Rilancio dello stabilimento Maserati di Modena, Cgil: “La cassa integrazione non è finita”
MODENA - Pubblichiamo la nota di Cgil sul rilancio dello stabilimento Maserati, dopo il taglio del nastro della nuova linea di assemblaggio delle auto GranTurismo e GranCabrio.
Sono successe cose importanti a Modena, nello storico stabilimento di Maserati.
Le lavoratrici ed i lavoratori, così…senza preavviso, perché nessuno li aveva avvertiti, hanno avuto modo di conoscere le novità direttamente dal CEO Maserati Jean-Philippe Imparato e dal COO Santo Ficili.
Per ben 2 giorni, mercoledì e giovedì, sono stati protagonisti della presentazione del progetto “Bottega Fuoriserie”, del lancio della “NUOVA” linea di assemblaggio di Gran Cabrio e Gran Turismo “TORNATE” a Modena.
Del taglio del nastro che le Reinaugurava.
E sì, c’è di che essere soddisfatti, perché la novità vera è che sono finalmente rientrati al lavoro dopo mesi e mesi di cassa integrazione.
Ora auspichiamo che tra le priorità dell’impresa ci sia anche la risoluzione dei problemi di organizzazione del lavoro, probabilmente inevitabili, ma importanti e da risolvere, conseguenti ad una fabbrica che in pochi mesi (le due auto erano prodotte a Mirafiori fino alla fine di luglio) è cambiata radicalmente.
Quindi tante novità, ma prima di scioglierci nell’orgoglio di essere la Motor Valley, nella quale crede anche lo storico, grande, marchio Maserati, vorremmo da Maserati l’unica vera novità mancante, la più importante.
Quando un nuovo modello?
Il presente è sicuramente una novità perché i lavoratori sono rientrati in fabbrica, anche se comunque hanno ancora sulla testa un ammortizzatore sociale che serve per affrontare le difficoltà del nuovo avvio, ma anche per livelli produttivi non ancora certi.
Il futuro resta incerto e, a quanto leggiamo sui media (perché le Organizzazioni Sindacali non sono state nemmeno avvertite degli eventi in corso), deciderà Filosa…, e una nuova auto non si fa in due giorni.
Le RSA e la Fiom Cgil hanno appreso degli eventi dai social, e pensiamo sia stata un’occasione perduta per Maserati, se il futuro è davvero così roseo avremmo voluto essere i primi a saperlo, a rassicurare i lavoratori, che non hanno comunque ancora finito di pagare i continui cambi di rotta di Maserati: non è finita la cassa integrazione e, anche se ora si lavora di più, la 13^ subirà gli effetti di un anno a casa e sarà un ben misero Natale per molti.
Ad ora quindi, tra auto che tornano e ammortizzatori che restano, mancano le vere novità, manca ancora il futuro prossimo di Maserati.
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