Bambini e bambine al freddo alla scuola primaria “Dante Alighieri” di Mirandola
MIRANDOLA - Problemi al riscaldamento alla scuola primaria "Dante Alighieri" di Mirandola: aule al freddo al rientro dalla vacanze natalizie di bambini e bambine che frequentano la scuola. Come spiega una mamma, "i bambini si trovano al freddo senza riscaldamento funzionante e noi genitori non abbiamo avuto nessuna comunicazione da parte del Comune o della scuola di questa situazione". La problematica, già verificatasi nei giorni scorsi, al rientro a scuola dei bambini, si sarebbe ripetuta anche oggi, giovedì 8 gennaio, e nemmeno la pompa di calore che è stata installata per far fronte alle difficoltà dell'impianto di riscaldamento è servita per mitigare la situazione. Una situazione analoga si era verificata anche lo scorso anno, anche allora problemi al riscaldamento costrinsero a stare al freddo per alcuni giorni bambini, bambine e maestre. In questo modo, chi può tiene a casa da scuola i propri figli, ma la situazione sta creando particolari disagi alle famiglie che, invece, sono impossibilitate a farlo. Nella giornata di ieri, mercoledì 7 gennaio, un tecnico del Comune avrebbe effettuato un sopralluogo, ma il problema si è riproposto anche nella mattinata odierna.
Sul tema è intervenuto anche il Pd di Mirandola tramite una nota stampa:
"Amara sorpresa per gli alunni e insegnanti della Direzione didattica di Mirandola: sede di via Giolitti (scuola primaria) e dell’infanzia al Pala Comini, al rientro dalle vacanze natalizie: aule e corridoi gelati . A 16 gradi non si studia, si resiste. Eppure è questa la temperatura che si registrava in alcune aule della scuola dove bambini e insegnanti sono stati costretti a seguire le lezioni indossando cappotti, sciarpe e guanti. Una situazione indegna di un Paese che dovrebbe garantire ambienti scolastici sicuri, salubri e adeguati all’apprendimento. La normativa è chiara: negli edifici scolastici la temperatura dovrebbe attestarsi intorno ai 20 gradi. Scendere a 16 non è solo una questione di disagio, ma un problema concreto per la salute dei bambini, soprattutto dei più piccoli, costretti a stare fermi per ore in ambienti freddi e umidi. Raffreddori, malanni stagionali e difficoltà di concentrazione sono conseguenze prevedibili e ampiamente evitabili.
Quello che rende la situazione ancora più grave è che non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma dell’ennesimo episodio di scarsa manutenzione e mancata programmazione. Gli impianti di riscaldamento obsoleti, i continui guasti e gli interventi tampone dimostrano un disinteresse cronico verso l’edilizia scolastica, che invece dovrebbe essere una priorità assoluta per qualsiasi amministrazione. È inaccettabile che nel 2026 si chieda ai bambini di “stringere i denti” e agli insegnanti di fare lezione in condizioni al limite della decenza. La scuola non è un luogo dove adattarsi al disagio, ma uno spazio che deve favorire crescita, concentrazione e benessere. Servono interventi strutturali, controlli seri e una manutenzione costante, non promesse rinviate o soluzioni provvisorie. Il diritto allo studio passa anche – e soprattutto – da aule riscaldate e dignitose. I bambini non possono pagare il prezzo dell’inefficienza amministrativa. Tenere una scuola a 16 gradi non è una dimenticanza: è una responsabilità che l’Amministrazione Budri, forse troppo impegnata a fare foto per i social col costume di Babbo Natale, ha sottovalutato anche a questa riapertura scolastica".
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