Ci sono in giro troppi minori armati di coltelli, aumentano le violenze sessuali e quelle in famiglia
Baby gang sempre più aggressive, minorenni che girano armati di coltelli, violenze sessuali in crescita e una giustizia che fatica a reggere il peso dell’emergenza. È un quadro allarmante quello delineato l'altra mattina a Bologna dalla presidente della Corte d’Appello, Marilena Rizzo, durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026.
Un’analisi severa, ma accompagnata da un filo di fiducia: “Le problematiche ci sono, ma se facciamo rete possiamo superarle”.
Violenza di genere, lavoro e mafie: i dati che preoccupano
La relazione della Procura generale fotografa un territorio dove la violenza contro le donne assorbe ormai la maggior parte dell’attività giudiziaria. Crescono i procedimenti per violenza sessuale, revenge porn e violenze di gruppo, mentre solo lo stalking registra un lieve calo.
Nel 2024, in media, in Emilia-Romagna è stata uccisa una donna ogni 90 giorni. Un dato drammatico, lontano dall’obiettivo dichiarato: arrivare a zero.
Resta grave anche il bilancio degli incidenti sul lavoro: nonostante una diminuzione del 14%, le vittime sono ancora 36, cioè un morto ogni dieci giorni, un numero definito “alto e inaccettabile”.
Sul fronte criminale, le indagini confermano inoltre il radicamento della ’ndrangheta in Emilia da oltre vent’anni.
Minori armati e violenza giovanile: “Un’escalation”
A destare particolare allarme è l’aumento della violenza tra adolescenti. I procedimenti per porto di coltelli e oggetti atti ad offendere sono 517, con un incremento del 36,4% rispetto al periodo precedente, che aveva già segnato un +38%.
Un fenomeno diffuso tra giovanissimi e considerato spesso l’anticamera di reati più gravi. Tra gli episodi recenti ad esempio le rapine sugli autobus e alle fermate, fenomeno che ciclicamente infesta i viaggi degli studenti verso la scuola.
I reati che avvengono a Modena
A Modena dove c'è il più alto tasso regionale di risoluzione di procedimenti ultra-triennali , al 31 dicembre 2024, risultano pendenti 23.205 fascicoli, considerando tutte le tipologie di registro. Preoccupa in particolare l’aumento dei reati di violenza sessuale: nell’anno giudiziario 2024-2025 si contano 124 procedimenti contro noti e 24 contro ignoti, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente. Sono sette, invece, i casi di atti sessuali con minorenni, un dato sostanzialmente stabile rispetto agli anni passati. Rimangono invariati anche i procedimenti per stalking, che passano da 2.017 nel 2023-2024 a 2.018 nel 2024-2025. Per quanto riguarda i reati legati al cosiddetto codice rosso, la fattispecie più frequente resta la violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa, con 48 casi registrati nel 2024-2025, sei in meno rispetto al periodo precedente. Costante anche il numero dei femminicidi, uno per ogni anno giudiziario dal 2022-2023 al 2024-2025. In calo, infine, i procedimenti per omicidio colposo legati agli infortuni sul lavoro: cinque nel 2024-2025 contro i dieci registrati nel biennio 2023-2024.
Giustizia sotto organico: “Scoperture fino al 50%”
A complicare ulteriormente il quadro, la cronica carenza di personale negli uffici giudiziari. Rizzo ha parlato di una situazione ormai strutturale:
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scopertura del 50% al Tribunale per i minorenni
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deficit del 35-40% tra Tribunale di Bologna e Corte d’Appello
“Significa lavorare con poco più della metà delle risorse necessarie per garantire il funzionamento della giustizia”, ha spiegato.
Nel distretto emiliano-romagnolo mancano 132 dipendenti amministrativi: su 461 previsti, ne sono in servizio solo 329. La conclusione della Procura generale è netta: “Qualsiasi azienda, con questi numeri, fallirebbe”.
Il nodo del personale precario e le incognite future
Un ulteriore elemento di incertezza riguarda gli addetti all’Ufficio per il processo, figure fondamentali di supporto ai magistrati. L’80% dovrebbe essere stabilizzato, ma le assunzioni saranno distribuite tra il 2026 e il 2028.
Tempi lunghi che rendono difficile capire quando le nuove risorse saranno realmente disponibili.
Giudice di pace, riforme e competenze in aumento
Tra le preoccupazioni più urgenti c’è anche la situazione del giudice di pace. Dopo la riforma del 2023, che ha già ampliato le competenze con un incremento delle cause superiore al 40%, dal 31 ottobre 2026 dovrebbe entrare in vigore un ulteriore ampliamento:
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cause fino a 30mila euro
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sinistri stradali fino a 50mila
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controversie condominiali ed esecuzioni immobiliari
“Se le risorse resteranno invariate, le preoccupazioni sono inevitabili”, ha sottolineato Rizzo.
Il protocollo per “fare rete”: la parola chiave è insieme
Nonostante il quadro complesso, la presidente della Corte d’Appello ha voluto chiudere con un messaggio di speranza. Magistratura, Procura generale e avvocatura hanno deciso di coinvolgere anche Regione, Comune e Prefettura per costruire un protocollo condiviso.
Una “chiamata collettiva” per cambiare le cose.
“Voglio dare un segnale di attivismo e speranza. La parola chiave per il 2026 è una sola: insieme”.
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