Sanità, Vignali (FI): “Il deficit sanitario dell’Emilia Romagna di 645 milioni è dovuto al calo di produttività degli ospedali pubblici”
MODENA - “La mobilità attiva non può essere la causa principale dei guai della sanità dell’Emilia-Romagna. Il vero problema è il netto calo della produttività dei nostri ospedali pubblici, evidente anche per l’AUSL di Modena, che va di pari passo con l’insostenibilità di una sanità regionale arrivata al passivo monstre di 645 milioni di euro.”
Lo ha dichiarato il presidente del gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna Pietro Vignali.
“Intanto va considerato che la perdita economica di 12 milioni del nostro servizio sanitario regionale per chi viene in mobilità attiva a curarsi nella nostra Regione riferita direttamente dall’Assessore regionale Fabi è risibile, non solo a confronto del deficit complessivo della stessa sanità regionale ma anche della spesa totale per essa che ammonta a 10,5 miliardi – ha proseguito il consigliere regionale azzurro – Sono invece i dati sui ricoveri negli ospedali pubblici, anche riguardanti quelli in mobilità attiva, confrontati con quelli del passato, a rivelare che in quasi tutti gli ospedali pubblici sono diminuite le prestazioni erogate. Per quanto riguarda la provincia di Modena questo dato è evidente per l’AUSL che è passata dai 67.376 ricoveri del 2000 ai 40.413 del 2024. Un trend in peggioramento costante se si tiene conto che nel 2019, anno precedente la pandemia, i ricoveri erano stati 42.463. La stessa tendenza si ripropone appunto anche sui ricoveri di chi viene da fuori Regione che sono diminuiti dal 2000 al 2024 del 45,7 % (3142 contro 1705). L’Azienda Ospedaliera Universitaria di Modena è invece l’unica azienda sanitaria dell’Emilia-Romagna insieme all’Istituto Rizzoli ad avere aumentato i ricoveri rispetto al 2000 (+9,39%) ma è comunque in calo rispetto alla mobilità attiva (5215 nel 2000 contro 4536 del 2024 corrispondente ad un calo del 13%). Modena è anche l’unica provincia in controtendenza rispetto al potente trend di crescita delle prestazioni delle cliniche private che c’è nel resto della Regione perché presenta un calo dei ricoveri appunto negli ospedali privati del 14,2 %. Per le stesse cliniche private è invece forte il trend di crescita per la mobilità attiva con 3586 ricoveri nel 2000 attestatisi a 5537 nel 2024.”
“Modena rimane comunque una parziale eccezione mentre i numeri dei ricoveri di tutte le altre province dell’Emilia-Romagna e quelli complessivi regionali del 2024 rispetto al 2000 (negli ospedali pubblici -30,1 % ricoveri complessivi, -34,4 % in mobilità attiva, negli ospedali privati +22,22 % complessivi e +205,3 % in mobilità attiva) rivelano che la causa delle liste d’attesa adesso infinte ma in passato notevolmente più ridotte, è nel crollo della produzione delle strutture sanitarie pubbliche, non nell’eccesso di prestazioni per chi viene da fuori Regione – ha concluso Vignali – La responsabilità non è né dei pazienti né del personale medico, ma di un’organizzazione gestionale inefficiente che ha progressivamente ridotto l’attività e la produttività interna. Andrebbe comunque seriamente valutata da parte dell’amministrazione regionale la proposta fatta da AIOP per cui a fronte della netta riduzione delle prestazioni pubbliche e dell’aumento di quelle private vi sarebbe la possibilità di aumentare le prestazioni del privato accreditato per gli emiliano-romagnoli del 20 - 30 %. Più che continuare a piangere per avere più soldi dal Governo o trovare giustificazioni che i numeri reali confutano, De Pascale dovrebbe aprire un confronto serio per ridiscutere la gestione del nostro servizio sanitario pubblico non solo in Assemblea regionale ma anche con chi opera nella sanità, come chiediamo dall’inizio di questa legislatura.”
Leggi anche: Sanità, De Pascale: l'Emilia Romagna non riesce più a curare pazienti da fuori regione
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