Bassa Modenese e Carpigiano: le questioni aperte che segneranno il 2026
Il 2026 non sarà un anno di transizione, ma il naturale proseguimento di questioni emerse con forza nel 2025 nella Bassa modenese e nel carpigiano: ambiente, sanità, sport, sicurezza, governo del territorio e dinamiche politiche locali. Temi destinati a restare centrali anche nel dibattito pubblico del prossimo anno.
Portovecchio Mirandola, il caso simbolo tra ambiente e territorio
Il futuro di Portovecchio, a San Martino Spino di Mirandola, resta uno dei dossier ambientali più delicati. L’ipotesi di un grande impianto fotovoltaico a terra in un’area di valore storico e paesaggistico ha acceso un confronto destinato a proseguire nel 2026, ponendo una domanda chiave: come conciliare transizione energetica e tutela del territorio?
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Fotovoltaico di San Felice: quando le rinnovabili pesano sui conti pubblici
Accanto a Portovecchio, il 2026 sarà segnato anche dal caso del fotovoltaico comunale di San Felice sul Panaro. Il TAR del Lazio ha respinto il ricorso del Comune contro il GSE sulla tariffa incentivante degli impianti, aprendo un possibile impatto economico stimato in circa 2 milioni di euro, pari a circa 200 euro pro capite su una popolazione di 10 mila cittadini.
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Sanità: grandi progetti, ma cresce il disagio quotidiano
Il nuovo ospedale di Carpi e il futuro del Santa Maria Bianca di Mirandola restano temi centrali, ma nel 2025 è cresciuta la percezione di difficoltà concrete nell’accesso alle cure: liste d’attesa sempre più lunghe, aumento dei ticket, revisione delle agevolazioni e riduzione delle prestazioni spingono molti cittadini verso il privato, alimentando preoccupazioni che si trascineranno anche nel 2026.
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Sport locale: una crisi che non è più episodica
I casi di Medolla, San Felice e la cancellazione della Pro Patria hanno mostrato una fragilità diffusa dello sport dilettantistico modenese. Costi crescenti, impianti datati, carenza di volontari e dirigenti stanno mettendo in difficoltà molte società, dal calcio alla pallavolo fino al basket, con il rischio di ulteriori ridimensionamenti nel 2026.
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Ambiente e territorio: dalla gestione dell’emergenza alla pianificazione
Consumo di suolo, rischio idrogeologico e manutenzione del territorio resteranno centrali nel 2026. Gli eventi meteo estremi del 2025 hanno mostrato la necessità di passare da una logica emergenziale a una programmazione strutturale, capace di prevenire anziché inseguire le crisi e di tenere insieme sicurezza, sviluppo e tutela ambientale.in questa scia rientra la questione Aimag. Il 2026 dovrà dire si conferma l'idea di cedere il controllo ai privati, progetto che è stato pesantemente redarguito dalla Corte dei Conti.
Emergenza abitativa: lavoro sì, case e servizi meno
Un’altra questione destinata a emergere con forza nel 2026 è quella dell’emergenza abitativa. La Bassa modenese e il carpigiano continuano ad attirare lavoratori, in particolare nei settori manifatturiero, logistico e dei servizi, ma l’offerta di alloggi accessibili e di qualità non cresce allo stesso ritmo. Sempre più persone arrivano per lavorare e si trovano di fronte a affitti elevati, scarsa disponibilità di case, soluzioni abitative temporanee o inadeguate e una rete di servizi non sempre sufficiente a sostenere nuovi residenti.
Si fa sempre più necessaria una strategia abitativa sovracomunale, capace di accompagnare lo sviluppo economico senza lasciare indietro le persone.
Politica locale: niente urne, ma tempo di bilanci
Sul piano politico, il 2026 sarà un anno senza grandi tornate elettorali nella Bassa modenese, ma non per questo meno significativo. A Finale Emilia- il paese più prossimo al voto visto che l'attuale sindaco è entrato in carica nel 2021- le elezioni amministrative si terranno nella primavera 2027, a seguito del prolungamento del mandato deciso per riallineare le scadenze alterate dall’emergenza Covid.
Nel frattempo, a Mirandola, Carpi e San Prospero prosegue la fase iniziale delle amministrazioni neo elette, ancora nella cosiddetta “luna di miele” del mandato. Negli altri comuni, a partire da San Felice il 2026 segnerà invece il giro di boa della legislatura: sarà l’anno dei primi bilanci politici e amministrativi, con un confronto più netto tra promesse, risultati e criticità irrisolte.
Resta la questione Ucman: l'Unione Comun Area Nord alla fine è sopravvissuta allo scossone della Mirandolexit del 2022 e in qualche modo continua a rendersi utile nei confronti degli altri 8 Comuni soci.
Se questo sia il miglior modo di amministrare la cosa pubblica, però, non si sa: tra i fiumi di inchiostro spesi sulla questione, non esistono calcoli che mettano a puntuale confronto le varie voci di spesa.
Ad esempio, gestire la riscossione Tributi costa meno come Ucman o costerebbe meno se lo facessero i singoli Comuni? E gli asili nido sarebbero meglio organizzati a livello comunale che distrettuale? Boh.

Sicurezza stradale: l’emergenza che torna ogni giorno
Abbiamo pianto troppi morti sulle nostre strade. Incidenti gravi e mortali, soprattutto sulle strade provinciali, hanno occupato una parte rilevante dei titoli del 2025. Manutenzione carente, segnaletica e illuminazione insufficienti rendono la sicurezza stradale una priorità non più rinviabile anche nel 2026.
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Distretto biomedicale: la crisi di Gambro-Vantive ma una filiera che resta forte
La crisi produttiva e occupazionale che ha colpito Gambro-Vantive a Medolla nel 2025 ha comprensibilmente fatto tremare lavoratori e istituzioni, ma non rappresenta l’intero stato di salute del distretto biomedicale della Bassa modenese e di Mirandola. Il territorio resta uno dei poli biomedicali più importanti in Europa, come dimostrano realtà solide e in crescita quali Fresenius Kabi, Medtronic – che ha celebrato 40 anni di attività – e B. Braun Avitum Italy, esempi di aziende radicate, innovative e capaci di attrarre investimenti. La visita di Confindustria Dispositivi Medici a Mirandola nel novembre 2025 ha confermato il valore strategico del distretto e la necessità di fare sistema. In questo quadro, le crisi di singole aziende vanno lette dentro una filiera che resta competitiva, tecnologicamente avanzata e orientata al futuro, chiamata però a governare con attenzione le proprie transizioni industriali.

Ai lettori
SulPanaro.net continuerà anche nel 2026 a seguire questi temi con la consueta attenzione al territorio, raccontando la Bassa modenese, il carpigiano e Modena per ciò che sono davvero: comunità vive, attraversate da scelte difficili, conflitti, responsabilità e futuro. Perché il senso di stare qui è questo: esserci, ogni giorno, dove le decisioni diventano vita concreta.
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