Crisi del tessile Made in Italy, Patto per il Nord: "Servono misure concrete". Ecco la nota del gruppo politico:
Il settore moda, uno dei pilastri del Made in Italy e cuore dell’economia modenese, sta attraversando una crisi storica. Le piccole e medie imprese, soprattutto artigiane, affrontano aumenti dei costi, riduzione degli ordini e concorrenza internazionale aggressiva, in particolare da paesi come Cina e Turchia, dove i costi di produzione sono molto più bassi.
Per Patto per il Nord Modena i dati parlano chiaro: a livello nazionale la produzione di tessile, abbigliamento e pelli è calata del 6,6% nei primi otto mesi del 2025. In Emilia-Romagna le esportazioni del comparto moda sono diminuite del 6,9%, mentre nel terzo trimestre hanno chiuso 67 imprese, quasi tutte artigiane. A Modena, invece, l’export della moda è crollato del 15,4% e in un solo trimestre hanno cessato l’attività 26 aziende, di cui 24 artigiane, pari a oltre un terzo delle chiusure regionali.
«La crisi non è solo recente – dichiara Ghelfi Riad, Segretario Regionale di Patto per il Nord Emilia –. Negli anni non è mai stato tutelato il Made in Italy: abbiamo aperto il mercato a paesi con prezzi di produzione molto più bassi, senza mettere vincoli o dazi che potessero proteggere le nostre imprese. Il risultato è che oggi la produzione locale fatica a competere e i costi diventano proibitivi anche per i consumatori, che spesso non possono permettersi prodotti di qualità italiana. Si è ridotto anche il sentimento di appartenenza e di orgoglio per il prodotto nazionale».
Il distretto tessile di Carpi, simbolo della maglieria e dell’abbigliamento artigianale, rappresenta un esempio concreto di queste dinamiche: decine di imprese hanno chiuso o delocalizzato la produzione, a causa della pressione competitiva internazionale e dell’assenza di tutele efficaci. La crisi del settore moda modenese non è un fenomeno isolato, ma il frutto di decenni di apertura senza protezioni strategiche, con conseguenze dirette su occupazione, tradizione artigiana e tessuto economico locale.
«Serve un intervento immediato delle istituzioni – conclude Riad – con politiche mirate a sostenere le piccole imprese, proteggere il lavoro specializzato e rilanciare il Made in Italy. Non possiamo permettere che la crisi continui a erodere il futuro della nostra economia e dei nostri giovani».