Rigeneriamo San Felice sulla alienazione della farmacia comunale: "Scelta dell'amministrazione chiara fin da subito e che impoverisce il patrimonio pubblico sanfeliciano". Ecco di seguito il comunicato stampa del gruppo di minoranza in Consiglio comunale:
Il nostro gruppo consiliare intende rispondere alla ricostruzione forzata e fuorviante del Sindaco Goldoni apparsa sulla stampa nei giorni scorsi, per chiarire alcuni punti e ribadire le nostre posizioni in merito.
La farmacia riaprirà, ma in forma privata a partire da Aprile 2026, pertanto sarà privatizzato un pezzo di patrimonio comunale, che forniva un servizio anche sociale, in quanto gli utili generati - di cui ricordiamo l'importo record di 130mila euro nel 2024 utile a smentire le affermazioni sul raggiungimento di massima espansione dell'attività - sono stati utilizzati per finalità sociali. Un valore aggiunto in tempi in cui i comuni ottengono sempre meno finanziamenti dal governo centrale e che invece di tornare alla comunità sotto forma di welfare, finirà nelle tasche di un privato.
Innanzitutto abbiamo scritto in passato di "morte annunciata" della Farmacia Comunale, perché nei documenti e negli atti appare evidente come fin dal principio di questa vicenda, la volontà dell'Amministrazione Goldoni sia stata precisa.
Viene scritto nero su bianco nell'allegato al piano delle partecipate votato il 18/12/2025 a maggioranza da Noi Sanfeliciani (e nostro voto contrario): "Alla luce di quanto riportato il Consiglio Comunale, con propria deliberazione n. 82 del 23.12.2024 approvava il piano di revisione periodica al 31/12/2023. Relativamente all’Azienda Speciale l’esito della revisione è risultato quello della razionalizzazione della partecipazione, mediante alienazione della licenza farmaceutica e della relativa azienda commerciale".
Ribadiamo pertanto il grande rammarico che lascia questa operazione, che corrisponde esattamente a quanto contenuto nella delibera dello scorso dicembre, portata avanti seguendo pedissequamente le tesi che più o meno forzatamente propendevano per la cessione e sottraendosi a qualsiasi tipo di confronto con i nostri concittadini.
Come ribadito più volte, il parere della Corte dei Conti indica che in caso di parametri non rispettati della legge Madia, in particolare quelli relativi all'assenza di dipendenti, ci sono più forme di razionalizzazione, compresa quella del mantenimento con le dovute motivazioni, come definito proprio da alcune sentenze della stessa Corte dei Conti; scelta questa mai presa in considerazione.
Tale ostinata scelta di alienazione traspare anche nella delibera n.72/2025, dove al citato studio Guiducci viene dato mandato di "assistenza e consulenza legale finalizzato al supporto giuridico da prestare al Responsabile del procedimento in relazione alle attività di razionalizzazione dell’Azienda Speciale Farmacia comunale di San Felice sul Panaro" e si riconosce che nella relazione allegata "viene svolto un attento esame di natura giuridico-amministrativa in merito alla procedura di alienazione della licenza farmaceutica e conseguente soppressione dell’Azienda Speciale".
Tale orientamento viene sottolineato nel testo redatto dallo studio Guiducci, al seguente capoverso "stante la volontà del Comune di razionalizzare l'Azienda Speciale e ridurre, mediante i proventi, l'indebitamento dell'Ente", oltre che candidamente ammesso dal nuovo capogruppo di maggioranza Palazzi in sede di votazione in consiglio comunale.
Inoltre, la vendita al soggetto privato della Farmacia Comunale non porterà nessun vantaggio nemmeno dal punto finanziario, in quanto il bene alienato rendeva più di quanto si andrà a risparmiare con l'abbattimento di mutui. Per altro, se l'amministrazione vorrà accedere a nuovi mutui - come paventato in consiglio comunale - dovrà anche trovare le risorse per rimborsarli.
Come ribadito più volte è mancata la volontà di trovare reali soluzioni alternative di riassetto dell'organizzazione della farmacia, come ad esempio quella di assumere direttamente i dipendenti e il direttore.
La fine della Farmacia Comunale non è solo uno spartiacque, ma è anche una ferita aperta e una rottura difficilmente sanabile tra questa amministrazione e la nostra comunità, senza dimenticare che questa alienazione avrà come effetto quello di impoverire il patrimonio pubblico sanfeliciano.
Non possiamo certo essere soddisfatti di tale esito, ma i tanti cittadini che hanno speso parole di conforto e ringraziamento al Dott. Magri e alle sue collaboratrici per il lavoro svolto, ci ha reso orgogliosi di aver fatto politica in questi mesi, guidati da un principio molto semplice e che dovrebbe guidare chiunque si candidi ad amministrare, ossia agire sempre a tutela dell'interesse pubblico e dei servizi ai cittadini.
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