“Carpi per la giustizia climatica e sociale”: “Quanto costerebbe in termini ecologici il nuovo ospedale?”
CARPI - Tramite una nota stampa, "Carpi per la giustizia climatica e sociale" interviene in merito al nuovo ospedale:
"Quando si critica la costruzione di un nuovo ospedale, ovviamente si entra in territorio minato: gli strali arrivano da tutte le parti. Perché chi in linea di principio sarebbe contro a un ospedale nuovo, più efficiente e moderno? Lunedì 1 dicembre alla Presentazione dell’Accordo Operativo dell’Ospedale di Carpi alla Sala Loria, sotto l’abile regia del sindaco Righi, sono stati dati i numeri del progetto. Nei fatti però Carpi ha già un ospedale, il Ramazzini, che per quanto possa essere datato svolge le sue funzioni e potrebbe (e secondo molti dovrebbe) essere ristrutturato, messo a norma e modernizzato. Anche seguendo tecniche di costruzioni nordiche di parziale e progressiva sostituzione di parti dell’edificio, senza inficiare il lavoro medico. In tal modo si risparmierebbero 18 ettari circa del progetto complessivo, mdi cui 5,7 ettari di suolo impermeabilizzato.
Ma andando ancora più dentro ai fatti, Carpi ha già cementificato, ovvero impermeabilizzato, quasi il 20% del suo territorio (SOS4Life e ISPRA) mettendolo a rischio ambientale: polveri sottili, eventi estremi legati ai cambiamenti climatici, isole di calore, perdita di biodiversità. Quindi ogni volta che si va a progettare una nuova impermeabilizzazione si dovrebbe agire sempre con la massima prudenza, perché il rischio è che aggiungere ettari sigillati possa divenire essa stessa una causa di patologie che poi paradossalmente verrebbero curate nel nuovo ospedale. Soprattutto viene da pensare che siamo talmente abituati a gettare il vecchio e a sostituirlo col nuovo, secondo una coazione a consumare che è la causa dei maggiori problemi ecologici globali e locali, che anche in questo caso piuttosto che ristrutturare e ricostruire, o come si dice oggi rigenerare, venga più facile (conveniente?) abbattere e costruire altrove.
E in effetti se andiamo a vedere i dati del consumo di suolo ma soprattutto della produzione di CO2 che il nuovo ospedale richiederebbe proprio nella scheda del Bilancio emissivo presente nell’Accordo operativo risulta chiaro che causeremo un inquinamento rilevante solo in minima parte mitigato dalla piantumazione di aree boscate. Citando le parole esatte del Bilancio emissivo: “l’attuazione del comparto ospedaliero comporta un incremento complessivo delle emissioni annue pari a circa +5.255 tCO₂, determinato principalmente dalla componente termica ed elettrica dell’edificio (+1.983 tCO₂/anno) e dal traffico indotto (+1.893 tCO₂/anno), seguiti dalla perdita di assorbimento dovuta all’impermeabilizzazione dei terreni agricoli (+1.372 tCO₂/anno). Gli interventi di mitigazione previsti - tra cui la realizzazione di aree verdi, nuove alberature e area di forestazione - consentono, a maturazione della vegetazione, una riduzione complessiva di circa 523 tCO₂/anno, pari a un abbattimento del 10% rispetto al bilancio emissivo teorico iniziale (+5.225 tCO₂/anno), portando il totale a +4.732 tCO₂/anno.”
In sostanza il nuovo ospedale comporterebbe una emissione di più di 5 mila tonnellate di CO2 all’anno, parzialmente mitigate dalle 523 tonnellate di CO2 assorbite dalla vegetazione piantata, ma solo a maturazione. Solo per il consumo di suolo, pari a circa 5,7 ettari sigillati, si passerebbe da un assorbimento dei campi agricoli attuali pari a 1372 tonnellate di CO2 all’anno a sole 523 tonnellate. In termici ecologici sarebbe un altro duro colpo al già fragilissimo territorio carpigiano".
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