Mirandola, domenica 25 gennaio inaugura la mostra “Giovanni Cavicchioli, il giornalismo d’autore”
MIRANDOLA - Inaugura domenica 25 gennaio, alle ore 10, la mostra “Giovanni Cavicchioli, il Giornalismo d’Autore” allestita presso la sala Edmondo Trionfini di Mirandola. La presentazione sarà curata da Sauro Vecchi con interventi di Maria Palumbo. L’esposizione è a cura dell’Associazione Amici della Consulta APS, del Comitato Sala Trionfini, della Consulta del Volontariato e dell’Università della Libera Età “Bruno Andrelli”, che già hanno già ricordato Cavicchioli, con una cerimonia che si è tenuta nel cimitero monumentale di Mirandola, nel gennaio del 2024, in occasione del 60° anniversario della morte e del 130° della nascita. La mostra, a ingresso libero, sarà visibile la domenica dalle 10.00 alle 12.00 o su richiesta.
Nato a Mirandola il 2 gennaio 1894. Figlio di Alfredo, medico, e di Rosa Severi. Studiò musica sotto la guida di Ottorino Respighi, e si cimentò anche nella pittura e si dedicò all'attività letteraria: suo esordio fu la raccolta di versi Palazzi incantati, edita a proprie spese nel 1913. Negli anni seguenti ebbe contatti col teosofo austriaco Rudolf Steiner. Due tragedie di argomento romano, Romolo e Lucrezia, scritte nel 1920 e 1921, gli valsero una certa notorietà negli ambienti teatrali: la prima fu messa in scena nel 1932 dalla compagnia Tamberlani (con riprese negli anni successivi); la seconda nel 1925 dalla compagnia di Gualtiero Tumiati e Letizia Celli.
Minor attenzione riscossero altri suoi lavori teatrali: Guerino detto il Meschino, leggenda per bambini con intermezzi musicali di Adriano Lualdi, presentata nel 1919 al teatro dei Piccoli di Roma creato e diretto da Vitorio Podrecca, e Intellettuali, gioco scenico scritto nel 1925 e presentato a Mirandola nel 1933. La censura impedì nel 1931 la messa in scena della commedia Rosa in fiore. Nel 1924 Cavicchioli, a fianco di Luigi Pirandello, partecipò all'ideazione del "Teatro dei dodici", progetto che si concretizzò nel 1925 con la fondazione del teatro d'Arte di Roma, alla cui direzione si pose lo stesso Pirandello. Negli anni successivi li trascorse soprattutto a Sanremo e lì esercitò attività di pubblicista e di critico teatrale.
All'inizio della seconda guerra mondiale si stabilì definitivamente a Mirandola, proseguendo il lavoro di giornalista. Continuava anche a coltivare l'interesse per la pittura (fra i suoi amici più cari fu Filippo De Pisis, alla cui opera dedicò diversi articoli e il volume F. De Pisis, Venezia 1932 e Firenze 1942), e nel 1948 ebbe luogo a Modena una mostra di suoi dipinti. Nel 1957 ricevette il premio "La Secchia", conferitogli dall'Associazione della stampa di Modena quale riconoscimento della sua attività letteraria. Negli ultimi anni lavorò ad un saggio, rimasto incompiuto, su Giovanni Pico della Mirandola. Durante la sua carriera giornalistica collaborò a numerosi periodici e quotidiani. Morì a Mirandola il 13 gennaio 1964 e venne sepolto nel cimitero cittadino.
LEGGI ANCHE:
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Infortuni, il giuslavorista: 'Modello 231 efficace per mappare zona grigia di appalti e subappalti"
- Usare le scale e non l'ascensore, oggi l'iniziativa anti sedentarietà del 'No Elevators Day'

































































