvestri, Paolo Negro, Niccolò Guicciardi, Christian Feloni, il vicepresidente della Provincia Massimo Paradisi, tutti i consiglieri regionali modenesi –, Maria Costi, Ludovica Carla Ferrari, Gian Carlo Muzzarelli e Luca Sabattini – la senatrice Enza Rando, insieme ai sindaci dei Comuni della Bassa, al vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e all’assessore regionale Giovanni Paglia.
Questo il commento di Anna Baldini: “Agli oltre cinquecento addetti dell'azienda biomedicale vogliamo dire che non saranno lasciati soli, e che le istituzioni, a tutti i livelli, sono al loro fianco, a partire dai sindaci, in questo frangente di grande incertezza.”
“Dietro ognuna di queste persone c’è una famiglia, e se il settore biomedicale è sinonimo di buona occupazione e qualità produttiva a livello internazionale è grazie al loro lavoro. Anche per questo, la vendita dello stabilimento dovrà essere necessariamente accompagnata da due condizioni non negoziabili: la salvaguardia della continuità occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori, per scongiurare pesantissime ricadute sociali, insieme a garanzie di investimenti certi.”
“Oltre a questi impegni – prosegue l’esponente Dem - ribadiamo la necessità di un impegno serio da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy nel mettere a terra un piano strutturale di salvaguardia del settore biomedicale, allo scopo di evitare il ripetersi di vertenze simili a quelle che hanno coinvolto Mozarc-Medical e oggi toccano da vicino Gambro-Vantive, perché ne va, oltre che della tenuta economica e sociale del nostro territorio, anche di un settore strategico a livello nazionale, ad alta innovazione e valore aggiunto, che il sistema-Paese non può permettersi di perdere.”
"Bene l’impegno della Regione nel portare la vertenza al tavolo nazionale – chiosa il segretario del Pd dell’Emilia-Romagna Luigi Tosiani -, ma ora serve la massima responsabilità da parte del Governo, dell’azienda e del fondo Carlyle: chi investe nei nostri territori deve assumersi anche il dovere di garantire continuità produttiva e tutela dei lavoratori".
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