Migrazione sanitaria, il Comitato regionale Emilia-Romagna contro ogni autonomia differenziata
BOLOGNA - Pubblichiamo il comunicato stampa del comitato regionale Emilia-Romagna contro qualunque autonomia differenziata in merito alla proposta di accordo tra Emilia-Romagna e Calabria.
Il Comitato regionale Emilia-Romagna contro ogni autonomia differenziata giudica negativamente le parole del Presidente De Pascale “Stop ai pazienti da fuori” ed ancor più l’espressione della direttrice del S. Orsola Chiara Gibertoni: “C’è una mobilità sanitaria canaglia”.
Riteniamo che tali affermazioni riecheggino lo stile leghista (prima ”noi”, fuori gli “stranieri”).
La cosiddetta migrazione sanitaria è il risultato di una disuguaglianza nell’accesso e nella qualità delle prestazioni sanitarie sul territorio nazionale che spinge legittimamente a ricercare – con difficoltà e sacrifici - cure adeguate e maggiori prospettive di vita. Non capiamo perché un tale fenomeno, nato soprattutto grazie alle politiche di aziendalizzazione dell’attività sanitaria sia diventato di colpo un problema così grave da “intasare” il nostro servizio sanitario di diritto pubblico stimolando la Regione a prospettare un accordo diretto con la regione Calabria. Che tale fenomeno, con comportamenti disdicevoli solo in una minuscola percentuale, risultasse utile per la quantità economica extra che arrivava in regione forse non era conosciuto tra i non addetti ai lavori ma il blocco della mobilità durante il covid19 ha determinato la dovuta restituzione di milioni di euro da parte dell’Emilia-Romagna (ma anche di altre regioni del nord) per prestazioni non ancora erogate a pazienti provenienti da altre regioni. Come tutti noi anche la dott.ssa Gibertoni (che pare non ne fosse a conoscenza) ne è stata notiziata ma solo ora decide di scagliarsi contro.
E’ un dato di fatto che la sanità sia già largamente regionalizzata ma la proposta di accordo con la Calabria potrebbe porre in essere quelle “nuove e ulteriori” forme di autonomia differenziata che l’art. 116 comma 3 Cost. offre a eventuali richiedenti. Il Presidente De Pascale che con la Risoluzione del 19/02/2025 ritirava le pre-intese del 2018-2019 sull’autonomia differenziata non ci ha mai detto che non avrebbe iniziato altri negoziati, ed è vero! In questo modo la Regione non inizia negoziati con lo Stato, semplicemente li salta procedendo autonomamente e direttamente ad accordi con altre Regioni con il rischio di diventare miccia per altri accordi con e tra altre regioni e anche su altre materie, un vero e proprio “Far West”! Ma se portasse a risultati, cosa di cui dubitiamo, la diminuzione di arrivo di persone calabresi perché mai non dovrebbe aumentare gli arrivi da altre regioni? Farà accordi anche con Puglia e/o Basilicata e così via? Concordiamo con le osservazioni del sindaco di Bologna e della Città Metropolitana Matteo Lepore: «Voglio dire rispetto ad alcune dichiarazioni leghiste che ho sentito da parte della maggioranza, che è inutile che in questo momento facciano tanto gli ‘spanizzi’, perché la risoluzione di questo problema non è maggiore autonomia ma il sistema sanitario nazionale».
Ci auguriamo che il Presidente De Pascale si dissoci dai toni della dichiarazione della Dott.ssa Gibertoni, ritiri la proposta di accordo con la Calabria, non usi la mobilità sanitaria scatenando una guerra non tra poveri ma tra sofferenti e stimoli invece la Conferenza delle Regioni ad una adeguata vertenza col governo nazionale affinchè siano stanziate tutte le risorse necessarie al finanziamento del servizio sanitario pubblico.
Leggi anche: Sanità, De Pascale: L'Emilia Romagna non riesce più a curare pazienti da fuori regione
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