Portalettere muore dopo un malore al centro logistico di Poste Italiane a Modena. Slc Cgil: “Mancava il defibrillatore”
MODENA - Colpito da infarto mentre stava lavorando, ma al Centro Logistico di Poste Italiane a Modena in via delle Nazioni 125 non sarebbe stato presente il defibrillatore e il dipendente postale non è riuscito a salvarsi. E' quanto denuncia il sindacato Slc Cgil Modena tramite una nota stampa:
"Il portalettere P.B. ha accusato un dolore ad inizio turno verso le ore 9 e si è accasciato al suolo: i colleghi hanno allertato subito il 118 mettendo anche in pratica manovre di primo intervento, ma negli uffici di via delle Nazioni non è presente il defibrillatore: in circa 20 minuti è sopraggiunta un'ambulanza, è stato così accompagnato all'ospedale di Baggiovara, ma nonostante i tentativi di rianimazione è stato dichiarato il decesso qualche ora dopo. La Slc/Cgil esprime cordoglio e vicinanza al dolore dei familiari e al dolore della comunità postale di Modena. Al CL di via delle Nazioni, dopo il dolore, oggi è esplosa la polemica per l'assenza del defibrillatore in uno stabile a due piani con circa 150 dipendenti, dove già qualche anno fa gli stessi dipendenti avevano raccolto le firme per averne uno a disposizione. Gli uffici della Slc Cgil di Modena sono stati letteralmente subissati di telefonate e messaggi per rivendicare più sicurezza nel luogo di lavoro. C’è sconcerto tra i colleghi, alcuni dei quali erano presenti al momento del malore, e rabbia da parte di molti: troppo spesso le enunciazioni sull’attenzione alla salute e sicurezza rimangono vuoti proclami.
In un’azienda che pensa maniacalmente ai profitti, e ne fa tanti, ma su aspetti riguardanti le condizioni di lavoro è latitante, i dipendenti si sentono abbandonati, caricati di responsabilità con poche tutele, trattati come numeri e non come persone. I portalettere sono il volto di Poste Italiane sul territorio, sono persone con un legame fortissimo con i cittadini che affrontano condizioni meteorologiche avverse, traffico, stress fisico, carichi di lavoro sempre più pesanti, soprattutto dopo l’aumento dei pacchi provocato dall’e-commerce. La salute e la sicurezza sul lavoro non possono essere considerate un costo aziendale, ma devono essere il più grande valore da tutelare, a tal proposito chiediamo a Poste Italiane di andare oltre i requisiti minimi quando si parla di salute e sicurezza e di accogliere la richiesta dei lavoratori di installare un defibrillatore con personale formato per il suo utilizzoche permetterebbe alle lavoratrici e ai lavoratori di sentirsi più sicuri. I diritti dei portalettere devono aumentare ristabilendo il principio di equità anche in tema di sorveglianza sanitaria obbligatoria. In Poste Italiane la mansione del portalettere è stata esclusa dal regime di sorveglianza sanitaria obbligatoria, questo rappresenta una grave anomalia aziendale che da anni come Slc/Cgil denunciamo. L’altra grande battaglia che come Slc/Cgil portiamo avanti è l’inserimento del portalettere nell’elenco delle attività riconosciute come lavoro gravoso. In questo elenco sono già inclusi addetti alla logistica e ai magazzini e nonostante i portalettere affrontino gli stessi rischi e sforzi fisici, la loro mansione è stata esclusa".
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