Ammanco Fondazione di Modena, Platis (FI): “Un solo dipendente non può operare su 16 conti e disporre 807 bonifici. Serve chiarezza”
«È impensabile sostenere che l’ammanco emerso nella Fondazione possa essere liquidato come il semplice frutto dell’abilità di un singolo. Un colpo di destrezza è un episodio isolato, qui, invece, i numeri raccontano tutt’altro. Come è stato possibile che la Fondazione di Modena abbia concentrato in capo a un solo dipendente un potere così ampio? I principi organizzativi di base, ancor prima di richiamare il modello 231, prevedono una chiara segregazione delle funzioni sensibili e la separazione tra attività operative e quelle di controllo. Ben 807 bonifici irregolari, distribuiti nell’arco di oltre sei anni, rappresentano un flusso continuo e reiterato di operazioni che qualunque sistema di controllo interno minimamente adeguato avrebbe dovuto intercettare».
Lo afferma Antonio Platis, vicecoordinatore regionale di Forza Italia, intervenendo sulla vicenda.
«La Fondazione di Modena – prosegue – gestisce risorse che appartengono all’intera comunità e non può affidarsi a verifiche formali o occasionali. Proprio per evitare anche le più sofisticate truffe è necessario avere un'organizzazione interna consona. È lecito domandarsi come sia stato possibile che una stessa persona disponesse di poteri dispositivi su 16 conti correnti diversi, su cinque carte di credito e sulla cassa in contanti, senza meccanismi di riconciliazione periodica dei saldi, senza alert automatici su operazioni ripetitive e senza un’effettiva divisione delle funzioni. Questo è il vero vulnus organizzativo che emerge dalla ricostruzione finora fornita».
«È evidente che vi sia stata un’eccessiva concentrazione di responsabilità operative in capo a un unico soggetto. Il riparto dei ruoli, la distinzione tra chi dispone i pagamenti e chi li autorizza, l’adeguatezza dei processi di controllo, di audit e di prevenzione del rischio appaiono gravemente inadeguati rispetto alla portata dei fatti. La tutela del patrimonio della Fondazione non può essere affidata alla buona fede dei singoli, ma deve poggiare su procedure solide, verifiche incrociate e responsabilità chiaramente separate».
«Chiediamo – conclude Platis – che, accanto all’azione di recupero delle somme, venga avviata una verifica indipendente sull’organizzazione interna della Fondazione, capace di individuare le falle che hanno consentito il protrarsi delle irregolarità e di introdurre strumenti di monitoraggio realmente efficaci e trasparenti. Per garantire credibilità a questo percorso è però necessario che chi ha avuto responsabilità dirette nei processi di controllo e nell’organizzazione delle funzioni faccia un passo indietro».
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