Novi, grande affluenza per il vernissage della mostra “No One No Way”
NOVI - Grande affluenza per il vernissage di "No One No Way", la mostra collettiva al Polo Artistico Culturale aperta dal 29 novembre al 21 dicembre. 2025
Come ogni anno al temine di DOBLE-Mostra di Arte contemporanea prende il via la rassegna d’arte contemporanea ideata di Daniel Bund e Andrea Saltini all’interno degli spazi del PAC-Polo Artistico Culturale di Novi di Modena.
La prima mostra é una collettiva che ospita 5 talenti diversi accuratamente selezionati.
Si tratta di Onofrio Rizzuto, Caterina Bacchelli, Riccardo Scalvenzi, Mia Alexa Gläser e So Far So Good.
ONOFRIO RIZZUTO nato a Trapani il 22 febbraio 1968. Tra lo spirito e il corpo nel segno del linguaggio dello sguardo. Le sue opere sono immediatamente identificabili e si distinguono per una libertà espressiva rara che rischia di togliere il respiro, di lasciare spaesati, in quanto accolgono lo spettatore nell'opera, inchiodati a qualcosa di mai visto prima. I materiali sono tradizionali, il metodo ipertecnologico.
Le sue opere, con le loro superfici formati da migliaia di piccoli quadratini colorati, s'impongono nello spazio che li ospita e lo trasformano in un luogo dove accade qualcosa di inaspettato: allontanandosi dal quadro, i singoli quadratini, come per magia iniziano a plasmarsi, trasformandosi in un immagine nitida e ben definita; compie la missione che si era prefissato: ricordare agli uomini che la realtà nasconde in sè l'infinito, e talvolta lo svela a chi non ha paura di aprire le porte dell'anima.
Caterina Bacchelli in arte “Kabaki”, nasce a Carpi l’8 marzo 1991. Spinta da una profonda fascinazione per il linguaggio visivo dei manga e degli anime giapponesi, si forma come mangaka per dare vita a mondi propri, in cui il disegno diventa un modo per raccontare emozioni, visioni e frammenti di sé. Nel tempo, quel linguaggio diventa per lei un terreno da attraversare e trasformare: un modo per esplorare mondi che vanno oltre il fumetto, dove il segno continua a essere il punto di partenza, ma non il limite. Ama il contatto con i materiali e il suono della matita sulla carta, ma nel suo processo creativo lascia spazio anche al digitale, che diventa talvolta un estensione del segno, talvolta una traccia iniziale da cui far germogliare l’opera con inchiostro, carta e acrilico. In questo dialogo tra analogico e tecnologia, le sue immagini trovano nuove possibilità di espressione. Non segue un filone tematico preciso: si lascia guidare da suggestioni, immagini, sensazioni. Ogni lavoro è un frammento di ciò che la ispira, un’eco di emozioni, atmosfere e contrasti. Attraverso il segno cerca di catturare la tensione tra il reale e l’immaginario, tra ciò che appare e ciò che resta invisibile.
Riccardo Scalvenzi, in arte "Kato", nato a Brescia il 10 agosto 2000. Disegnare è il punto di partenza del suo lavoro, ma non l’unico strumento. Attraverso il segno esplora ciò che resta nascosto: tensioni, paure, desideri e fragilità. Le sue immagini oscillano tra introspezione e impulso, tra corpo e immaginario, cercando un equilibrio tra attrazione e repulsione. Ama lavorare sui contrasti. Ciò che attrae e ciò che respinge, la grazia e il grottesco, la leggerezza e il peso. Nei suoi lavori convivono immaginari che oscillano tra l’erotico, il viscerale e il poetico. Manga, illustrazione e tattoo sono modi diversi di dare forma a una stessa tensione visiva. Per questa mostra sceglie di rallentare. Le opere sono più calme e luminose, ma portano dentro la stessa tensione. Quella di chi osserva il mondo con curiosità e disagio, cercando un punto in cui fermarsi, anche solo per un attimo.
Mia Alexa Gläser, Francoforte sul Meno Germania 2006…..” Per me, dipingere è come scrivere un memoir di mille pagine sui luoghi che ho visto e sulle esperienze vissute.Le mie opere olio su carta, en plein air, mi permettono di interagire con la realtà e di comprenderla a un livello più intimo….”
So Far So Good, Carpi (Mo) 1984. …”I miei lavori nascono da un immaginario ricco e personale, ispirato a sogni, natura ed esperienze vissute. La scelta dei colori riflette emozioni contrastanti e sentimenti profondi, dando voce al mio mondo interiore. Utilizzo una tecnica mista in continua evoluzione, sperimentando materiali e approcci diversi, ma prediligo la carta come supporto, per la sua matericità e immediatezza. Per me, il disegno è una forma di cura, un atto terapeutico e una via di fuga dalla gabbia dorata del conformismo. Il mio stile è influenzato dai film horror, dal mondo del tatuaggio e dalla scena musicale hardcore e punk, da cui traggo forza, estetica e spirito libero…”.
Dipinti, manga e illustrazioni sono i protagonisti di questa imperdibile mostra.
L'evento è promosso dal Comune di Novi di Modena con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi.
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Usare le scale e non l'ascensore, oggi l'iniziativa anti sedentarietà del 'No Elevators Day'
- Medicina in Albania cresce, 500 nuovi studenti l'anno e sinergia con l'Italia sulla One Health
































































