Amici a quattro zampe in pericolo: malattia invisibile dilaga in zona Mirandola
È potenzialmente letale per i cani, è già nel nostro territorio e il rischio è che si diffonda. Parliamo della leishmania, una malattia che può essere trasmessa ai nostri migliori amici dai pappataci. Lo fanno sapere dall’associazione Isola del Vagabondo, che gestisce il canile di Mirandola e l’infermeria per gatti randagi attigua, situate in via Bruino. Al di là del fatto che la leishmania può anche portare alla morte dell’animale, uno degli aspetti peggiori è che un cane può averla, ma non manifestare sintomi. Altro problema: dalla leishmania si può guarire, ma la terapia è lunga e piuttosto dolorosa (consiste in iniezioni periodiche) e i farmaci sono ancora molto costosi.
“In generale molti farmaci per animali costano il triplo rispetto a quelli per gli umani – dice la presidente dell’associazione Isola del Vagabondo Tiziana Caleffi – In un mondo ideale ci vorrebbe una sorta di mutua per animali domestici. In mancanza di questo, le donazioni sono la soluzione migliore. Il canile è un servizio in capo all’Unione Comuni Modenesi Area Nord, che ci rimborsa molte spese, ma non tutte. Per fortuna riceviamo anche alcune donazioni, anche in cibo, senza quelle non riusciremmo a coprire tutti i costi. Ma donazioni e volontari non bastano mai, gli animali vanno curati, nutriti, la struttura ha bisogno di manutenzione, occorrono persone per gli open day che organizziamo. Quindi invitiamo chiunque volesse offrirci un po’ del suo tempo libero a contattarci”.
Parlando di donazioni, proprio nei giorni scorsi la generosità di due persone ha riacceso la speranza per gli animaletti di via Bruino: Paolo Mattioli e Martina Bruno hanno donato 6.000 euro alla struttura, ricavati dalla vendita di un libro fotografico dedicato agli animali e curato da loro. La solidarietà delle persone insomma può fare molto. Anche per il pericolo rappresentato dalla leishmania. Nelle scorse settimane per esempio il piccolo Shaggy, affetto dalla malattia fin dalla nascita, è stato adottato dopo mesi di attesa e ora ha qualcuno che si prende cura di lui.
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Come risulta dal sito dell’Ucman, l’ente ha firmato una convenzione triennale con l’Isola del Vagabondo secondo la quale, fino al 2028 incluso, l’associazione potrà ottenere rimborsi fino a 90.000 euro all’anno, ovviamente rendicontando le spese. In mancanza di ricevute, l’associazione potrà presentare un’autocertificazione all’Unione e ottenere un rimborso, ma solo per spese non superiori al 10% del massimale previsto. Ricordiamo che il canile è composto da circa 70 postazioni per cani, più una ventina di postazioni per i cuccioli e 1 box per l’isolamento. Attualmente la struttura ospita circa 50 cani.
Stando alle dichiarazioni delle socie dell’Isola del Vagabondo, lo scorso anno la quantità di adozioni di cani è leggermente diminuita rispetto agli anni precedenti. Restano stabili le adozioni di gatti e il numero di rinunce dei cani, che ammontano a circa una ventina all’anno. “Randagi? Tra i cani sono quasi spariti – dice Tiziana Caleffi – Gatti randagi invece ce ne sono parecchi, nonostante l’intensa campagna di sterilizzazione che facciamo in tutti i comuni”.
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