Problemi al riscaldamento al liceo “Fanti” di Carpi, blocco della caldaia all’istituto “Calvi” di Finale Emilia
CARPI, FINALE EMILIA - Nella giornata di oggi, giovedì 8 gennaio, si è verificato un guasto al sistema di riscaldamento del liceo Fanti di Carpi, che ha comportato una sospensione del funzionamento dell’impianto. Il guasto è dovuto alla rottura di una scheda elettrica che è attualmente in corso di sostituzione, così da garantire per la giornata di venerdì 9 gennaio, il regolare svolgimento delle lezioni e delle attività didattiche. Sempre nella giornata di oggi, giovedì 8 gennaio, si è verificato un blocco della caldaia all’istituto superiore Calvi di Finale Emilia, mentre a Vignola, all’Istituto Paradisi, il teleriscaldamento è stato adeguato con una nuova taratura per supportare il significativo calo di temperature di questi giorni.
I tecnici della Provincia sottolineano come «grazie alla rilevazione dei malfunzionamenti da remoto, sia stato possibile intervenire subito per il ripristino degli impianti, così da limitare i disagi per studenti e insegnanti. Va poi ricordato anche che il freddo di questi giorni ha comportato un lavoro molto intenso da parte delle reti impiantistiche, talvolta non adeguatamente tarate su queste temperature».
Per l’anno scolastico 2025/2026, gli studenti iscritti alle scuole superiori della provincia di Modena sono 35.976 suddivisi in 1572 classi e il Liceo Fanti risulta essere la scuola più frequentata nella provincia con 91 classi e 2239 studenti. Malfunzionamenti al riscaldamento sono stati segnalati anche a Mirandola alla scuola primaria "Dante Alighieri".
Per quanto riguarda il liceo "Fanti" di Carpi", è duro il commento di Matteo Terzilli, responsabile scuole di Gioventù Nazionale Carpi, movimento giovanile di Fratelli d’Italia, che punta il dito contro Provincia e gestione dell'istituto: “Quanto accaduto al Liceo Fanti è l’ennesima dimostrazione di una gestione approssimativa e irresponsabile dell’edilizia scolastica. La Provincia di Modena ha il dovere di garantire impianti funzionanti e una manutenzione preventiva adeguata, soprattutto nei mesi invernali. Non è accettabile che si intervenga solo a emergenza ormai scoppiata, scaricando poi le conseguenze su chi la scuola la vive davvero come già accaduto in passato”.
“Parliamo di ragazzi lasciati per ore in aule fredde. L'unica ‘soluzione’ immediata proposta dalla dirigente è stata quella di indossare giacche e sciarpe. Esistono parametri richiamati dalle indicazioni ministeriali e dalle norme sulla sicurezza negli ambienti scolastici come il d. Lgs 81/08, che fissano intorno ai 18 gradi la temperatura minima adeguata per lo svolgimento delle attività didattiche. Al di sotto di questa soglia, la permanenza prolungata degli studenti non garantisce né il benessere né il diritto allo studio”.“La scelta di non far uscire i ragazzi nonostante le condizioni ambientali fossero inadeguate è quantomeno criticabile. La tutela della salute degli studenti dovrebbe venire prima di qualsiasi timore. Quando non ci sono le condizioni minime, le lezioni vanno sospese".“Continueremo a vigilare – conclude Terzilli – perché il diritto allo studio non può essere sacrificato sull’altare dell’inefficienza amministrativa".
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