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03 Maggio 2026
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Antenna nel piazzale don Venturelli, il Comune di Carpi: “Rispettati i limiti di emissione valutati positivamente da Arpae e Ausl”

CARPI - Pubblichiamo la nota del Comune di Carpi in merito alla stazione radio base che sorgerà in piazzale don Venturelli.

Il Comune di Carpi ha concesso a Iliad l’autorizzazione a costruire l’antenna sulla base delle esigenze di copertura dell’area espresse dal gestore, nel rispetto di tutti i limiti previsti. L’impianto, infatti, ha ottenuto una valutazione positiva da Arpae, per gli aspetti ambientali, e da Ausl, per gli aspetti sanitari. Significa che i limiti di esposizione alle emissioni elettromagnetiche risultano pienamente rispettati (la valutazione viene eseguita considerando la quantità di emissioni nelle condizioni teoricamente più gravose, che però non si verificano mai. Dunque, se l’impianto rispetta i limiti in queste condizioni, a maggior ragione, rimane abbondantemente al di sotto in condizioni normali). Se un impianto è valutato positivamente per gli aspetti ambientali e sanitari, i Comuni non hanno strumenti per vietare l’installazione.

Nel caso specifico di piazzale don Venturelli, il Comune ha autorizzato la collocazione del traliccio su un’area più esterna rispetto a quella inizialmente richiesta da Iliad, che era a ridosso dei palazzi. L'area autorizzata è più lontana di una settantina di metri, a ridosso della ferrovia e a circa duecento metri dalle scuole.

L’impianto occuperà un’area di circa 20 metri quadrati, su una superficie complessiva del parco di oltre 12 mila metri quadrati. Il parco rimarrà perciò pienamente fruibile.

Area giochil’area giochi nel parco è inutilizzata da tempo. I giochi presenti, infatti, sono molto vecchi e ammalorati, per cui sono inagibili e, per tutelare la sicurezza dei bambini, è stato interdetto l’accesso e previsto lo smantellamento. Come previsto dalla convenzione urbanistica stipulata al tempo della realizzazione del Peep di piazzale don Venturelli, i condomini si sono assunti la cura dell’area verde. È bene chiarire, però, che i giochi sono stati installati senza le necessarie autorizzazioni amministrative. Non appena ci saranno le risorse, il Comune provvederà a installare nuovi giochi.

Tutte queste informazioni erano già state fornite, per iscritto, agli amministratori dei condomini del quartiere lo scorso giugno in risposta a una loro richiesta. I tecnici dell’assessorato all’Ambiente si erano resi disponibili a un incontro per ulteriori chiarimenti e spiegazioni, incontro che non è mai stato richiesto.

Contesto normativo nel quale i Comuni devono agire

Per la legge vigente (Codice delle comunicazioni elettroniche del 2003) le infrastrutture delle reti di comunicazione elettronica ad alta velocità (come, appunto, le Stazioni radio base) sono assimilate a ogni effetto a opere di urbanizzazione primaria (come le aree verdi, per capirci) e hanno, quindi, carattere di pubblica utilità. La loro installazione è regolata da norme nazionali e, purché siano rispettati i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici (la cui verifica è competenza di Arpa e Usl), è vietata solo sugli edifici destinati ad attrezzature sanitarie, assistenziali e scolastiche. Possono, invece, essere collocate in prossimità di questi stessi edifici, senza alcun limite di distanza (sempre che, ovviamente, siano rispettati i limiti delle emissioni elettromagnetiche).

Poiché, come detto, la legge assimila le antenne a opere di urbanizzazione primaria, il gestore potrebbe chiedere l’esproprio dell’area che gli serve per garantire la copertura del segnale, oppure accordarsi con un privato.

Le azioni adottate dal Comune per governare, nei limiti del possibile, le installazioni

Nei limiti dei vincoli di legge esistenti, il Comune di Carpi ha adottato una serie di provvedimenti (delibere approvate dal Consiglio comunale, una nel 2000 e due nel 2011) per “governare”, per quanto possibile, le installazioni con l’obiettivo di: evitare la proliferazione degli impianti, garantendone il corretto e ordinato insediamento urbanistico e territoriale; minimizzare l’esposizione ai campi magnetici per i frequentatori dei siti sensibili; limitare l’eccessivo ricorso a installazioni su aree private per ridurre le localizzazioni non in linea con gli obiettivi precedenti.

I provvedimenti adottati dal Comune prevedono, dunque, che: sia data priorità a localizzazioni il più lontano possibile dai siti sensibili ma senza individuare limiti di distanza (la legge non lo consente e, inoltre, la distanza non è un fattore decisivo per l’esposizione ai campi elettromagnetici); si ricorra al co-siting (dove possibile) e si privilegi l’installazione di Srb su aree pubbliche per ridurre il più possibile il numero di pali e tralicci sul territorio e garantirne una distribuzione più ordinata.

Informazione di contesto: la definizione dei limiti di esposizione per la protezione sanitaria della popolazione dai campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici è competenza esclusiva dei diversi Stati europei, nel rispetto delle raccomandazioni dell’Unione europea.

In Italia, che applica i limiti tra i più bassi in Europa, il limite di esposizione, cioè il valore massimo da non superare in qualsiasi condizione, varia da 20 a 40 volt/metro (in base alla frequenza delle emissioni), in Europa questo valore varia da 27 a 61 volt/metro. Sempre in Italia, il valore di attenzione, cioè il valore da non superare nei luoghi in cui le persone rimangono per più di quattro ore al giorno, è di 15 volt/metro; infine, l’obiettivo di qualità, cioè il valore valido all’aperto e nei luoghi intensamente frequentati, è di 15 volt/metro. Il principio di precauzione viene rispettato proprio attraverso la previsione dei limiti di esposizione che, come detto, in Italia ha un valore molto più basso di quello raccomandato dall’Europa. 

 

Leggi anche: Antenna nel parco a Carpi, mille firme per dire no

 

 

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