Acqua ai comuni montani, Patto per il Nord: “Governo e Regione hanno tradito i territori”
MONTAGNA - La sentenza definitiva della Corte di Cassazione sulla gestione del Servizio Idrico Integrato nei Comuni di Fanano e Fiumalbo chiude un lungo percorso giudiziario, ma certifica una responsabilità politica precisa: Governo e Regione hanno abbandonato i piccoli Comuni montani.
E' quanto si legge in una nota di Patto per il Nord.
Le amministrazioni locali hanno tentato ogni strada possibile per difendere una gestione comunale che per anni ha garantito efficienza, presidio del territorio e rapporto diretto con i cittadini. La sentenza va rispettata, ma non può essere considerata una scelta giusta né inevitabile.
Il problema non è giuridico, è politico.
Per anni il Governo ha promesso modifiche normative per consentire ai piccoli Comuni di continuare la gestione diretta dell’acqua. Annunci ripetuti, dichiarazioni pubbliche, impegni mai tradotti in atti concreti.
Tante parole, nessuna soluzione.
La Regione Emilia-Romagna ha scelto di applicare un modello centralista, valido forse per le grandi città ma del tutto inadeguato per i territori montani, ignorando le specificità locali e svuotando di fatto l’autonomia comunale.
«Questa vicenda dimostra tutta l’ipocrisia di chi parla di autonomia solo quando fa comodo – dichiara Riad Ghelfi, segretario regionale Patto per il Nord Emilia –. I Comuni montani avevano una gestione che funzionava, controllata, trasparente e vicina ai cittadini. Governo e Regione hanno preferito imporre un sistema lontano dal territorio, scaricando sui sindaci e sulle comunità locali il peso delle loro scelte politiche».
«Non si può continuare a usare le aree montane come territori di serie B – prosegue Ghelfi –. Se davvero si vuole difendere l’acqua come bene pubblico, allora bisogna dare ai Comuni che hanno dimostrato capacità e responsabilità la possibilità di gestirla direttamente. Il resto sono solo slogan».
Il risultato è chiaro: Comuni costretti ad adeguarsi per evitare sanzioni, cittadini che perdono controllo sui servizi essenziali e decisioni che si spostano sempre più lontano dal territorio.
Nel rispetto delle sentenze, gli Enti locali non hanno alternative immediate. Ma la battaglia politica non finisce qui.
«Questa sentenza chiude una causa, ma apre definitivamente una questione politica – conclude Ghelfi –. Senza una vera riforma federalista e senza deroghe chiare per i Comuni montani, continueremo ad assistere allo smantellamento dell’autonomia locale. Patto per il Nord continuerà a battersi perché l’acqua resti un bene pubblico governato dai territori, non un servizio gestito da strutture lontane e impersonali».
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