Crisi Gambro-Vantive di Medolla, M5S: “Vendita senza piano industriale, a rischio oltre 500 posti”
MEDOLLA - Tramite una nota stampa, Lorenzo Casadei, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna, insieme al Movimento 5 Stelle di Modena e Provincia, interviene sul tema relativo alla crisi Gambro-Vantive di Medolla:
"L’annuncio della volontà della proprietà di cedere il sito produttivo Gambro–Vantive di Medolla apre una fase di forte incertezza per oltre 500 lavoratrici e lavoratori e per uno dei poli più rilevanti del distretto biomedicale dell’Emilia-Romagna. Dalla ricostruzione emersa sulla stampa e dal confronto avvenuto al tavolo regionale, appare particolarmente preoccupante che dopo un anno senza investimenti e senza la presentazione di un piano industriale, la scelta di mettere in vendita lo stabilimento rischia di tradursi in un’operazione che scarica sulle lavoratrici, sui lavoratori e sul territorio le conseguenze di decisioni unilaterali. In gioco ci sono centinaia di posti di lavoro, competenze strategiche e la continuità produttiva di un sito storico, di conseguenza la vicenda diventa di interesse pubblico e richiede un ruolo attivo delle istituzioni. La proprietà deve chiarire se la vendita riguarda l’intero sito o solo parti di esso, quali garanzie occupazionali siano previste e quale prospettiva industriale si intenda assicurare allo stabilimento di Medolla. Bene l’impegno della Regione Emilia-Romagna a stare al fianco dei lavoratori, ma ora è indispensabile rafforzare il tavolo di confronto e coinvolgere il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, per individuare un soggetto industriale solido, capace di garantire investimenti, continuità produttiva e tutela dell’occupazione.
Ma questa vertenza si inserisce in un quadro più ampio. La Bassa Modenese e, in particolare, il comparto biomedicale stanno subendo una penalizzazione che mette a rischio imprese e posti di lavoro, con aziende e cittadini di fatto esclusi da un contesto di mobilità e trasporti adeguato. Nel giugno 2023 l’allora Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, aveva assunto pubblicamente l’impegno a sbloccare nel breve le opere di collegamento strategiche dell’area. Oggi, a distanza di oltre due anni e a fronte di una situazione economica e industriale ulteriormente peggiorata, quell’impegno deve tradursi in atti concreti, superando ogni rimpallo di responsabilità tra livelli istituzionali. Il territorio non può più attendere. Per questo, come Movimento 5 Stelle, rilanciamo le nostre proposte e chiediamo una convergenza politica chiara su alcune priorità non più rinviabili: completare l’asse della Cispadana nei tratti già esistenti come collegamento a scorrimento veloce e gratuito, rafforzare i collegamenti esistenti tra Modena e i Comuni dell’UCMAN, e affiancare a queste scelte un investimento strategico e innovativo sulla Ferrovia Cispadana, per il trasporto di merci e persone, a servizio della competitività del distretto biomedicale e delle comunità della Bassa. Il distretto biomedicale modenese non può essere trattato come un asset finanziario da dismettere né lasciato in una condizione di isolamento infrastrutturale. Il lavoro, la sicurezza occupazionale e il futuro produttivo del territorio devono restare la priorità".
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