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02 Maggio 2026
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Crisi Gambro-Vantive di Medolla, Pd Mirandola: “Passaggio decisivo per l’intero distretto biomedicale”

MEDOLLA , MIRANDOLA - Nota stampa della segreteria del Circolo Pd di Mirandola:

"Il Partito Democratico di Mirandola esprime forte preoccupazione per quanto emerso al tavolo regionale sulla situazione Gambro-Vantive di Medolla. Non siamo di fronte a una semplice crisi aziendale, ma a un passaggio decisivo per l’intero distretto biomedicale mirandolese, uno dei principali poli europei della produzione sanitaria e patrimonio industriale costruito in decenni di lavoro e competenze.

L’annuncio dell' assenza di un chiaro piano industriale e l'ipotesi di cessione del sito da parte del fondo Carlyle genera un’incertezza inaccettabile per lavoratori, famiglie e imprese dell’indotto. Il territorio non può essere ostaggio di speculazioni finanziarie prive di visione industriale. Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori e chiediamo a tutte le istituzioni, a ogni livello, di attivarsi con urgenza per tutelare il futuro di oltre 500 famiglie e garantire continuità produttiva, occupazionale e di sviluppo a un intero territorio".

Nota stampa del Pd provinciale:

"La notizia della possibile vendita dello stabilimento Gambro-Vantive di Medolla suscita forte preoccupazione per il futuro occupazionale delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti e per l’intero tessuto produttivo della Bassa modenese, un Distretto di eccellenza nel settore biomedicale.  Il Partito Democratico della provincia di Modena esprime piena solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori, alle organizzazioni sindacali e all’Amministrazione comunale di Medolla, che si stanno mobilitando per chiedere certezze, tutele e prospettive reali per il sito produttivo. Una decisione di questa portata non può essere gestita senza un serio piano industriale che garantisca continuità occupazionale, investimenti e valorizzazione del capitale umano e tecnologico presente sul territorio. 

Questa la dichiarazione del segretario della Federazione provinciale del Partito Democratico modeneseMassimo Paradisi: “La logica del profitto non può calpestare non solo le vite di donne e uomini, e neppure la storia di un territorio che rappresenta lavoro, competenze, identità, e che deve poter essere anche presente e futuro. Le scelte industriali devono assumere una responsabilità sociale chiara, soprattutto quando incidono su comunità che hanno costruito nel tempo eccellenze produttive riconosciute a livello internazionale.” 

Gli fanno eco le parole della coordinatrice del Pd dall’Area nordAnna Baldini: “Non possiamo accettare che la strada suggerita dall’azienda sia quella di una semplice vendita senza garanzie di stabilità e prospettive concrete: la Regione, il Governo e le istituzioni nazionali devono fare la loro parte per assicurare che si apra immediatamente una trattativa con soggetti industriali in grado di dare un futuro allo stabilimento.” 

“Chiediamo con forza – concludono Paradisi e Baldini - che ogni decisione sia presa confrontandosi con le rappresentanze dei lavoratori, e che venga rapidamente convocato un tavolo di crisi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, affinché siano garantite non solo la difesa dei livelli occupazionali, ma anche il rilancio produttivo di una realtà strategica per l’economia modenese e dell’EmiliaRomagna. Il Partito Democratico è al fianco di chi chiede trasparenza, responsabilità e una visione industriale che metta al centro l’occupazione, il lavoro di qualità e la coesione sociale del nostro territorio”.

Nota stampa dei deputati modenesi del Partito Democratico Stefano Vaccari, Andrea Demaria e Maria Cecilia Guerra:

"La decisione annunciata da Vantive, controllata dal fondo Carlyle, di mettere in vendita lo stabilimento di Medolla, rappresenta un fatto gravissimo che mette a rischio centinaia di posti di lavoro e colpisce uno dei poli storici e strategici del biomedicale italiano. Dopo mesi di attesa di un piano industriale mai arrivato e dopo l’impegno assunto dall’azienda al tavolo regionale di dicembre, la comunicazione della vendita del sito rappresenta una rottura unilaterale e inaccettabile. Ancora una volta assistiamo a scelte dettate esclusivamente da logiche finanziarie di breve periodo, senza alcuna visione industriale e senza rispetto per un territorio che ha costruito nel tempo competenze, innovazione e occupazione qualificata. Chiediamo ai Ministri competenti di attivare immediatamente un tavolo nazionale, in raccordo con la Regione Emilia-Romagna e con le organizzazioni sindacali, per garantire la piena salvaguardia occupazionale, vigilare sulle modalità e sui tempi dell’eventuale cessione, favorire la ricerca di soggetti industriali solidi e affidabili, definire un vero piano di rilancio produttivo e tecnologico del sito. Non si può consentire che un asset strategico per la competitività del Paese venga smantellato senza un confronto trasparente e senza un progetto industriale credibile. Il Governo deve assumere un ruolo attivo e responsabile per difendere lavoro, competenze e filiera produttiva. La mobilitazione dei lavoratori e delle istituzioni locali dimostra che il territorio è unito. Ora serve una risposta chiara e concreta da parte dell’Esecutivo”.

Dichiarazione dei consiglieri regionali del Partito Democratico del territorio modenese: Maria Costi, Carla Ludovica Ferrari, Gian Carlo Muzzarelli e Luca Sabattini:

"La decisione di Vantive, controllata dal fondo Carlyle, di mettere in vendita lo stabilimento di Medolla segna un punto di non ritorno. È una scelta grave, irresponsabile e inaccettabile, che rischia di cancellare centinaia di posti di lavoro e di colpire al cuore uno dei distretti biomedicali più importanti d’Europa. Da mesi denunciamo l’assenza di un vero piano industriale, promesso e mai presentato. Da mesi chiediamo chiarezza sul futuro del sito e sulle prospettive occupazionali. Oggi emerge con evidenza ciò che temevamo: Medolla non è considerata da questo fondo un luogo di produzione e innovazione, ma un asset finanziario da valorizzare o dismettere secondo logiche speculative scollegate dal territorio, forse persino dal continente europeo, e che vivono solo nelle dinamiche d’oltreoceano. Questa è una linea rossa che non può essere oltrepassata. Il biomedicale modenese non è nato per alimentare operazioni di finanza predatoria decise all’altro capo del mondo. È cresciuto grazie al lavoro, alla competenza, alla ricerca, alla collaborazione tra imprese, lavoratori e istituzioni. È un patrimonio industriale e umano che appartiene al territorio e al Paese, non a fondi che rispondono unicamente alla logica del profitto immediato.

 Per questo chiediamo con forza al Governo di uscire dall’ambiguità e di intervenire immediatamente:

– aprendo un tavolo nazionale vero, non formale;

– esercitando tutti gli strumenti di vigilanza e di indirizzo disponibili;

– vincolando qualunque ipotesi di cessione alla tutela piena dell’occupazione, delle competenze e della continuità produttiva;

– respingendo ogni tentativo di smantellamento mascherato da operazione industriale.

 Non è accettabile che, dopo impegni assunti anche in sede istituzionale, l’azienda proceda unilateralmente ignorando lavoratori, sindacati e territorio. Non è accettabile che una crisi annunciata venga lasciata degenerare nel silenzio. Siamo al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori di Medolla e dei Sindacati, insieme alla Regione Emilia-Romagna e con il Vicepresidente Colla e con l’Assessora Paglia, che domani scenderanno giustamente in presidio insieme alle Sindache e ai Sindaci del territorio, alle Giunte e ai Consigli comunali. La loro mobilitazione è una richiesta di giustizia, non un atto simbolico. Le Istituzioni locali e regionali faranno fino in fondo la loro parte, ma ora è il Governo che deve assumersi la responsabilità politica di difendere un asset strategico nazionale. Medolla non può essere sacrificata. Il lavoro non è una variabile dipendente dei mercati finanziari".

 
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