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03 Maggio 2026
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Terremoto in Romagna, testato sul campo l’accordo tra Regione e Ingv che si rinnova per tre anni

La terra trema violentemente. Una manciata di secondi e dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) parte immediatamente una segnalazione per avvisare in tempo reale il Centro operativo regionale della Protezione civile. Nel messaggio sono già disponibili informazioni importanti come la magnitudo del sisma, l’epicentro e la sua localizzazione, fino a una stima della diffusione sul territorio. I tecnici dell’Istituto si confrontano con gli operatori di Protezione civile per una prima valutazione. E, contestualmente, viene attivata anche la rete dei volontari, formati precedentemente in collaborazione con l’Istituto, che escono in strada per le prime osservazioni su eventuali danni evidenti a cose e persone. È la macchina che si è messa in moto lo scorso 13 gennaio in occasione delle due scosse di terremoto che hanno coinvolto la Romagna, con epicentro a Russi e Faenza, nel Ravennate. Un test sul campo della convenzione dedicata alla previsione del rischio sismico tra Ingv e Protezione civile, in via di rinnovo per altri tre anni fino a tutto il 2028. L’intesa rappresenta la prosecuzione di un supporto già collaudato in tema di pianificazione e gestione delle emergenze sismiche, con un impegno economico complessivo per l’Agenzia regionale pari a 90mila euro.

“È un’ulteriore conferma dell’impegno della Regione Emilia-Romagna a migliorare sempre di più le nostre attività di prevenzione del rischio e gestione delle emergenze - sottolinea la sottosegretaria con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini -  Il ricordo del sisma del 2012 è ancora vivo nelle nostre comunità, così come le scosse che hanno interessato territori in Romagna già colpiti dalle ondate di maltempo e, dunque - prosegue Rontini- la collaborazione tra gli esperti dell’Ingv e gli operatori regionali rappresenta un valore aggiunto fondamentale a favore di cittadine e cittadini”.

Cosa prevede l’accordo con Ingv

L’Istituto è una struttura operativa del Servizio nazionale della Protezione civile, che svolge attività tecnico-scientifica di monitoraggio e sorveglianza della sismicità, del vulcanismo e dei maremoti nel territorio nazionale e nell'area mediterranea. La collaborazione con la struttura regionale comprende il supporto tecnico-scientifico per l’elaborazione e l’interpretazione dei dati riguardanti gli eventi sismici e la gestione delle emergenze post terremoto in Emilia-Romagna. Le tempestive segnalazioni della localizzazione degli eventi sismici, caratterizzati da valori di magnitudo superiori a 3, avvengono attraverso canali di messaggistica sia al personale reperibile di Agenzia che direttamente al Centro operativo regionale (Cor). Le comunicazioni si avvalgono anche di rilanci automatici del tipo “Alert System” per potenziare la rapidità e la diffusione degli avvisi, in modo da informare velocemente la popolazione. L’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la Protezione civile dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con Ingv, ha inoltre costituito una rete di monitoraggio, con il coinvolgimento del volontariato di protezione civile, che conta 248 località presidiate.

I volontari, a seguito di scosse, vengono impegnati in verifiche speditive che prevedono la raccolta di informazioni in tempo reale sul risentimento della popolazione o di eventuali danni a edifici. Durante l’evento del 13 gennaio sono stati coinvolti circa 150 volontari distribuiti su tutta la Romagna. Nel triennio trascorso è stata ampliata questa rete di rilevatori “umani”, che ora coinvolge 270 punti di monitoraggio e si ramifica in tutte le province della Regione. È previsto l’aggiornamento annuale dei volontari, oltre a specifici addestramenti per i tecnici di Agenzia e gli operatori del Nucleo di valutazione regionale per il censimento dei danni e rilievo dell’agibilità delle strutture post evento. A questo scopo, nel 2024 e nel 2025, sono stati realizzati i primi corsi specialistici regionali per la formazione di tecnici abilitati alla compilazione delle schede di rilevazione Aedes relative ai beni culturali, le chiese e i palazzi storici, e a strutture prefabbricate o di grande luce (capannoni, palestre e palazzetti). Infine, nell’ambito del sistema d’allerta nazionale per il rischio maremoto, si lavorerà alla definizione degli scenari di rischio per i territori costieri per arrivare ad una modalità comune d’intervento da inserire nei piani comunali di protezione civile.

L’accordo con l’Università di Parma

Allo scopo di produrre conoscenze preziose per orientare la gestione dell’emergenza e la priorità degli interventi, è stato definito un nuovo accordo mirato a con il dipartimento di Ingegneria e architettura dell’Università di Parma. L’intesa, che sarà riconfermata per altri tre anni, con il dipartimento di Ingegneria e architettura punta a migliorare la gestione dell’emergenza e a definire gli interventi. Nel caso specifico il focus è sulla mappatura degli edifici strategici “sentinella” attrezzati con strumentazioni e sensori che costituiscono un modello di comportamento – sotto sollecitazione sismica - per altre strutture con caratteristiche simili presenti nella stessa area. In questo contesto, l’Università di Parma effettua un lavoro di valutazione delle reazioni dinamiche degli edifici strategici monitorati in Emilia-Romagna. L’ateneo parmense è coinvolto anche nella mappatura del rischio sismico delle infrastrutture della rete viaria, con l’obiettivo di stimare la solidità del sistema di strade e vie di comunicazione in un’area urbana analizzata, definendo gli scenari di emergenza in caso di terremoto. A questa collaborazione si affiancano quelle con le Università di Bologna e Ferrara per indagini e studi approfonditi sugli scenari sismici e la gestione tecnica dell’emergenza, con un impegno complessivo di risorse dell’Agenzia regionale pari a 270mila euro.

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