Ditta israeliana fornisce i servizi informatici e di sicurezza di aMo, Rifondazione Comunista: “Modena interrompa i rapporti con l’azienda”
MODENA - Pubblichiamo la nota di Rifondazione Comunista che chiede al Comune di Modena di interrompere i rapporti con da ditta israeliana Tekapp, fornitrice di servizi di cybersecurity, tra cui i servizi informatici e di sicurezza di aMo.
Il Comune di Modena detiene il 45% delle quote di aMo e l’assessore Giulio Guerzoni è componente del Comitato per la Mobilità in seno alla stessa Agenzia. Per questo risulta del tutto ingiustificata la risposta fornita dall’assessore all’interrogazione del consigliere Pulitanò (FdI), secondo cui il Comune di Modena, non avendo rapporti contrattuali diretti con aMo, non interviene nelle scelte gestionali dell’Agenzia.
È evidente che il nodo della questione non riguarda la correttezza amministrativa del rapporto tra aMo, società dei trasporti pubblici modenesi, e l’azienda Tekapp, bensì l’opportunità politica ed etica di mantenere relazioni con una società italo-israeliana legata agli ambienti militari dello Stato di Israele, fornitrice di servizi di cybersecurity, tra cui i servizi informatici e di sicurezza di aMo.
Non sorprende che il consigliere di Fratelli d’Italia si schieri apertamente a sostegno di Israele. Ciò che invece non è accettabile è che il Comune di Modena si lavi le mani della questione, limitandosi a recepire e diffondere una risposta meramente burocratica dell’amministratore di aMo. L’amministrazione comunale dovrebbe, invece, assumere una posizione politica chiara ed esercitare fino in fondo il proprio ruolo di socio di maggioranza di aMo chiedendo l'interruzione di ogni rapporto con soggetti istituzionali ed economici che non prendono una netta posizione contro il genocidio in corso.
Di fronte ad un genocidio, il compito delle istituzioni - dal più piccolo Comune fino al Governo nazionale - dovrebbe essere quello di sospendere ogni legame con lo Stato di Israele e di attivarsi affinché anche il settore privato faccia altrettanto. In caso contrario, si contribuisce a sostenere quella che viene definita “economia del genocidio”: un sistema che garantisce legittimazione, supporto economico e politico a pratiche di occupazione illegale e sterminio.
Ricordiamo inoltre che militanti modenesi, proprio per aver denunciato i rapporti tra Tekapp, l’esercito israeliano e le istituzioni locali, sono finiti in vere e proprie liste di proscrizione diffuse da siti sionisti. Ci saremmo aspettati dall’assessore una chiara presa di posizione di solidarietà nei loro confronti, che non è avvenuta.
Chiediamo al sindaco e alla giunta di rivedere questa posizione e di intervenire presso aMo affinché vengano interrotti i rapporti con Tekapp.
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