Innovazione digitale e cooperazione: nasce il nuovo Ufficio di Confcooperative Emilia-Romagna
Rafforzare la capacità delle cooperative di affrontare la trasformazione tecnologica e accompagnarle in un percorso di innovazione consapevole, accessibile e coerente con i valori del movimento cooperativo. È questo l’obiettivo che ha portato Confcooperative Emilia-Romagna a istituire il nuovo Ufficio per l’Innovazione Digitale, un presidio strutturato pensato per offrire supporto strategico e operativo alle imprese cooperative della regione e alle Unioni Territoriali.
L’Ufficio nasce per affiancare la cooperazione regionale nelle principali sfide poste dall’evoluzione tecnologica: dalla trasformazione digitale alla cybersecurity, dall’intelligenza artificiale ai progetti strategici finanziati dai fondi europei. Centrale, in questo percorso, è la costruzione di reti e partnership con i principali attori dell’ecosistema dell’innovazione, a partire da Node – Digital Innovation Hub di Confcooperative, ER2Digit, IFAB – International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development (la fondazione del Tecnopolo DaMa di cui Confcooperative Emilia-Romagna è socia), i Clust-ER regionali e il sistema universitario e della ricerca.
Il coordinamento del nuovo Ufficio è affidato a Gabriella Pirrello, responsabile Innovazione Digitale di Confcooperative Emilia-Romagna, che ne illustra caratteristiche e potenzialità in un’ampia intervista pubblicata sull’house organ Lettera dalla Cooperazione.
«La trasformazione digitale è una sfida decisiva per la competitività delle imprese cooperative e per la qualità del lavoro – sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia-Romagna, Francesco Milza –. Il nostro obiettivo è accompagnare questo cambiamento, evitando che diventi un fattore di esclusione o di ampliamento dei divari, e facendo in modo che l’innovazione sia uno strumento di crescita sostenibile e condivisa».
Divari digitali e competitività: il quadro in Emilia-Romagna e in Italia
La nascita del nuovo Ufficio si inserisce in un contesto in cui la trasformazione digitale del tessuto produttivo emiliano-romagnolo è in corso, ma procede a velocità differenti a seconda dei settori e della dimensione delle imprese. I principali rapporti dedicati alla regione restituiscono un quadro dinamico, nel quale il digitale è ormai un fattore competitivo imprescindibile, ma non ancora pienamente interiorizzato da tutte le realtà economiche.
Secondo Assintel-Assinform, oltre un terzo delle imprese dell’Emilia-Romagna ha investito nel 2024 in tecnologie e servizi digitali, collocando la regione tra le più attive a livello nazionale. Gli investimenti restano tuttavia concentrati prevalentemente su strumenti di base – infrastrutture IT, software gestionali, connettività e sicurezza informatica – mentre solo una quota più limitata di imprese, in genere le più strutturate, si sta orientando verso ambiti più avanzati come l’analisi dei dati, l’intelligenza artificiale, l’automazione evoluta e l’integrazione digitale della supply chain.
Il Report 2025 sulle aziende B2B emiliano-romagnole (Onion Digital) conferma questa traiettoria “a due velocità”, evidenziando la coesistenza tra imprese già fortemente digitalizzate e una vasta platea di PMI che vivono la digitalizzazione soprattutto come risposta a esigenze operative. Il confronto con i dati ISTAT e del Sistema Informativo Excelsior rafforza ulteriormente il quadro: la dimensione aziendale rimane il principale fattore discriminante e il mismatch di competenze rappresenta uno dei nodi centrali, con oltre il 60% delle imprese italiane che segnala difficoltà nel reperire profili con adeguate competenze digitali.

Francesco Milza, presidente di Confcooperative Emilia-Romagna
Transizione digitale e cooperazione: lo speciale di Lettera dalla Cooperazione
È a partire da questo scenario che l’ultimo numero di Lettera dalla Cooperazione, house organ di Confcooperative Emilia-Romagna, dedica uno speciale alla transizione digitale, offrendo analisi, riflessioni e casi concreti per interpretare il cambiamento in atto anche nel mondo cooperativo. I contributi mettono in luce come la trasformazione digitale non sia soltanto una questione tecnologica, ma coinvolga in profondità la cultura organizzativa, la governance dei dati e i modelli di sviluppo.
Tra le interviste pubblicate, il tema degli ecosistemi dell’innovazione viene affrontato con Danilo D’Elia, amministratore delegato di Node, che sottolinea come «il digitale non sia un costo, ma una leva strategica che richiede visione, competenze e capacità di fare rete», evidenziando al contempo l’importanza di accompagnare le piccole e micro imprese affinché nessuno resti indietro.
L’approfondimento dedicato all’intelligenza artificiale, sviluppato con IFAB, richiama l’attenzione sul fatto che «la sfida legata all’IA non è solo tecnologica, ma culturale e organizzativa», soprattutto per le piccole e medie imprese. Un ulteriore contributo è dedicato alla governance dei dati e alle emergenti cooperative di dati: il giurista Fabio Bravo, professore ordinario all’Università di Bologna, analizza il fenomeno e sottolinea come «i modelli cooperativi possano rappresentare una risposta innovativa per restituire controllo e valore ai dati».
Accanto agli approfondimenti, il numero propone infine alcune case history di esperienze cooperative che dimostrano come l’innovazione possa tradursi in valore concreto e sostenibile quando è integrata nei processi e condivisa all’interno delle organizzazioni.
Il nuovo numero di Lettera dalla Cooperazione è disponibile online su www.letteracooperazione.it.
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