Lunedì 1° dicembre Giornata mondiale contro l’Aids: in Emilia-Romagna negli ultimi 19 anni casi diminuiti del 46,5%
REGIONE - In Emilia-Romagna negli ultimi 19 anni, tra il 2006 e il 2024, le nuove diagnosi di infezione da Hiv tra i residenti sono diminuite di circa il 46,5%, passando da 368 a 197.
Un risultato frutto del lavoro di tutto il sistema sanitario regionale e delle azioni di sensibilizzazione promosse in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, che si celebra lunedì 1^ dicembre. Come la campagna “Più facile farlo che dirlo” (www.helpaids.it/piu-
Resta ancora elevata, il 53% nel 2024, la percentuale di coloro che giungono a una diagnosi di infezione da virus dell’immunodeficienza umana (Human Immunodeficiency Virus o Hiv) in maniera tardiva. Persone, cioè, diagnosticate positive con già la sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids) o con un numero di linfociti CD4 - i globuli bianchi responsabili della risposta immunitaria dell’organismo - basso, inferiore a 350 cellule/mm (una persona sana ha un numero medio di CD4 che oscilla tra i 500 e i 1.200).
“La prevenzione- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi- resta ancora lo strumento più importante per ridurre l’incidenza dell’Hiv, che in Emilia-Romagna, grazie al lavoro svolto dal Servizio sanitario regionale, continua a registrare un calo costante nel tempo. Ne siamo soddisfatti, ma non basta. Per questo, come ogni anno in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, rinnoviamo il nostro impegno con una campagna che parla a tutte e tutti, perché occorre sensibilizzare le cittadine e i cittadini sull’importanza di proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili. Essere consapevoli, a partire dai più giovani, è il primo passo per fare prevenzione, una forma d’amore verso se stessi e gli altri”.
Test per l’Hiv gratuiti, punti informativi sul territorio, incontri nelle università, counselling sulle malattie trasmesse sessualmente. Sono alcune delle iniziative promosse, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, su tutto il territorio regionale dalle Aziende sanitarie e ospedaliere anche in collaborazione con servizi sanitari, Comuni, farmacie, scuole, associazioni, cooperative sociali e realtà giovanili. Una ricca rete di eventi dedicati alla prevenzione, alla diagnosi precoce e all’informazione su Hiv e infezioni a trasmissione sessuale (IST) (sul sito www.helpaids.it l’elenco, in aggiornamento).
L’Hiv in Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna nel 2024, come evidenziano i dati forniti dal Settore prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione, sono state registrate 197 nuove diagnosi di infezione da Hiv tra i residenti, con un’incidenza pari a 4,4 casi ogni 100mila abitanti. Un numero più basso rispetto alle 221 del 2023. L’incidenza si mantiene più alta tra gli uomini (6,4 rispetto al 2,5 delle donne).
Dal 2006 al 2024 l’incidenza media è risultata pari a 6,6 casi per 100.000 abitanti: si conferma, dunque, il trend in calo in entrambi i sessi, anche se più marcato in quello maschile. In questi 19 anni le diagnosi di Hiv sono diminuite di circa il 46,5%.
Nell’intero periodo considerato, le persone positive all’Hiv diagnosticate sono prevalentemente di sesso maschile (74%), nella fascia di età 30-39 anni (30%) e di nazionalità italiana (67%). La modalità di trasmissione principale risulta essere, nell’87% dei casi, quella sessuale (51% eterosessuale e 36% omo-bisessuale); si registrano valori pressoché identici per il 2024 (52% eterosessuale e 37% omo-bisessuale). In quasi un quinto dei casi (18%) di sesso femminile, la positività all’Hiv è stata scoperta in corso di gravidanza; in genere si tratta di donne straniere (84%).
L’incidenza per classi di età mostra come le più colpite siano quelle tra i 20 e 49 anni: il fenomeno è appena rilevabile per i giovani sotto i 20 anni e di minor impatto negli ultracinquantenni. Le persone straniere con diagnosi di infezione da Hiv rappresentano un terzo (33%) del totale: sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile; l’incidenza degli stranieri presenta un andamento costantemente più alto rispetto a quello degli italiani, anche se la differenza si è ridotta nel tempo.
Nei primi dieci mesi del 2025 in Emilia-Romagna sono state erogate 10.535 confezioni (per una spesa di circa 275mila euro) per la PrEP - Profilassi Pre Esposizione, la terapia farmacologica erogata gratuitamente dal Sistema sanitario nazionale dal 2023 su prescrizione dei medici infettivologi nei Centri PrEP attivi in ogni provincia. Complessivamente si stima (visto che i dati delle persone in PrEP sono anonimi) che le persone in carico siano circa 3.600.
Dalle Unità di strada agli incontri nelle scuole, le azioni di prevenzione
In Emilia-Romagna sono attive 27 Unità di strada, che lavorano nelle aree del mondo della notte e dei luoghi del divertimento, oltre che nei luoghi dell’aggregazione giovanile e del consumo di sostanze, e 4 Drop-in, strutture di accoglienza diurna.
Complessivamente, nel 2024 sono stati 2.185 gli interventi realizzati, 53.938 i contatti, 54.001 le siringhe distribuite, 42.192 quelle ritirate e smaltite, 24.139 i profilattici distribuiti.
Le équipe dei servizi di prossimità si occupano di informazione, sensibilizzazione e riduzione dei danni e dei rischi nei luoghi del divertimento e dell’aggregazione giovanile (stabilimenti balneari, discoteche, club, circoli giovanili, birrerie, feste ed eventi vari); in strada o in luoghi a bassa soglia di accesso rivolti a persone con problematiche di dipendenza e di disturbo da uso di sostanze legali e illegali. Inoltre, collaborano con gestori e organizzatori di eventi, anche attraverso protocolli locali appositamente stipulati con i Dipartimenti di emergenza urgenza; promuovono azioni di formazione rivolti al personale e ai gestori/organizzatori dei luoghi del divertimento e aggregazione giovanile sulle tematiche inerenti i consumi di sostanze e i comportamenti a rischio; progetti di ‘peer education’ attraverso il coinvolgimento diretto di giovani attivi nei territori.
Informazioni sulla prevenzione di Hiv/Aids e infezioni sessualmente trasmesse sono disponibili sul sito www.helpaids.it, gestito dall'Azienda Usl di Modena per conto della Regione, che si presenta con una nuova veste grafica. Il sito offre, inoltre, un servizio di counselling online per risposte personalizzate su questi temi. Ogni anno sono oltre un milione le pagine visualizzate e un migliaio di domande/risposte nella sezione dedicata al counselling online, coordinato dal prof. Guaraldi - Malattie Infettive Aou Modena, con un archivio di oltre 25.000 quesiti traa dal 2001 ad oggi, navigabile per parole chiave.
Tra le pagine del sito più viste, quella sui falsi miti: https://www.helpaids.it/falsi-miti/.
In Emilia-Romagna, inoltre, è attivo il Telefono Verde HIV - AIDS 800.856.080 (https://www.helpaids.it/telefono-verde-aids/), gestito dall'Azienda Usl di Bologna per conto della Regione, che nel 2024 ha registrato 1.302 telefonate, per la maggior parte da utenza maschile (84,7%). La fascia d'età che più utilizza il servizio è quella 26-39 anni (39%).
La Regione promuove e sostiene da anni nelle scuole (secondarie di I e II grado), nei corsi professionali, nei Cpia (Centri provinciali istruzione adulti) e nell’extrascuola (centri di aggregazione giovanile, ecc.) progetti e interventi di promozione alla salute e prevenzione dell’Aids e altre malae sessualmente trasmesse, con parcolare riferimento all’educazione relazionale, affettiva e sessuale. Nell’anno scolastico 2024/2025 i progett di educazione sanitaria attiva sono stati 177 in tutti i 38 distretti dell’Emilia-Romagna. I progetti sono stati svolti nelle scuole secondarie di I grado (37%), nelle scuole secondarie di II grado (50%), nei corsi professionali (16%), nei Cpia (6%) e nell’extrascuola (16%). Ogni singolo progetto può essere svolto in più contesti. Sono state raggiunte 3.153 classi, 60.293 adolescenti, pari al 23,3% della popolazione target (ragazzi/e tra 14 e 19 anni per Azienda Usl di residenza al 31/12/2024) e 9.030 adulti di riferimento (insegnanti, genitori, educatori, ecc.). I progetti sono organizzati e gestiti dagli operatori dei servizi sanitari (principalmente dagli Spazi Giovani), in collaborazione con scuole, genitori, Enti locali, associazioni, in una visione di comunità educante che promuove il benessere dei giovani, con attenzione particolare a quelli più vulnerabili.
Inoltre, la Regione promuove la contraccezione gratuita nei servizi consultoriali, per tutte le donne e gli uomini di età inferiore ai 26 anni, e per le donne di età compresa tra i 26 e i 45 anni con esenzione E02 (disoccupazione) o E99 (lavoratrici colpite dalla crisi) nei 24 mesi successivi a un’interruzione volontaria di gravidanza o nei 12 mesi dopo il parto. Nel 2024 sono state distribuite 35.984 confezioni di preservativi.
I dati su Hiv e Aids in Emilia-Romagna, suddivisi per provincia di residenza.
Nel 2024 le nuove diagnosi di Hiv sono state 37 a Modena (incidenza di 5,2 casi ogni 100mila abitanti); 25 in provincia di Bologna (con un’incidenza di 2,4); 19 a Reggio Emilia (3,6); 19 a Ravenna
(4,9); 30 in provincia di Parma (6,5 casi); 17 a Rimini (5,0); 17 a Ferrara (5,0); 17 nella provincia di Forlì-Cesena (4,3) e 16 a Piacenza (5,6). Bologna è la provincia dove il numero delle nuove diagnosi
si è dimezzato rispetto all’anno precedente.
Considerando il periodo 2006-2024, le province con una maggiore incidenza sono Rimini (8,5 casi ogni 100mila abitanti, con 532 nuove diagnosi complessive in 19 anni) e Parma (8,4, con 708 nuove
diagnosi); a seguire Ravenna (7,3 con 535 casi); Forlì-Cesena (6,7 con 496 casi); Reggio Emilia (6,1 per 612 diagnosi); Bologna (6,3 casi ogni 100mila abitanti, per un totale di 1.204 nuove diagnosi);
Modena (5,9 per 782 diagnosi complessive); Piacenza (5,8 con 315 casi di infezione complessivi); Ferrara (5,6 con 376 casi in 19 anni).
Le diagnosi tardive
Una diagnosi precoce dell’infezione da Hiv consente di avare tempestivamente cure efficaci. Nel periodo 2006-2024 poco più della metà (53%) delle persone sieropositive diagnosticate è invece
giunta tardivamente alla diagnosi, presentando Aids conclamato e/o un numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cellule/mm3. Stesso valore raggiunto nel 2024. Questi dati sottolineano l’importanza
di continuare gli interventi tesi a promuovere l’uso del test e aumentare la consapevolezza dei rischi.
I casi di Aids
Nel 2024 i nuovi casi di Aids in Emilia-Romagna sono sta 30. L’incidenza biennale 2023-2024 (più stabile, vista la scarsa numerosità) è pari a 0,7 casi di Aids per 100mila abitanti. Dal 1996, anno di
introduzione delle terapie antiretrovirali (Arv), si è osservato un forte calo delle diagnosi e dei decessi, con un incremento progressivo del numero delle persone che vivono con una diagnosi di Aids.
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