Attacchi alla prof Cattani da parte del vicepresidente della Camera, Vaccari (Pd): “Preoccupante attacco alla scuola e alla sua autonomia”
MODENA - “È in corso, in Italia, un preoccupante attacco alla scuola, intesa come spazio di sapere e autonomia di pensiero, luogo deputato alla formazione di cittadini consapevoli e capaci di adottare gli strumenti per formare liberamente la propria coscienza civile”: a dichiararlo è il deputato modenese del Partito Democratico Stefano Vaccari, che lancia l’allarme a seguito dell’attacco di Fabio Rampelli al libro di testo scritto dall’ex professoressa del Selmi di Modena Maria Rita Cattani.
“Dopo la ‘schedatura dei docenti di sinistra’ a opera di Azione studentesca, la costola di Fratelli d’Italia nelle scuole, ora siamo agli attacchi mirati da parte di chi dovrebbe rappresentare le massime istituzioni della nostra Repubblica, come il vicepresidente della Camera dei Deputati Fabio Rampelli, che accusa l’autrice di fare propaganda per il ‘No’ al Referendum sulla Giustizia.
Trovo profondamente ingiusto e fuorviante trasformare un manuale scolastico in un caso politico, prendendo a bersaglio l’autrice per un testo scritto sei anni fa, molto prima di questa contestatissima riforma e nel pieno rispetto del quadro normativo.
Un manuale di Diritto non è un volantino elettorale, ma uno strumento didattico che ha il dovere di spiegare, contestualizzare e stimolare il pensiero critico.
Raccontare l’indipendenza della magistratura, il dibattito sulla separazione delle carriere o i principali snodi costituzionali non è fare propaganda, ma educare seriamente.
Attribuire oggi a quell’opera un intento politico significa applicare una lettura retroattiva e ideologica, che nulla ha a che fare con la libertà di insegnamento garantita dalla Costituzione. Se ogni manuale dovesse essere riscritto ogni volta che cambia il Governo, la scuola smetterebbe di essere un luogo di conoscenza per diventare terreno di scontro permanente.”
“Colpisce, inoltre, che nel mirino finisca un’insegnante, una studiosa, non un leader politico. È un segnale pericoloso: si insinua l’idea che chi insegna debba autocensurarsi per vivere serenamente. Ma una scuola che ha paura non educa cittadini liberi: forma sudditi silenziosi.
Difendere Maria Rita Cattani non significa schierarsi da una parte o dall’altra rispetto al Referendum, ma rivendicare un principio fondamentale, sul quale si basa la nostra vita democratica: la distinzione tra educazione e propaganda, tra studio e slogan. E soprattutto, difendere il diritto degli studenti a farsi carico della complessità del reale, non a ricevere versioni addomesticate della realtà.
Senza una scuola libera, non può esistere un Paese libero: giù le mani dagli insegnanti”.
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