Donazioni sangue, nel modenese leggero calo nel 2025. Trend positivo per le donazioni di plasma
Prendersi cura delle buone parole, adottarle e metterle in pratica. È questo il cuore di “Parole in Circolo”, la nuova campagna che Avis Provinciale di Modena ha presentato venerdì 12 dicembre nella sede della Provincia di Modena. Un progetto che prende il via con il calendario 2026, pensato per riscoprire il valore del linguaggio attraverso 12 parole simboliche, una per ogni mese. Sono parole positive, che appartengono alla comunità Avis e all’identità dei suoi volontari, ma che possono portare benefici anche nella vita quotidiana, come antidoto alle relazioni spesso malate sia nella realtà sia in rete. Mese dopo mese si incontreranno così Ascolto, Sorriso, Accoglienza, Rispetto, Gentilezza, Fiducia, Cura e altre parole che richiamano il cuore della missione Avis. Ogni parola è declinata in inglese, spagnolo, arabo e cinese, per ricordare che culture diverse possono riconoscersi negli stessi valori. L’invito è a “metterle in circolo”, proprio come avviene con il sangue: usarle, condividerle, trasformarle in un sano stile di vita e di rapporti.
«Con le scorse campagne del nostro calendario – dichiara la presidente di Avis Provinciale, Milena Storione – abbiamo parlato di sport, alimentazione, ambiente, gioco, esplorando ogni volta un tassello diverso del vivere sano e della cura reciproca. Con Parole in circolo compiamo un passo ulteriore: ci concentriamo sul linguaggio, perché crediamo che il benessere passi anche dalle parole che scegliamo. Parole che tendono una mano agli altri, rafforzano relazioni e a volte sanno persino curare, come fanno i nostri donatori tendendo il braccio. Metterle in circolo e metterle in pratica significa nutrire la comunità con i principi che da sempre guidano Avis. Nel 2026, con Modena Capitale del Volontariato, queste parole saranno ancora più rappresentative dei valori e dell’impegno che nascono da questo territorio».
Per Fabio Braglia, presidente della Provincia di Modena, «presentare il calendario di Avis è un motivo di grande orgoglio, perché questa
associazione rappresenta un esempio concreto di solidarietà e altruismo. Donare il sangue è un gesto prezioso, che può davvero fare la differenza nella vita di chi ne ha bisogno. È un atto gratuito, ma dal valore inestimabile, che testimonia la volontà di prendersi cura del prossimo e di contribuire al bene della collettività. Ringrazio di cuore tutti i volontari e in particolare i tanti giovani che si stanno avvicinando ad Avis, portando con sé entusiasmo e speranza. L’invito che rivolgo a tutti è quello di diventare donatori: c’è sempre bisogno di sangue, ogni giorno, e ognuno di noi può fare la propria parte».
La campagna, curata insieme al calendario dall’agenzia di comunicazione Proxima, proseguirà anche online con un progetto social dedicato, che porterà
le parole nella quotidianità digitale. Ogni mese la parola scelta genererà contenuti, dialoghi, testimonianze e occasioni di confronto sulle pagine social di Avis Provinciale, con l’obiettivo di rendere sempre più sottile il confine tra online e offline e di far circolare buone pratiche di relazione e solidarietà.
I dati
La presentazione del calendario Avis 2026 è stata l’occasione per tracciare un bilancio non ancora definitivo della raccolta di emocomponenti nell’anno che sta per concludersi. Fino a novembre 2025 il totale delle donazioni in provincia ha raggiunto le 52.861 unità, con un calo percentuale complessivo del 2,4 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il segno meno riguarda in particolare le donazioni di sangue intero che con 27.001 unità diminuiscono del 6.1 per cento, mentre si conferma il trend positivo per le donazioni di plasma con 24.407 unità raccolte pari al 2,6 per cento in più del 2024. Più critica la situazione sul fronte delle piastrine, che, con 1453 unità raccolte, hanno registrato un calo progressivo nel corso
dell’anno fino a meno 10, 1 per cento.
«Sarà necessario impegnarci tutti – continua la presidente - per far fronte al calo delle donazioni di sangue e scongiurare qualsiasi rischio per la disponibilità delle scorte. E’ un impegno che coinvolgerà tutta la nostra organizzazione, in stretto contatto con i servizi trasfusionali, è un appello che facciamo ai nostri 30.000 donatori. Così come dovremo mettere in campo azioni di sensibilizzazione, sia interne alla nostra struttura che rivolte ai donatori idonei, per incrementare la donazione di piastrine, perché la loro disponibilità per pazienti oncologici, trapiantati e ricoverati nei reparti più delicati è essenziale. La sfida del 2026 sarà proprio quella di ricostruire un equilibrio fra i diversi emocomponenti, continuando ad assicurare al sistema sanitario provinciale stabilità e continuità».
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