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02 Maggio 2026
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Caso aMo, l’ammanco sale a 582mila euro: ok all’azione di responsabilità verso gli ex direttori

MODENA - “L’obiettivo resta sempre il recupero integrale delle risorse sottratte illecitamente ad Agenzia tra il 2018 al 2025, attraverso tutti gli strumenti messi a disposizione dal legislatore”.

Lo ha ribadito l’amministratore Andrea Bosi nell’ambito dell’Assemblea dei Soci di aMo, riunita presso la sede della Provincia per Deliberare, nel primo punto all’Ordine del giorno, l’esperimento di un’azione sociale di responsabilità nei confronti di chi ricopriva ruoli apicali negli anni oggetto di movimenti non coerenti con l’attività sociale di aMo. Presenti 26 comuni soci e la provincia per un totale dell’97,45% delle quote. Risorse che – alla luce di indagini più estese svolte anche in sinergia con la Guardia di Finanza – sono lievitate di 67.000 euro, raggiungendo i 582.000 euro complessivi. Gli ulteriori ammanchi sono stati inseriti in un’integrazione di denuncia depositata a gennaio in Procura da aMo, parte lesa della vicenda. Nel ricordare che proseguono le indagini penali, a seguito delle denunce sporte dalla Società presso l’Autorità giudiziaria inizialmente proprio grazie all’Avv. Stefano Reggianini, e nell’ambito delle quali risulta indagata una ex dipendente per peculato, Bosi ha illustrato ai Soci le strade da intraprendere in sede civile, per rientrare delle somme pubbliche distratte. Dopo aver ottenuto dal Tribunale (all’esito dell’udienza tenuta lo scorso 27 novembre) la Provvisoria esecutività del Decreto ingiuntivo a carico della ex dipendente per 448.157 euro, a cui è seguito recentemente il pignoramento dei beni mobili, si è proceduto a dicembre a recepire il parere legale per valutare i presupposti di azione di responsabilità sociale, da sottoporre ai Soci.

Quel documento, nel definire perimetri di responsabilità civile legati ai ruoli ricoperti, ai poteri conferiti dallo Statuto della Società e agli obblighi di controllo assegnati, dopo le verifiche di tutte le operazioni anomale riscontrate, confermava l’esistenza dei presupposti per esercitare l’azione di responsabilità sociale e quantificava le somme ascrivibili direttamente a ciascuna funzione ricoperta. Lo stesso documento è stato quindi alla base dell’invio delle lettere di messa in mora ai soggetti interessati, alle quali i destinatari hanno scelto di rispondere diversamente. Gli ex amministratori, pur ribadendo la propria estraneità rispetto a qualsiasi sottrazione o appropriazione di somme e/o strumenti finanziari dell’Ente, hanno deciso per senso e coscienza civica ed istituzionale, e in subordine per evitare gli oneri del contenzioso, di farsi carico delle somme a loro riferibili non per specifici comportamenti, ma per le funzioni amministrative ricoperte. Si è dunque ipotizzato, con Stefano Reggianini ed Andrea Burzacchini, amministratori unici dell’Agenzia per la Mobilità negli anni dal 2018 al 2025, di seguire un percorso che preveda un accordo per lo spontaneo pagamento della somma individuata, seppur unicamente per volontà di conciliazione e senza attribuzione né riconoscimento di alcuna colpa. Di contro gli ex direttori non hanno scelto di intraprendere la stessa strada lasciando ad aMo, come unica alternativa per il recupero delle risorse ricondotte al perimetro delle loro deleghe, la procedura giudiziaria, con l’esercizio dell’azione di responsabilità oggi deliberata dall’Assemblea dei soci.

“La scelta di rispondere positivamente alle richieste di aMo da parte degli ex amministratori, vittime essi stessi di quanto accaduto, è uno straordinario
esempio di senso civico derivante anche dallo svolgimento dell’attività professionale esercitata - commenta l’attuale amministratore unico Andrea Bosiche consente alla Società di evitare due ulteriori cause civili e allo stesso tempo di rientrare in tempi brevi di una parte non trascurabile del danno economico subito".

Si ricorda che tutti i soggetti apicali destinatari di richieste di indennizzo in sede civile per i fatti accaduti potranno a loro volta rivalersi sul responsabile che verrà individuato in sede penale, all’esito del procedimento instaurato a seguito della denuncia da parte di aMo. Infine, nell’ambito dell’Assemblea sono stati anche illustrati gli ulteriori passi compiuti per la riorganizzazione della Società all’insegna della legalità e della Trasparenza: l’Implementazione del Modello 231 e l’adozione del nuovo Piano anticorruzione e trasparenza 2026-2028.

Gara per l'affidamento del servizio di trasporto pubblico

L’obiettivo è avere un servizio di trasporto pubblico più green, con standard di qualità elevati, più efficiente economicamente e al passo con i cambiamenti del territorio modenese. Il tutto nei tempi ad oggi stabiliti, per veder scongiurato il rischio di riduzione dei contributi del Fondo Nazionale trasporti legato alle leggi sulla concorrenza. Con questo orizzonte, pur in un panorama che presenta diverse incognite, nell’Ambito dell’Assemblea dei Soci di aMo sono state
illustrate le Linee Guida per l’impostazione e la progettazione della gara per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. Un primo documento che contiene gli indirizzi sulla base dei quali costruire i passaggi che dovrebbero portare a bandire la gara per il servizio nel bacino modenese e individuare così il nuovo Gestore per i prossimi 10 anni. Al momento la scadenza è il 31/12/2026, ma all’interno del panorama regionale le fasi in cui si trovano i diversi bacini non sono omogenee, e non si esclude che l’orizzonte possa subire modifiche, alla luce dell’evoluzione del quadro generale. L’approvazione delle Linee Guida da parte dei Soci è fissata per la prossima Assemblea, da convocare a stretto giro.

Centrali nel documento, in merito alle scelte da intraprendere in questa fase, sono i passaggi sulle dimensioni dei lotti, sui servizi da mettere a gara, sui costi e i relativi finanziamenti. In ottemperanza alle disposizioni regionali e nazionali, Modena e Reggio Emilia dovranno predisporre un’unica Relazione Lotti d’Ambito, per procedere con gare distinte e coordinate. La dimensione dei lotti dipenderà dalle valutazioni di efficienza tecnico – economica. Sulla  scorta della normativa più recente, di esperienze analoghe e in base a considerazioni tecniche condivise, i lotti all’interno dell’ambito Secchia – Panaro dovrebbero essere almeno due, con un possibile orientamento verso la dimensione provinciale. Fondamentale per i Soci la definizione dei servizi programmati da mettere a gara, che al momento sono individuati nel perimetro di quelli esistenti, ma che in virtù di meccanismi di definizione dei corrispettivi (alla luce di precisi parametri definiti dalla normativa) e di flessibilità di produzione, potrebbero essere rivisti in parte nella futura Relazione di Affidamento. Un focus particolare ha riguardato il rapporto tra le coperture economiche attuali, garantite dalla Regione per il 90% circa attraverso il Fondo Nazionale Trasporti e risorse proprie, oltre che dagli Enti Soci di aMo, e i costi dei servizi che verranno messi a gara.

“Questi costi – sottolinea l’amministratore unico Andrea Bosi - saranno con ogni probabilità maggiori di quelli ad oggi fissati dal Contratto di servizio, sia per motivi di incremento di qualità dell’offerta che di adeguamento inflativo. La struttura di gara definita in base a questi elementi non potrà prescindere quindi dalle considerazioni di contesto, sollevando numerosi interrogativi e preoccupazione – condivisi dai Soci - in merito al mantenimento e al potenziamento dei servizi attuali a parità di risorse stanziate. Queste incognite, oltre alla disomogenità delle fasi in cui si trovano i diversi territori, compongono un panorama che al momento purtroppo, offre più dubbi che certezze e che potrebbe anche sfociare in una proroga rispetto alla scadenza del Contratto esistente. aMo intende comunque mettere al sicuro il servizio, attenendosi al mandato dei Soci e ai tempi dettati via via dalla normativa".

Il Documento illustrato contiene anche indicazioni sulla redazione del Piano degli Investimenti, sui meccanismi di adeguamenti delle tariffe, sulle clausole di salvaguardia del personale, sui subaffidamenti e sugli indicatori degli standard di qualità dei servizi.

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