Furto nella notte di Natale nella chiesa di Rivara
Un gesto che ha profondamente colpito la comunità di Rivara, frazione di San Felice sul Panaro. Un furto nel luogo più sacro della comunità. La stessa cosa sarebbe accaduta nella chiesa di Mortizzuolo, altra frazione poco distante, dove alcuni testimoni riferiscono la presenza di tre persone. Una banda, dunque, specializzata in chiese e che va alla ricerca anche dei soldi facili, ovvero le monetine e le offerte dei fedeli che in tempi di festa si fanno più cospicue.
Per quanto riguarda quanto accaduto a Rivara, siamo nella notte di Natale, il momento in cui i fedeli celebrano una delle festività più sentite dell’anno: ignoti si sono introdotti all’interno della chiesa parrocchiale della Natività di Maria Santissima mettendo a segno un furto pare di oggetti sacri.
Secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero agito approfittando delle ore in cui la chiesa era vuota, riuscendo a entrare nell’edificio di culto senza destare sospetti. Una volta all’interno della chiesa, antico edificio di fede risalente al Seicento, hanno asportato alcuni oggetti sacri, il cui valore è soprattutto simbolico e religioso, oltre che economico. La scoperta è avvenuta nelle ore successive, quando i fedeli e i responsabili della parrocchia hanno notato l’assenza dei manufatti.
L'opera più preziosa custodita nella chiesa di Rivara, il quadro della Natività di Maria che si trova sulla parete di fondo del presbiteri, opera della seconda metà del 1500 attribuita alla scuola del Guercino, non sarebbe stato toccato.
L’episodio ha suscitato sconcerto e amarezza tra i residenti, che vedono nella chiesa non solo un luogo di culto, ma anche un punto di riferimento storico e sociale per l’intera comunità. Sull’accaduto sono in corso accertamenti da parte delle forze dell’ordine, che stanno raccogliendo elementi utili per risalire ai responsabili.
La speranza è che gli oggetti sottratti possano essere recuperati e restituiti alla chiesa, restituendo serenità a una comunità ferita da un gesto tanto grave quanto simbolicamente doloroso.
La chiesa della Natività di Maria Santissima e la sua storia
La chiesa, che risale ai primi decenni del 1600, presenta la facciata che richiama gli elementi dell’architettura classica, suddivisa da quattro semipilastri che dipartono da uno zoccolo posto alla base e collegati fra loro da una cornice al di sotto del timpano.
Nel timpano vi è un affresco raffigurante l’assunzione della Beata Vergine Maria tra angeli eseguita nel 1958 da Giovanni Botti di Domodossola, durante i restauri della facciata. Sulla destra della chiesa, staccata da essa, il campanile, alto circa 26 metri, a base quadra.
L’interno della chiesa presenta a una sola navata e sei cappelle laterali. Il soffitto è a cassettoni in legno e risale agli anni 1957-58, ha sostituito l’antico soffitto, identico nelle strutture e dimensioni, risalente alla seconda metà del 1600.

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