Contrasto alle povertà: in Emilia-Romagna 44 empori solidali, più della metà del totale del Paese
PARMA - Aiuti alle famiglie, distribuzione di beni di prima necessità come generi alimentari, vestiti, oggetti per la casa, ma anche cancelleria e giocattoli per i più piccoli. E ancora spazi di incontro e socializzazione, consulenze legali e sul mondo del lavoro. Sono i tanti volti degli empori solidali, veri e propri avamposti nel contrasto alla povertà, che offrono risorse e competenze alle persone e ai nuclei familiari in condizioni di fragilità socioeconomica.
Sulle esperienze degli empori italiani e le strategie per affrontare le sfide future si concentra il convegno nazionale che si tiene sabato 7 febbraio a Parma “Empori solidali: quanta strada ancora da percorrere?”.
Organizzata dall’associazione Centoperuno dell’Emporio solidale di Parma e dall’associazione regionale degli Empori solidali, l’iniziativa è stata realizzata con il contributo di Fondazione Cariparma e Regione Emilia-Romagna e la collaborazione di Comune, Provincia, Università di Parma, Coordinamento regionale dei servizi per volontariato (Csv Net Emilia-Romagna) e Forum Terzo Settore.
Gli Empori solidali – 44 in Emilia-Romagna e una settantina in Italia – sono una delle risposte concrete per garantire il più possibile un’alimentazione sana e condizioni di vita dignitose alle persone in temporanea fragilità economica e sociale.
“Rappresentano importanti presìdi di comunità, luoghi dove il sostegno materiale si unisce all’ascolto, all’accompagnamento e alla dignità delle persone- ha affermato l’assessora regionale alla Legalità e Contrasto alle povertà, Elena Mazzoni, chiudendo i lavori del convegno-. La lotta alla povertà si fa anche con il riconoscimento della dignità, dell’autonomia e dei diritti fondamentali di ogni persona. Come Regione li consideriamo un’infrastruttura sociale strategica e per questo abbiamo rafforzato risorse e strumenti, sostenendo tutte le reti territoriali che ogni giorno trasformano la solidarietà in risposte concrete”.
Tra i relatori della mattinata, Giovanni Vecchi, dell’Università di Roma Tor Vergata, è intervenuto sulle disuguaglianze in un mondo che cambia, mentre la sociologa Chiara Saraceno, (in video collegamento dall’Università di Torino) ha approfondito il tema della conoscenza delle diverse forme di povertà. Sulle esperienze degli empori solidali in Italia e il ruolo della comunità nel contrasto alla povertà sono intervenuti Caterina De Benedictis, dell’istituto di ricerca europeo su Terzo Settore e imprese cooperative e sociali Euricse, e Paolo Valente, vicedirettore vicario della Caritas Italiana.
I bandi regionali
Nel 2025 la Regione ha rafforzato i bandi a disposizione di enti locali, Terzo settore e reti territoriali su recupero e redistribuzione di beni alimentari e per l’igiene.
Con il bando approvato nell’estate 2025 sono stati finanziati tutti i 32 progetti presentati da organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale ed enti del terzo settore iscritti al Registro unico nazionale per un valore complessivo di 1milione 730mila euro. Questo grazie alle ulteriori risorse stanziate sui bilanci 2026 e 2027, aggiunte al milione inizialmente previsto. Tra i progetti approvati, tre riguardano Banco alimentare Emilia-Romagna, rete Caritas e rete Empori solidali, con interventi differenziati: prima di tutto aiuti alimentari, fornitura di pasti pronti e distribuzione di prodotti di prima necessità, e in aggiunta azioni di sostegno e orientamento per le persone in povertà, educazione per i più giovani sulla lotta allo spreco e alla solidarietà, iniziative di sensibilizzazione della cittadinanza e del mondo produttivo.
Altre attività riguardano il potenziamento e la qualificazione della logistica, dei centri di stoccaggio e dei sistemi di trasporto e di conservazione. Infine, il bando dà supporto a iniziative di educazione alimentare e di promozione di stili di vita sani, con azioni specifiche volte al rispetto delle diverse culture e regimi alimentari e ad attività di accompagnamento e di cura delle relazioni con le persone fragili, come l’orientamento ai servizi del territorio, aiuto nella gestione del bilancio familiare, per la ricerca del lavoro, sportelli di ascolto e iniziative di socializzazione.
Tra i restanti 29 progetti, 10 sono sulle mense per le persone che versano in condizioni di povertà estrema e 12 sugli Empori solidali presenti sul territorio.
Le azioni si concluderanno a dicembre 2027 ed è previsto che raggiungano oltre 180mila persone.
Dati sulle condizioni di povertà
In Emilia-Romagna il dato regionale 2023 sulla povertà relativa, cioè con risorse mensili insufficienti rispetto a una soglia di consumi essenziali, conta circa 139.000 famiglie, pari al 6,8% dei nuclei residenti. La povertà alimentare coinvolge circa il 10% della popolazione in Italia, con un numero sempre maggiore di persone che si rivolgono alle reti solidali come Caritas, Empori e Banco Alimentare. Analizzando i dati forniti da 36 empori sul territorio regionale, nel 2024 sono stati 8.105 i nuclei familiari raggiunti, per un totale di 25.401 persone di cui 8.669 (circa un terzo) minori di 15 anni. Le spese alimentari effettuate dai beneficiari nel 2024 sono state 133.412, che economicamente equivale – considerando 70 euro come prezzo medio di una spesa per un nucleo familiare di 4 persone – a beni distribuiti per un valore di 9,3 milioni di euro.
Piano regionale per il contrasto alla povertà 2025–2027 La Regione Emilia-Romagna ha approvato lo scorso novembre il Piano regionale per il contrasto alla povertà 2025–2027, lo strumento che definisce le politiche e gli interventi per il prossimo triennio a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà economica. Il Piano regionale dà attuazione al corrispondente Piano nazionale, traducendone obiettivi e livelli essenziali delle prestazioni sociali nella dimensione territoriale. Il documento delinea inoltre il quadro complessivo delle risorse disponibili, integrando finanziamenti nazionali e comunitari, tra cui il Fondo nazionale povertà, il Pnrr e il Fondo sociale europeo Plus (FSE+).
Nel dettaglio, le risorse nazionali e comunitarie destinate al triennio ammontano complessivamente a oltre 124 milioni di euro. La quota principale proviene dal Fondo nazionale povertà destinato ai servizi, con 62,5 milioni di euro complessivi: circa 22,1 milioni nel 2025, 21,5 milioni nel 2026 e 18,9 milioni nel 2027. A questi si aggiungono 5,22 milioni di euro per il contrasto alla povertà estrema, con uno stanziamento stabile di 1,74 milioni di euro all’anno. Sono inoltre previsti 12,35 milioni di euro per il rafforzamento del Sistema dei servizi per la povertà (Ssp), mentre restano da definire le risorse per il 2026 e il 2027. Il Piano può contare anche sui fondi del Pnrr, pari a 36,44 milioni di euro, utilizzabili fino al 30 giugno 2026, e sul programma Fse+ Integra, che mette a disposizione 7,89 milioni di euro fino al 31 dicembre 2029.
Leggi anche: Contrasto alle povertà, via libera dell’Assemblea legislativa al nuovo Piano regionale 2025-2027
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