Cimitero di San Cataldo, il Comune: “Cancelli controllati e chiusi regolarmente”
Dopo l’episodio dei vandalismi e del tentato incendio al cimitero di San Cataldo – di cui abbiamo riferito nel nostro articolo di dicembre (“Vandali al cimitero di San Cataldo: danni e un tentativo di incendio”) – il tema della sicurezza dell’area è tornato in Consiglio comunale a Modena.
A fare il punto è stata l’assessora alla Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale, Alessandra Camporota, rispondendo a un’interrogazione presentata lunedì 16 febbraio dal capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Negrini, incentrata sulla presenza di giacigli di fortuna all’interno del cimitero e sulle modalità di chiusura dei cancelli.
«Ad oggi tutti i cancelli di San Cataldo vengono controllati e chiusi regolarmente – ha spiegato l’assessora –. Alle persone senza fissa dimora trovate a dormire all’interno è stato offerto il supporto delle Unità di strada professionali e sono stati attivati tutti gli interventi legalmente possibili. Gli ultimi controlli della Polizia locale non hanno rilevato ulteriori problematicità».
I cancelli: guasti, forzature e verifiche tecniche
Nel dettaglio, i problemi hanno riguardato il cancello pedonale lato fiorai e quello carrabile del principale crematorio.
Il primo, ha chiarito Camporota, viene spesso forzato manualmente da persone rimaste all’interno che, non utilizzando il pulsante di apertura, spingono le ante compromettendo il sistema automatico. Riparato a metà novembre 2025, è stato nuovamente danneggiato e forzato nella notte tra il 29 e il 30 dicembre, per poi essere sistemato il mattino successivo.
Per quanto riguarda il cancello del crematorio, dopo la chiusura del cimitero alle 16 viene aperto e chiuso più volte fino a mezzanotte. È funzionante, ma può accadere che non si chiuda correttamente a causa di sassi sulle rotaie, sbalzi termici o forzature manuali che impediscono la completa chiusura.
Un ulteriore sopralluogo del Servizio Nuove Opere ed Edilizia Storica ha evidenziato come la storicità del cancello, la pesantezza delle ante, la frequenza delle manovre e lievi avvallamenti dell’asfalto possano incidere sul corretto funzionamento.
Dopo controlli congiunti tra uffici comunali e gestore cimiteriale, oggi – ha assicurato l’assessora – tutti i cancelli automatizzati risultano regolarmente funzionanti. Il gestore verifica quotidianamente alle 16 l’avvenuta chiusura e sta valutando sistemi di segnalazione automatica in caso di malfunzionamento, oltre alla disponibilità di una chiave di sblocco per la chiusura manuale.
Senza fissa dimora: numeri e interventi
Nel corso dell’interrogazione, Negrini ha chiesto anche chiarimenti sul numero dei senza dimora presenti in città, sull’eventuale presenza di minori e sulle misure attivate dal Comune.
Secondo quanto riferito dall’assessora, le persone che avrebbero realizzato i giacigli sono state intercettate dai servizi fuori dal cimitero: un cittadino italiano residente fuori regione non si è mostrato disponibile al dialogo; per un cittadino straniero, con disagio psicologico e problemi di dipendenza, sono stati attivati gli interventi previsti dal progetto di accoglienza invernale.
Negli ultimi sei mesi del 2025 la Polizia locale ha effettuato 34 controlli, accertando la presenza di tre persone senza fissa dimora. Tra Natale e Capodanno è stata inoltre segnalata la presenza di gruppi di minorenni entrati dall’area retrostante in orario serale: i successivi controlli, anche in abiti civili, non hanno evidenziato ulteriori criticità.
L’unità di strada professionale è attiva tutto l’anno con tre uscite settimanali e una rete articolata di servizi: centro per l’inclusione, comunità di transito h24, strutture residenziali per fragilità adulta e femminile, progetti di housing first e temporaneo, accoglienza invernale notturna, centro diurno Drop In, ostello per lavoratori, oltre ai servizi garantiti dall’associazione Porta Aperta (mensa, docce, ambulatorio, distribuzione beni).
L’ultima mappatura ha censito 328 persone presenti stabilmente sul territorio da almeno sei mesi in situazioni abitative precarie o temporanee; a novembre, 76 risultavano in strada. Attualmente sono nove i nuclei familiari seguiti, per un totale di 13 adulti e 17 minori, per i quali è stato attivato il Pronto intervento sociale con collocamenti alberghieri in emergenza quando necessario.
Un quadro complesso che si inserisce in un contesto già segnato dagli episodi vandalici di fine anno. Dal Comune assicurano controlli costanti e interventi coordinati, mentre l’attenzione resta alta su un’area che, dopo i danneggiamenti e il tentativo di incendio raccontati nei mesi scorsi, è tornata al centro del dibattito politico.
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