Omicidio capotreno a Bologna, “Patto per il Nord”: “Sicurezza nelle stazioni e sui treni è insufficiente”
BOLOGNA - Nota stampa di "Patto per il Nord" in merito al fermo del presunto killer del capotreno ucciso alla stazione di Bologna:
"La cattura del responsabile dell’omicidio del capotreno avvenuto alla stazione di Bologna è un atto dovuto e necessario, che restituisce almeno in parte giustizia a una vittima e ai suoi familiari. Ma questa notizia non può diventare l’alibi per continuare a ignorare le responsabilità politiche di chi governa le infrastrutture e la sicurezza del Paese. Patto per il Nord Emilia ritiene fondate e legittime le posizioni espresse dai sindacati: oggi la sicurezza nelle stazioni ferroviarie e sui treni è drammaticamente insufficiente, e il personale viaggiante è lasciato troppo spesso solo ad affrontare situazioni di pericolo crescente".
"È ipocrita parlare di sicurezza a posteriori, dopo una tragedia, quando da anni si ignorano gli allarmi che arrivano dai lavoratori – dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale Patto per il Nord Emilia –. Matteo Salvini, invece di inseguire grandi opere di propaganda come il ponte sullo Stretto, dovrebbe assumersi la responsabilità di garantire la sicurezza delle infrastrutture che esistono già, a partire dalle stazioni ferroviarie del Nord e dell’Emilia"."Secondo Patto per il Nord Emilia, la gestione attuale delle infrastrutture nazionali è scollegata dalla realtà quotidiana dei territori. Si investe in annunci e slogan, mentre mancano presidi, controlli, personale, illuminazione adeguata e sistemi di sicurezza nei luoghi dove ogni giorno transitano migliaia di cittadini e lavoratori".
"Il risultato di questa politica è sotto gli occhi di tutti – prosegue Ghelfi –: stazioni sempre più insicure, lavoratori esposti a rischi inaccettabili e uno Stato che arriva solo dopo, quando il danno è fatto. Questa non è sicurezza, è abbandono istituzionale"."Patto per il Nord Emilia chiede con forza che il Ministero delle Infrastrutture cambi immediatamente priorità: meno operazioni mediatiche, meno opere simboliche, più investimenti concreti sulla sicurezza reale, sulla manutenzione e sulla tutela di chi lavora nelle infrastrutture strategiche"."Se il Governo continua a ignorare questi problemi – conclude Ghelfi – si assumerà la responsabilità politica di ogni nuova tragedia annunciata. Il Nord non ha bisogno di ponti da copertina, ma di stazioni sicure, servizi funzionanti e rispetto per chi lavora".
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