Maxi impianto agrivoltaico a Novi: Rifondazione Comunista presenta osservazione e chiede la Valutazione di Incidenza Ambientale
NOVI DI MODENA - La Federazione di Modena di Rifondazione Comunista ha inviato alla valutazione ambientale di competenza regionale una formale osservazione al maxi impianto agrivoltaico di 40 ettari (24 MW di potenza per circa 30mila pannelli fotovoltaici) che la società Lio Energy Taurus srl intende realizzare a Novi di Modena.
Come si legge nel comunicato, "L’osservazione riguarda il potenziale impatto ambientale dell’intervento, in particolare per la sua strettissima vicinanza alla ZPS “Siepi e Canali di Resega-Foresto”. Un’area di elevato valore naturalistico, classificata come Rete Natura 2000, che si estende per 150 ettari in un contesto prevalentemente agricolo ospitando habitat di interesse comunitario con particolare rilevanza per l’avifauna.
Proprio per tutelare siti come questo la Direttiva Habitat prevede la Valutazione di Incidenza Ambientale per tutti i progetti che possano avere impatti significativi su siti Natura 2000. Ed è ampiamente riconosciuto che impianti agrivotovoltaici di grandi dimensioni possono generare impatti rilevanti sia durante la fase di cantiere sia nel corso dei lunghi anni di esercizio.
Alla luce delle dimensioni dell’impianto e della vicinanza all’area protetta, non si comprende la decisione della Regione Emilia-Romagna che, con parere del Settore Aree protette e biodiversità, ha ritenuto non necessaria la Valutazione di Incidenza Ambientale evitando di sottoporre il progetto ad una verifica delle potenziali interferenze sugli equilibri ecologici del sito.
Con l’osservazione chiediamo pertanto alla Regione Emilia-Romagna che il progetto venga sottoposto a Valutazione di Incidenza Ambientale e che siano chiarite e rese note le ragioni scientifiche alla base di tale esclusione.
Nell’osservazione esprimiamo, inoltre, preoccupazione per l’affidabilità economico-finanziaria del soggetto proponente. La Lio Energy Taurus srl presenta, infatti, un capitale sociale di soli 2.500 euro, elemento che solleva interrogativi sulla capacità di garantire la corretta realizzazione, gestione e dismissione dell’impianto, come previsto dalla normativa vigente. Ulteriori perplessità derivano dal fatto che il rappresentante legale risulta ricoprire cariche in numerose altre società, apparentemente caratterizzate da strutture societarie analoghe e da un sistema di collegamenti meritevole di ulteriori approfondimenti.
Rifondazione Comunista ribadisce il proprio sostegno alla transizione energetica, che deve però essere anche conversione ecologica. La lotta alla crisi climatica non può tradursi in ulteriore consumo di suolo o creare nuove criticità ambientali, né tantomeno diventare terreno di operazioni speculative che utilizzano l’agrivoltaico come strumento di profitto a discapito dei territori e dell’interesse pubblico.
Per questo continueremo a vigilare affinché siano pienamente rispettate le norme di tutela ambientale e il diritto delle comunità locali a decisioni trasparenti, fondate su valutazioni rigorose e scientificamente solide".
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