Casa di riposo di San Martino Carano. Il Comune di Mirandola: “Non abbiamo strumenti per sollecitarne l’apertura”
Chi sperava in un colpo di scena, magari nello smascheramento di un oscuro complotto aziendale, rimarrà deluso. Il giallo della RSA di San Martino Carano si risolve in un banale ritardo tecnico, almeno stando a quanto è emerso nel consiglio comunale di Mirandola del 23 febbraio. Nelle ultime settimane il gruppo di minoranza Mirandola 50mila aveva chiesto all’Amministrazione comunale di interessarsi all’apparente arresto dell’iter di apertura della RSA. Perché l’edificio è terminato da mesi (dichiarazione di fine lavori protocollata il 15 gennaio 2025), ma il servizio non parte?
Va detto che la costruzione della RSA ha richiesto alcuni lavori che hanno provocato dei ritardi. “L’iter realizzativo – ha spiegato la Sindaca di Mirandola Letizia Budri – ha previsto significativi interventi infrastrutturali che hanno comportato l’intervento di Aimag per il potenziamento della linea di adduzione idrica, la realizzazione di una nuova cabina secondaria e la posa di linee elettriche a media tensione. Aspetti che hanno inciso sui tempi di completamento”.
Lo scorso autunno l’Amministrazione comunale ha incontrato il gestore, ovvero Codess Sociale Cooperativa Sociale di Padova, per condividere il percorso relativo al funzionamento della struttura. “Anche in colloqui successivi – ha dichiarato Budri – il gestore ha evidenziato che ad impedire l’apertura non ci siano problemi di reclutamento di personale o altre questioni economiche, bensì necessari passaggi di presa in carico dell’immobile. Per cui sono tutt’ora in corso sopralluoghi di verifica tra costruttore e futuro gestore”.
La buona notizia, che suona come un impegno preso dalla cooperativa di Padova, è che l’attivazione dei servizi dovrebbe avvenire entro l’estate del 2026. Possiamo quindi sperare che la RSA di San Martino Carano apra “i battenti” tra pochi mesi. A chiusura del suo intervento in consiglio comunale, Budri ha sottolineato che costruzione e gestione della casa di riposo sono in capo a enti privati e il Comune non ha strumenti per sollecitare o imporre la sua apertura.
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