Mirandola, dal 25 gennaio alla Sala Trionfini mostra dedicata a Giovanni Cavicchioli
MIRANDOLA - Dal 25 gennaio, presso la Sala Trionfini a Mirandola, sarà visitabile la mostra "Giornalismo d'autore", dedicata a Giovanni Cavicchioli. La mostra si inserisce nel programma iniziato il 30 novembre 2024 presso la Biblioteca Comunale e mette in evidenza l'attività giornalistica di Cavicchioli, che collaborò con varie testate dell'epoca.
Giovanni Cavicchioli nacque a Mirandola il 2 gennaio 1894, figlio di Alfredo, medico (socio per la costruzione del Teatro Sociale ora Teatro Nuovo), e di Rosa Severi. Rimase orfano di madre a tre anni (i suoi ricordi d’infanzia sono affidati al romanzo autobiografico “Bambino senza madre"). Avviato agli studi classici presso un collegio salesiano, continuò da autodidatta coltivando anche gli studi musicali sotto la guida di Ottorino Respighi e interessandosi contemporaneamente di arti figurative e cimentandosi nella pittura. Con impegno più metodico si dedicò all’attività letteraria: suo esordio da giovanissimo fu la raccolta di versi “Palazzi Incantati” (Mirandola 1913).
Il suo interesse per gli studi filosofici e spirituali lo portò a frequenti soggiorni a Dornach (Basilea) presso il Goetheanum, dove ebbe contatti con il dr Rudolf Steiner, il fondatore dell’Astroposofia. Si occupò attivamente di Teatro. Due tragedie di argomento romano, “Romolo” rappresentata a Roma alla Basilica di Massenzio nel 1924 e “Lucrezia", che ebbero ottima accoglienza in molti teatri italiani, rispettivamente scritte nel1920 e 1921 ed edite a Bologna nel 1923 e a Carpi nel 1926, gli valsero una certa notorietà negli ambienti romani. La prima fu messa in scena dalla compagnia Tamberlani con riprese negli anni successivi, la seconda dalla compagnia di Gualtiero Tumiati e Letizia Celli. Altri suoi lavori teatrali furono: Guerrino detto il Meschino, leggenda per bambini con intermezzi musicali di A. Lualdi, presentata nel 1919 al teatro dei Piccoli di Roma creato e diretto da Vittorio Podrecca e , “Intellettuali", gioco scenico scritto nel 1925 e presentato a Mirandola nel 1933 dalla Compagnia Sperani Tamberlani Bettinelli. La censura impedì nel 1931 la messa in scena della commedia “ Rosa in fiore”, pubblicata a Modena nel 1933.
Nel 1924 Cavicchioli fu presentato dall’amico O. Vergani a Pirandello, a fianco del quale, assieme allo stesso Vergani, a Bontempelli e a Prezzolini, partecipò alla ideazione del Teatro dei Dodici, progetto che divenne poi nel 1925 Teatro d’Arte di Roma alla cui direzione si pose lo stesso Pirandello con
G. Comisso, A. Panzini, E, Vittorini, S. D’Amico e i giovanissimi ,F. Casorati, G. De Chirico, F. De Pisis, che successivamente illustrarono libri di Cavicchioli Pur con frequenti spostamenti e continuando a mantenere i rapporti con l’ambiente del periodo romano, Cavicchioli trascorse un lungo periodo a Sanremo, dove esercitò attività di pubblicista e di critico teatrale. Viaggiò frequentando circoli culturali a Firenze, a Parigi, a Berlino. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale si stabilì a Mirandola, proseguendo il lavoro di giornalista continuando a coltivare l’interesse per la pittura. All’amico F. De Pisis dedicò diversi articoli e il volume F. De Pisis Venezia 1932 e Firenze 1942.
Nel 1957 ricevette il premio La Secchia conferitogli dall’Associazione della Stampa di Modena quale riconoscimento della sua attività letteraria. Negli ultimi anni lavorò ad un saggio, rimasto incompiuto, sul suo conterraneo Giovanni Pico della Mirandola. Durante la sua carriera giornalistica collaborò a numerosi periodici e quotidiani: La Nuova Antologia, Sipario, La Fiera Letteraria, Il Popolo d’Italia, L’Illustrazione Italiana, Il Resto del Carlino, l’Avvenire d’Italia, la Gazzetta di Modena, di cui fu direttore. A Mirandola, Giovanni Cavicchioli partecipò alla vita pubblica come membro di varie commissioni comunali. Dal 1923 al 1927 Cavicchioli ebbe la carica onoraria come responsabile della Biblioteca Comunale; la vera rivoluzione avvenne dal 1945 (sindaco Nino Lolli e poi Oreste Gelmini), quando Cavicchioli assunse al pieno l’incarico della Biblioteca rinnovando ed incrementando il patrimonio librario, seguendo lo spirito di libertà dopo il lungo periodo di censura. Modificò anche gli orari di apertura al pubblico ampliandoli per facilitare l’accesso a tutti i cittadini. Cavicchioli fu socio del Rotary Club di Mirandola dalla fondazione nel 1958 e morì a Mirandola il 13 gennaio 1964.
Altri scritti:
Notturno tragico (dramma) Bologna 1914
La morte nel pollaio (racconti) Foligno 1926
Le nozze di Figaro (racconti) Modena 1932
Avventure del Pagliaccio (racconti) 1935
Parole fuggitive (versi) 1940
Favole Carpi 1951
Cantata (versi) 1952
La bottega dei Gozzi1902-1952 (saggio) Modena 1952
Teatro dei Semplici Carpi 1958
Disegni di Leone Minassian (saggio) Paiva 1958
Nuove Favole 1960
Sandrone e il suo papà (saggio 1962)
Foglie di Sibilla (versi) Mirandola 1963
OPERE POSTUME
Il vecchio maestro (racconti) a cura di Leone Minassian 1964
Passero solitario (Versi) Mirandola 1964
Un’antologia curata da Umberto Casari 1964 con riproduzioni dei suoi dipinti
Di lui scrisse Giuseppe Marchetti: "Il carattere che meglio s’attaglia alla figura di Giovanni Cavicchioli è quella del giornalista. Ma di quel tipo di giornalisti che la cultura nostra del Novecento ci ha insegnato a considerare assai più di semplici cronisti all’interno di un giornale o di una rivista… Basta leggere una pagina a caso: ci senti la curiosità e la precisione dell’inviato speciale ma anche la solerte percezione intima dello scrittore, vi trovi lo stile, l’immagine, le stagioni e le persone. Il tutto confortato da quella massima che Cavicchioli trae da Goethe ”Un uomo dabbene, nel suo oscuro anelito, finisce sempre per mettere piede sulla via della verità”.
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