Bando agricoltura, “Patto per il Nord”: “Misura importante per il ricambio generazionale, ma non risolutiva”
Nota stampa di "Patto per il Nord":
"Patto per il Nord Emilia accoglie positivamente il nuovo bando da 28 milioni di euro annunciato dalla Regione Emilia-Romagna per sostenere i giovani imprenditori agricoli. Una misura importante per favorire il ricambio generazionale, ma che non può essere considerata risolutiva rispetto alle criticità strutturali che stanno mettendo in difficoltà il comparto".«È giusto sostenere i giovani che scelgono di investire nella nostra terra – dichiara il segretario regionale di Patto per il Nord Emilia, Ghelfi Riad – ma dobbiamo essere onesti: il problema non è solo entrare in agricoltura, è riuscire a restarci. Oggi gli agricoltori emiliani competono con prodotti importati da Paesi extra UE che non rispettano i nostri stessi standard ambientali, sanitari e sul lavoro. Questa non è concorrenza: è dumping mascherato»."Negli ultimi mesi le mobilitazioni degli agricoltori in tutta Europa hanno evidenziato un malessere profondo legato proprio all’impatto delle politiche comunitarie e agli accordi commerciali che consentono l’ingresso di derrate agricole a basso costo, prodotte con regole meno stringenti rispetto a quelle imposte alle aziende italiane".«Non possiamo chiedere ai nostri agricoltori di rispettare normative sempre più rigide – prosegue Riad – e poi aprire il mercato a prodotti extra europei che quelle regole non le rispettano. Così si abbassa artificialmente il prezzo interno, si comprimono i margini e si mette a rischio la sopravvivenza delle imprese locali. Questo vale per il latte, per i cereali, per la frutta e per l’intera filiera agroalimentare».Sul fronte interno, Patto per il Nord Emilia richiama anche il tema dello squilibrio nella catena del valore.
«La grande distribuzione organizzata esercita un potere contrattuale enorme – sottolinea Paolo Bertazzo, responsabile della Consulta Agricoltura di Patto per il Nord Emilia – e troppo spesso il prezzo viene determinato a valle, senza tenere conto dei costi reali di produzione. Il risultato è che il consumatore paga un certo prezzo, ma all’agricoltore arriva una quota sempre più ridotta. Serve un intervento deciso per riequilibrare la filiera e garantire una più equa distribuzione del valore».Patto per il Nord Emilia chiede quindi: "Clausole di reciprocità negli accordi commerciali con Paesi extra UE. Maggiori controlli sulle importazioni e trasparenza sull’origine delle materie prime. Strumenti concreti per rafforzare le organizzazioni dei produttori e la filiera territoriale. Una revisione dei meccanismi che regolano i rapporti con la grande distribuzione".«Senza redditività – conclude Riad – non esiste ricambio generazionale. Se vogliamo davvero che i giovani restino in agricoltura, dobbiamo difendere il valore della produzione emiliana e restituire ai territori maggiore forza nelle scelte che incidono sul loro futuro. L’Emilia non può essere solo terra di produzione: deve tornare ad essere terra di decisione».
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