Palestre GimFive/GreenTheory, le associazioni consumatori: “Vicenda deplorevole, ma non nuova”
Nota stampa di Adiconsum, Confconsumatori, Federconsumatori e Udicon:
"La vicenda è quella del subentro di GreenTheory a GimFive nella gestione di 11 palestre attive in provincia di Modena e Bologna. E’ rimasta senza riscontro la richiesta di confronto urgente avanzata da Adiconsum, Confconsumatori, Federconsumatori e Udicon. Nel frattempo è continuata una rozza e discutibile campagna pubblicitaria da parte di GreenTheory, con l’invito a “rottamare” l’abbonamento presso altre palestre, ottenendo nel passaggio uno sconto sulle proprie tariffe. Mentre GimFive sostiene di essersi accordata con GreenTheory per il passaggio dei propri clienti, quest’ultima chiede 199 euro per l’abbonamento di 10 mesi, indistintamente a tutti i potenziali clienti. Negli ultimi mesi sono stati promossi da GimFive abbonamenti di lunga durata, ben sapendo che l’attività sarebbe cessata a dicembre. In queste ultime settimane si sono rivolte alle associazioni dei consumatori, per informazioni o per chiedere tutela, alcune centinaia di ex clienti GimFive. Purtroppo non c’è nulla di nuovo in questa vicenda. Nel 2012 fece scalpore a livello nazionale il caso della palestra Motus di Carpi, collegata ad altre palestre col medesimo nome in Emilia e Toscana, Prato in particolare. Anche Motus era una cosiddetta palestra low-cost, come GimFive. Qualche tempo dopo l’apertura le palestre chiusero improvvisamente, dopo aver raccolto grandi quantità di abbonamenti, alcuni rinnovati con l’inganno nelle ore precedenti la chiusura, lasciando diverse mensilità non pagate ad una decina di dipendenti, oltre ad affitti non pagati per 200.000 euro.
Nell’intervista che Striscia la notizia fece al titolare, Stefano Gambaccini, diventò evidente che non si trattava soltanto di cattiva imprenditorialità. Nel 2023 la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dal Gambaccini, condannato in secondo grado nel 2020 a quattro mesi per bancarotta, distrazione di fondi per acquisto di attrezzature mai rinvenute nei locali e per la mancata tenuta della contabilità. Nei locali della palestra, in via Eraclito, si insediò successivamente un diverso soggetto, Omnia. Nel 2022 la palestra Omnia chiuse, nonostante i 1000 abbonati (molti dei quali indotti a rinnovare gli abbonamenti nei giorni precedenti la chiusura) a seguito della piombatura delle utenze ed all’avvio di una procedura di sfratto per insolvenza. Omnia fece sapere di aver chiesto ad altre palestre carpigiane di farsi carico dei propri clienti. Qui apparve GimFive, che con una propria nota (nella quale rivendica tra l’altro di “essere riuscita a tenere aperte le palestre in tempi di restrizioni, lockdown e zone colorate” vicenda per la quale l’azienda è stata sanzionata) si rese disponibile a praticare sconti agli ex abbonati Omnia. Un modus operandi che sembra ripetersi nell’attuale vicenda, anche per ciò che riguarda gli stipendi ancora non erogati ai dipendenti delle palestre GimFive. E Gambaccini? L’ex titolare di Motus, condannato per bancarotta in via definitiva, è il titolare della catena GimFive. Le tre Società che compongono GimFive risultano avere un fatturato di 6,6 milioni di euro, e undici dipendenti. Almeno una di queste, la GOD Società Sportiva dilettantesca, viene dichiarata associata CONI e CSI.
Cosa possono fare ora gli ex clienti delle 11 palestre GimFive?
1) Sconsigliamo di effettuare abbonamenti con il nuovo gestore, la cui affidabilità sarà misurabile solo nel tempo. Sconsigliamo anche “trattative” individuali, e l’adesione fatta senza leggere attentamente i contenuti che vengono sottoscritti.
2) E’ possibile rivolgersi alle associazioni dei consumatori per valutare i diversi percorsi da attivare collettivamente. Le quattro associazioni sono già da ora disponibili a richiedere a GimFive la restituzione della parte di abbonamento pagata e non usufruita, maggiorata dei costi sostenuti dagli ex utenti. La cosa è valida anche per chi avesse sottoscritto un abbonamento con GreenTheory.
3) Invitiamo chi è stato indotto a sottoscrivere abbonamenti di lunga durata, in date prossime al passaggio di gestione, a presentare un esposto alle Forze dell’Ordine, anche citando le condotte apparentemente recidive dei responsabili di GimFive.
4) A fronte di fatti che si ripetono da anni, auspichiamo che siano adottate tutte le azioni necessarie da parte delle Forze dell’Ordine, volte a verificare i fatti e le condotte. Crediamo che anche le amministrazioni locali coinvolte dovrebbero interessarsi a questa vicenda deplorevole, per evitare che si ripeta ancora".
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