San Prospero, domenica 23 novembre inaugurazione di Villa Tusini e festa del patrono: dove parcheggiare
SAN PROSPERO - L’Amministrazione Comunale di San Prospero è lieta di annunciare l’inaugurazione di Villa Tusini, in programma domenica 23 novembre 2025, a conclusione di un ampio e articolato intervento di miglioramento sismico, restauro e valorizzazione che restituisce alla comunità un patrimonio storico di straordinario pregio.
LA STORIA DI VILLA TUSINI
Villa Tusini rappresenta uno dei più significativi e meglio conservati esempi di edificio a corte della pianura modenese. Questi complessi, caratteristici dell’antica architettura rurale padana, sorgevano in prossimità delle principali vie di comunicazione — in questo caso il Canaletto — e costituivano un elemento distintivo del paesaggio agricolo.
Oltre alla casa padronale, nota per eleganza e rilievo architettonico, la villa comprende vari edifici rustici di servizio, disposti in una sequenza compatta attorno a un cortile interno chiuso, la tipica “corte chiusa”. Nel territorio comunale, Villa Tusini rappresenta l’esempio più emblematico di questa tipologia edilizia: un tempo fulcro della vita agricola e del lavoro nei campi, oggi testimonianza preziosa di usi, costumi e rapporti economico-sociali del passato, un vero e proprio “paese nel paese” nel cuore di San Prospero.
Edificata nel 1822 dai fratelli Pietro, don Domenico, don Francesco e Alberto Tusini, la villa è racchiusa da una cinta muraria quadrata di circa sessanta metri per lato. Ai lati della casa padronale si dispongono edifici bassi e allungati, a forma di U, un tempo dedicati alle funzioni agricole e domestiche: abitazione del custode, cantina, granaio, legnaia, lavanderia, magazzino, due forni e una serra, tutti ambienti che conservano ancora oggi la loro originaria identità rurale.
La casa padronale, collocata sul lato rivolto verso il Canaletto, presenta una pianta quadrata con dimensioni pari a un terzo del lato della corte e si allinea armonicamente al sistema di pieni e vuoti definito dal viale d’accesso che collega idealmente via Canaletto e via Viazza.
All’interno della corte, la residenza padronale si distingue nettamente dagli edifici rustici per impostazione architettonica e valore estetico. Si apre su un piccolo parco-giardino, arricchito nel tempo da specie botaniche pregiate. Tra gli elementi di maggiore rilievo figurano la scenografica scala che conduce al piano nobile e la cappella al piano terra, entrambe restaurate con cura. Anche gli ambienti interni, impreziositi da raffinate decorazioni, sono stati oggetto di un meticoloso intervento conservativo che ne ha restituito autenticità e bellezza originaria.
L’immobile è stato residenza della famiglia Tusini sino a qualche decennio fa ed è stato anche utilizzato dal regista teatrale Mario Missiroli per girarvi alcune scene dell’opera cinematografica “La bella di Lodi” (1963) con protagonista la famosa attrice Stefania Sandrelli.
Una volta perduta la sua funzione originaria, Villa Tusini è stata a lungo inutilizzata, con usi saltuari, come sede di eventi e cerimonie, per essere poi acquisita dall’amministrazione comunale nel 2014 ed essere ammessa a finanziamento nelle Ordinanze del Commissario Straordinario per la ricostruzione dei Beni Culturali danneggiati dal sisma 2012.
Il recupero dopo il sisma del 2012
Gravemente danneggiata dai terremoti del maggio 2012 — con difficoltà strutturali interne, benché i segni esterni fossero modesti — la villa è stata oggetto, a partire dal 2020, di un progetto di restauro guidato da rigorosi criteri scientifici, volto a conservare e recuperare il valore architettonico originario.
Gli interventi, conclusi nel 2025, hanno riguardato il completo miglioramento sismico della villa e la messa in sicurezza degli edifici di servizio; la ricostruzione e il consolidamento di tetto, solai, murature e scalone monumentale; il restauro di facciate, infissi, pavimentazioni in cotto e apparati decorativi interni; la realizzazione di nuovi impianti elettrici, speciali e tecnologici a basso impatto; il recupero degli spazi esterni, compresi il giardino storico, la corte Ovest e i sistemi di recinzione.
L’intervento ha garantito non solo la riparazione dei danni del sisma, ma una vera rinascita dell’intero complesso, ora sicuro, valorizzato e pienamente rispettoso della sua autenticità storica.
Il recupero di Villa Tusini rappresenta un investimento strategico per il territorio, per un valore complessivo superiore a 3,8 milioni di euro, così articolati:
Villa Tusini – 1° Stralcio
Ordinanza Commissariale n. 13/2024 – Agenzia Regionale Sisma 2012
€ 3.166.888,66 finanziamento principale
€ 22.772,83 cofinanziamento comunale
Contributo regionale L.R. 7/2020: € 500.000,00
Cofinanziamento comunale obbligatorio: € 135.000,00
Nuove funzioni e progetti
Per la sua posizione e identità, Villa Tusini diventa oggi il nuovo cuore culturale e aggregativo della comunità, colmando un vuoto identitario nel tessuto urbano: sarà un luogo aperto, inclusivo e multidisciplinare, pensato per ospitare attività culturali, educative, didattiche e turistiche.
Grazie a un accordo con la Fondazione Scuole di Musica Andreoli e con l’associazione Ologramma — che riunisce musicisti con disabilità e che ha donato strumenti musicali, vinili e CD — la villa diventerà uno spazio dedicato all’inclusione, con la musica come protagonista.
Il progetto prevede ambienti destinati all’ascolto, alla lettura e all’utilizzo degli strumenti musicali presenti, oltre alla possibilità di ospitare eventi pubblici e privati che valorizzino le eccellenze culturali del territorio.
Grazie alla donazione della Famiglia Pivetti e alla collaborazione con la Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale, la villa ospiterà inoltre la nuova acetaia comunale, affiancata da una ricca collezione di attrezzature d’epoca perfettamente conservate, donate dalla famiglia Palmieri.
Una mostra permanente sarà inoltre dedicata alla villa e alla famiglia Tusini: una selezione di fotografie storiche, concesse gentilmente da Giuseppe Antonio Tusini e curate da Franco Barbieri e Giorgio Giliberti, offrirà uno sguardo prezioso sulla vita quotidiana, le relazioni familiari e l’evoluzione del complesso nel corso dei decenni.
Una rinascita per tutta la comunità
Con l’inaugurazione di Villa Tusini, San Prospero ritrova un bene identitario e inaugura una nuova stagione di sviluppo culturale, turistico ed economico, fondata sull’inclusività e sulla valorizzazione della propria memoria storica.
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