Nonantola, Alex Bonucchi morì ad Algeri, condannati i colpevoli
Nuovo capitolo nella vicenda di Alex Bonucchi, il giovane di Nonantola morto folgorato nel 2021 mentre si trovava nella piscina di un hotel nella zona est di Algeri.
La Corte d’Appello della capitale algerina ha stabilito la responsabilità penale della società proprietaria dell’hotel “Amsterdam” di Rouïba, riconoscendola colpevole — come persona giuridica — per la morte del 29enne italiano.
Secondo quanto riportato sul posto, l’azienda è stata condannata al pagamento di una multa di 200.000 dinari (circa 1.300 euro) e al risarcimento di 8 milioni di dinari (circa 53.000 euro) ai genitori della vittima, Barbara Degli Esposti e Claudio Bonucchi.
Il primo processo si era concluso con l’assoluzione del rappresentante dell’albergo, ma la Corte Suprema algerina aveva annullato quella sentenza, ordinando la riapertura del procedimento. Il nuovo dibattimento si è svolto nei giorni scorsi, alla presenza della famiglia Bonucchi.
L’avvocato dei genitori, Meziane Aliane, ha espresso soddisfazione per la decisione, sottolineando che essa “restituisce dignità alla memoria di Alex e riconosce i diritti dei suoi familiari”.
Ha poi aggiunto che il verdetto “dimostra la solidità e la trasparenza delle istituzioni giudiziarie algerine, che continuano a far prevalere la legge e la giustizia su ogni altra cosa”.
Stefania Ascari, M5s: 'Alex Bonucchi: un pezzo di giustizia è stato fatto. Il tribunale di Algeri ha condannato i titolari dell'hotel in cui, nel 2021, perse la vita il giovane modenese'.
'Oggi finalmente è arrivata una notizia che aspettavamo da tempo, il tribunale di Algeri ha condannato i titolari dell’hotel in cui, nel 2021, perse la vita Alex Bonucchi, un giovane modenese di appena 25 anni.
È un grande risultato, frutto della determinazione e del coraggio di Barbara e Claudio, i genitori di Alex, che in questi anni non hanno mai smesso di cercare la verità, affrontando un percorso lungo, doloroso e pieno di ostacoli. Questa sentenza rappresenta una svolta importante, non solo per la famiglia Bonucchi, ma per chiunque creda che la giustizia debba sempre valicare i confini e dare voce a chi non c’è più. Alex era un ragazzo pieno di vita, di sogni e di futuro, e oggi la sua memoria trova finalmente un riconoscimento di verità e responsabilità.
Sono orgogliosa di aver potuto accompagnare i suoi genitori in questo cammino difficile e di aver condiviso con loro ogni passo verso questo traguardo. La loro forza è una lezione di amore e di dignità che commuove e ispira. Oggi possiamo dire che un pezzo di giustizia è stato fatto. Per Alex. Per la sua famiglia. Per tutti e tutte'.

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