Nidi sotto pressione a Castelfranco, Nonantola, Bomporto: più posti, ma le liste d’attesa restano
CASTELFRANCO EMILIA, NONANTOLA, BASTIGLIA, BOMPORTO, SAN CESARIO SUL PANARO E RAVARINO – Aumentano i posti disponibili nei nidi d’infanzia dell’Unione Comuni del Sorbara e crescono in modo consistente i finanziamenti pubblici, ma le liste d’attesa non scompaiono, soprattutto nei Comuni più popolosi. È quanto emerge dalla risposta ufficiale dell’Area Servizi Educativi dell’Unione all’interrogazione a risposta scritta presentata il 13 agosto 2025 dal consigliere unionale Giacomo Zavatti (Futuro 2023), che chiedeva chiarezza su numeri, costi e prospettive dei servizi per la prima infanzia.
Il documento, datato 22 settembre 2025, restituisce una fotografia dettagliata della situazione nei Comuni di Castelfranco Emilia, Nonantola, Bastiglia, Bomporto, Ravarino e San Cesario sul Panaro, mettendo in evidenza un sistema in crescita, ma ancora segnato da forti squilibri territoriali.
Liste d’attesa concentrate a Castelfranco e Nonantola
I dati aggiornati al 29 agosto 2025 indicano che, su 405 domande presentate nei termini per l’anno educativo 2025/26, 84 bambini sono rimasti in lista d’attesa. La criticità maggiore riguarda Castelfranco Emilia, con 45 domande non accolte, seguita da Nonantola con 28 bambini esclusi. A Bomporto restano 11 famiglie in attesa, mentre Bastiglia e Ravarino risultano aver assorbito completamente la domanda.
Un dato che conferma quanto segnalato nell’interrogazione: l’offerta, pur in aumento, non riesce ancora a intercettare pienamente il fabbisogno reale, soprattutto nei territori con maggiore densità abitativa.
Offerta in crescita, ma domanda strutturalmente alta
Per l’anno educativo 2025/26 l’offerta di nido pubblico raggiunge 536 posti complessivi, che salgono a 596 includendo i privati autorizzati. Un numero in costante crescita negli ultimi anni: nel 2018 i posti erano 389, saliti progressivamente grazie agli ampliamenti finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e all’introduzione dei LEP.
Parallelamente, però, l’andamento demografico non mostra un calo tale da alleggerire la pressione sul sistema. Castelfranco Emilia continua a registrare oltre 230 nati l’anno, mentre Nonantola si attesta attorno ai 100, mantenendo alta la domanda di servizi 0-3.
Oltre un milione di euro di fondi pubblici
Alla domanda posta nell’interrogazione sull’impatto dei finanziamenti, l’Unione risponde con numeri rilevanti. Per il solo 2025/26 sono stati attivati oltre 1,1 milioni di euro tra fondi regionali e statali, destinati a:
-
consolidamento di 58 posti nido già attivati,
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ampliamento di 17 nuovi posti,
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abbattimento delle rette per le famiglie,
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formazione e qualificazione del sistema educativo 0-6.
A questi si aggiungono 429 mila euro del Fondo di Solidarietà Comunale, ripartiti tra i Comuni dell’Unione per il raggiungimento degli obiettivi di servizio sugli asili nido.
Le prospettive per il 2026/27
Nella parte conclusiva, la risposta dell’Unione riprende uno dei punti centrali dell’interrogazione: le prospettive future. L’amministrazione valuta possibili ulteriori incrementi dell’offerta, una revisione del sistema tariffario o nuove convenzioni con strutture private in sede di approvazione del Piano dell’Offerta Educativa 2026/27, prevista per la primavera.
Ma i numeri contenuti nel documento mostrano che, nonostante l’aumento dei posti e l’ingente sostegno pubblico, per decine di famiglie il problema dell’accesso al nido resta attuale, soprattutto a Castelfranco Emilia e Nonantola. Ed è su questo scarto tra investimenti e risposta ai bisogni che il confronto politico, sollecitato dall’interrogazione, è destinato a proseguire.
Scrivono dall'Unione del Sorbara:
L’amministrazione Unionale valuterà eventuali incrementi di offerta, revisioni del sistema tariffario o convenzionamenti con privati in fase di approvazione del Piano dell’Offerta dei Servizi Educativi A.S. 2026/27 (di norma nel mese di marzo) sulla base degli stanziamenti di bilancio approvati dal Consiglio Unionale e sulla base dei finanziamenti ministeriali e regionali previsti per il triennio 2026/28 in coerenza con i documenti programmatici degli enti
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