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03 Maggio 2026
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“Medici e Uomini alleati per la Salute”, a Modena la prima Convention Nazionale del Centro Urologico Europeo

MODENA - Si è conclusa a Modena la 1ª Convention Nazionale del Centro Urologico Europeo (C.Ur.E.), “Medici e Uomini alleati per la Salute”, un appuntamento che ha riunito professionisti della salute, esperti di organizzazione sanitaria, formatori e innovatori, per riflettere sul futuro della medicina e sui nuovi paradigmi della cura. Con il patrocinio di Fondazione ANT, l’iniziativa ha offerto un confronto approfondito su come il ruolo del medico, la gestione dei servizi sanitari e l’integrazione tra tecnologia e umanità stiano evolvendo in risposta alle esigenze emergenti dei pazienti e della società.

Nel corso della serata è emerso con forza il valore del modello C.Ur.E., una rete nazionale che riunisce 32 professionisti e 11 strutture, fondata e guidata dal Professor Giovanni Ferrari. La missione del Centro si fonda sulla multidisciplinarietà, sulla continuità assistenziale, sulla qualità clinica e sulla relazione umana come vero motore della cura. L’approccio adottato rappresenta oggi una delle esperienze più significative di sanità territoriale organizzata attorno al paziente e ai suoi bisogni reali.

“La medicina sta attraversando una trasformazione culturale profonda,” ha dichiarato il Professor Giovanni Ferrari, presidente e fondatore di C.Ur.E. “Il compito dei professionisti della salute non è soltanto quello di saper rispondere alla complessità clinica, ma anche di costruire sistemi capaci di accompagnare le persone lungo tutto il percorso di vita. C.Ur.E. dimostra che la qualità nasce dall’incontro tra competenza, responsabilità condivisa e visione comune. Questa Convention, oltre ad essere stata stata un prezioso momento di confronto, è stata un investimento nel futuro: un impegno a rendere la cura più consapevole, più vicina e più capace di generare fiducia”.

La Convention ha approfondito temi strategici per il futuro dell’urologia e, più in generale, del settore sanitario: dal lavoro in team alla formazione continua, dalla gestione del tempo di cura alla dimensione invisibile della relazione con il paziente, fino al ruolo della sostenibilità organizzativa nei percorsi clinici complessi. Particolare attenzione è stata dedicata al contributo delle tecnologie intelligenti, strumenti capaci di amplificare precisione, sicurezza e personalizzazione, ma considerate.

“Per C.Ur.E. la vera innovazione non è la tecnologia in sé, ma la capacità di usarla senza perdere mai la centralità della persona”, ha affermato Luca Cindolo, responsabile scientifico di C.Ur.E. “Tornare a fare buona medicina, dopo anni di tecnodipendenza che ha indebolito la relazione di cura, è oggi un atto quasi rivoluzionario. Mettere realmente il paziente al centro - lavorando in team, superando individualismi e fondando ogni scelta su evidenze scientifiche — è ciò che guida la nostra rete. Il nostro è un impegno quotidiano, una vocazione che si sostanzia in oltre 3.700 pazienti chirurgici e più di 45.000 prestazioni ambulatoriali l’anno”. 

Ulteriore elemento significativo dell’evento è stato lo spazio riservato alla comunicazione sanitaria, alla reputazione istituzionale e alla costruzione di identità solide e trasparenti. La credibilità degli operatori della salute è infatti parte integrante dell’esperienza di cura, di cui fa parte anche la comunicazione, che deve essere responsabile in quanto dovere etico, oltre che professionale.

Uno dei momenti più importanti della Convention è stato infine quello dedicato alla collaborazione tra C.Ur.E. e Fondazione ANT.

“Siamo profondamente grati a C.Ur.E. per questa partnership, che consolida un impegno comune verso una sanità più attenta e più vicina alle persone”, ha sottolineato Maria Concetta Pezzuoli, referente di Fondazione ANT per il territorio. “Insieme, e con il prezioso sostegno di Hesperia Hospital, abbiamo avviato un percorso che si tradurrà in iniziative di sensibilizzazione e in visite di prevenzione oncologica gratuite nei nostri ambulatori. Per Fondazione ANT, che da sempre è attiva nella diagnosi precoce, nell’educazione sanitaria e nell’assistenza domiciliare ai malati di tumore nel segno dell’Eubiosia (dal greco: buona vita), questa collaborazione rappresenta un passo naturale e necessario per rafforzare la cultura della prevenzione”.

L’attenzione alla prevenzione oncologica, alla tutela della dignità della persona e ai percorsi di assistenza domiciliare è stata riconosciuta come una componente essenziale di una sanità che non si limita a intervenire sulla malattia, ma che mira a proteggere e sostenere la vita in tutte le sue fasi. La collaborazione con Fondazione ANT rafforza dunque la dimensione etica del progetto C.Ur.E., estendendo il raggio d’azione dal singolo paziente alla comunità nel suo insieme, e si concretizza anche attraverso una donazione che testimonia l’impegno diretto di C.Ur.E. nel sostenere le attività della Fondazione.

La giornata si è conclusa con una sessione dedicata alla costruzione di nuove sinergie tra professionisti, istituzioni e stakeholder sanitari. L’obiettivo condiviso emerso dalla Convention è quello di consolidare un modello che unisce innovazione responsabile, competenze di alto livello e centralità assoluta della persona. Un modello che aspira a diventare, sempre di più, un punto di riferimento per la sanità nazionale. 

Un particolare ringraziamento ai relatori che hanno preso parte al panel: Giovanni Ferrari, fondatore e presidente C.Ur.E.; Simone Crivellaro, socio fondatore di C.Ur.E. e professore ordinario di urologia presso l’Università dell’Illinois a Chicago; Leonardo Cristoni, socio, fondatore e amministratore Laboratorio Studio Srl - agenzia di consulenza marketing; Massimiliano Linguti, coach, formatore e facilitatore; Luca Cindolo, responsabile scientifico C.Ur.E.; Elena Salzano, event manager e designer di relazioni; Maria Concetta Pezzuoli, referente di Fondazione ANT per il territorio.

 

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