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03 Maggio 2026
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Alluvione a Nonantola, Patto per il Nord: “Sul Secchia siamo ancora con lavori a metà”

MODENA - Pubblichiamo il comunicato di Patto per il Nord sulla situazione dei fiumi dopo 5 anni dall'alluvione a Nonantola.

Con l’arrivo delle piogge autunnali e invernali, il tema della sicurezza idraulica torna ad essere centrale per tutto il territorio modenese. Proprio in questi giorni ricorre un anniversario che non può essere ignorato: sabato 6 dicembre saranno infatti cinque anni dall’alluvione del Panaro che nel 2020 colpì duramente Nonantola, lasciando segni profondi nella comunità e ricordandoci quanto sia fragile il nostro equilibrio idraulico quando gli interventi arrivano tardi o sono insufficienti. È con questa consapevolezza che oggi diventa ancora più urgente monitorare con la massima attenzione tutto ciò che riguarda i nostri corsi d’acqua.

Al centro delle preoccupazioni ci sono le casse di espansione del Secchia, dove i lavori proseguono con una lentezza che non è più sostenibile. Da oltre trent’anni sono note criticità di progettazione che limitano gravemente la capacità della cassa di gestire piene importanti; oggi si stanno rinforzando gli argini e rimodellando gli spazi interni, ma finché diga e sfioratore non saranno completamente demoliti e ricostruiti, non si potrà parlare di un sistema realmente sicuro. La verità è che quando arriva una piena significativa il territorio si trova ancora impreparato, e a pagarne le conseguenze sono sempre e solo i cittadini, le famiglie e le imprese della Bassa modenese, costrette a convivere con l’incertezza e con istituzioni che troppo spesso intervengono solo dopo l’emergenza.

In questo contesto Patto per il Nord Modena richiama con forza la necessità di accelerare tutte le opere in corso, di garantire piena trasparenza sugli avanzamenti, di effettuare controlli rigorosi sul rispetto delle prescrizioni e di mantenere un monitoraggio costante, specialmente ora che si stanno intensificando le piogge. Non è accettabile che ogni anno ci ritroviamo nella stessa situazione, con interventi a metà e un sistema idraulico che resta vulnerabile proprio quando dovrebbe essere più protetto.

Questa situazione riporta anche al nodo irrisolto del federalismo fiscale. Se i territori potessero trattenere una quota più ampia delle risorse che producono, Modena e la sua pianura avrebbero già oggi infrastrutture idrauliche moderne e pienamente funzionanti, senza dover attendere tempi lunghi, rimpalli burocratici e finanziamenti che arrivano sempre troppo tardi. Il federalismo fiscale non è uno slogan, ma una condizione essenziale per permettere ai territori di garantire da soli la propria sicurezza, senza dipendere da procedure lente e centralizzate che rallentano ogni intervento.

In merito alla situazione, il segretario provinciale di Patto per il Nord Modena, Riad Ghelfi dichiara: “A cinque anni dall’alluvione del Panaro su Nonantola, non possiamo accettare che sul Secchia siamo ancora con lavori a metà. Le istituzioni devono accelerare subito: la sicurezza non può dipendere dalla fortuna o dal fatto che piova meno. I cittadini hanno già pagato abbastanza. Continueremo a pretendere trasparenza, controlli e interventi rapidi, perché la tutela del territorio viene prima di tutto.”

In una fase in cui il clima si fa sempre più imprevedibile e i rischi aumentano, non è più possibile rimandare. Il territorio modenese merita certezze, non promesse; merita opere concluse, non cantieri infiniti; e merita un sistema idraulico sicuro, non affidato al caso. Patto per il Nord continuerà a vigilare affinché la sicurezza del nostro territorio diventi finalmente una priorità reale e non solo dichiarata.

 

Leggi anche: Alluvione 2020 a Nonantola, chiusa la fase dei rimborsi

 

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