Referendum giustizia, a Nonantola costituito il “Comitato per il No”
NONANTOLA - A Nonantola si è costituito il "Comitato per il No" in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Tra le prime adesioni, quelle di PD, AVS - Alleanza Verdi-Sinistra, Il Futuro Adesso, Nonantola Progetto 2030, Movimento 5 Stelle, ANPI, Aula 22, Auser, CGIL, SPI, ACLI, Legambiente. Di seguito, la nota stampa diffusa dai soggetti aderenti:
"Si è costituito ufficialmente domenica 18 gennaio 2026, a Nonantola, il “Comitato per il NO” in vista del prossimo referendum costituzionale sulla riforma dell’ordinamento giudiziario (cosiddetta Legge Nordio), approvata dal Parlamento senza la maggioranza qualificata richiesta per le riforme costituzionali. Il Comitato, composto da associazioni, partiti e rappresentanti della società civile, si pone l’obiettivo di informare la cittadinanza sui rischi legati ai quesiti referendari, promuovendo una partecipazione consapevole al voto. Il referendum costituzionale, fissato dal Governo nei giorni 22 e 23 marzo 2026, rappresenta un fondamentale passaggio di partecipazione democratica. Il Governo ha scelto di forzare i tempi delle consultazioni per anticipare il voto, e ora tocca a noi cittadini rispondere con un NO chiaro e consapevole. Questa riforma punta a creare un assetto della giustizia in cui il Pubblico Ministero rischia di risultare più isolato e meno autonomo rispetto al potere esecutivo. Quando si rompe l'equilibrio dei poteri e si indeboliscono i controlli (come vorrebbe il governo con il triplo CSM e il sorteggio), a perdere non sono i magistrati, ma i cittadini più deboli, quelli che non hanno difese contro i soprusi. La Legge Nordio non risolve i problemi di lentezza dei processi ma, al contrario, rischia di aggravare il funzionamento dei tribunali e di minare l’equilibrio tra i poteri dello Stato e, soprattutto, l’autonomia della Magistratura, tutelata dalla Costituzione Italiana, con conseguenze negative per i diritti delle cittadine e dei cittadini.
Inoltre la riforma Nordio risulta superflua: la separazione delle carriere tra Pubblico Ministero e Giudice è sostanzialmente già in essere dal 2022 a seguito della riforma Cartabia. Noi vogliamo una giustizia che sia uguale per tutti e che non si pieghi a chi comanda. Questa non è una legge per far funzionare la giustizia. Servono investimenti per aumentare il numero dei magistrati e del personale. Nelle prossime settimane saranno organizzati banchetti informativi e incontri pubblici per approfondire i temi del referendum. Trattandosi di un referendum di revisione costituzionale, non è previsto alcun quorum: la riforma sarà approvata o respinta esclusivamente in base alla maggioranza dei voti validamente espressi, rendendo decisivo ogni singolo voto. Votiamo NO per difendere la Costituzione e per una giustizia imparziale ed indipendente".
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