“La guerra è merda”, Jacques Charmelot e Lilli Gruber sabato insieme a Modena
MODENA - Il fango, il sangue e lo schifo di sé; la degradazione del corpo e la cancrena dell'anima. La guerra non ha niente di nobile e giusto, niente di eroico: la guerra è merda. Lo spiega bene Jacques Charmelot nel suo ultimo libro; il giornalista e scrittore francese di conflitti se ne intende: è stato corrispondente di guerra in Africa, Medioriente ed Europa e li ha vissuti in prima persona, talvolta andando in avanscoperta in luoghi pericolosi. Charmelot presenta "La guerra è merda" (Solferino) sabato 29 novembre alle 17.30 al cinema Arena di Modena (in viale Tassoni, 8) insieme alla moglie Lilli Gruber che ne ha firmato la prefazione: anche lei per anni è stata un'inviata in luoghi di conflitto.
La tesi di fondo de "La guerra è merda" è semplice: ogni guerra implica devastazione e ingiustizia, porta stress e depressione, oltre a un degrado fisico e morale sia degli attori coinvolti sia di chi è costretto a subirla passivamente. La smobilitazione dei veterani è una lotta contro la sindrome post-traumatica e le ferite morali. La corsa agli armamenti e la conduzione delle campagne militari sono una sentina di corruzione pubblica e privata, un enorme spreco di denaro e un pericolo concreto per la democrazia. Sotto le menzogne della propaganda si cela un'unica grande verità: nei conflitti non vince nessuno, tranne i colossi della produzione di armi - tradizionali e hi-tech - e i tiranni di ogni latitudine. E la fine del mondo può arrivare dalla militarizzazione, in particolare quella dell'Europa con il piano Rearm Europe, un'accelerazione imposta da un sistema americano confermato nella sua ambizione egemonica dalla presidenza Trump.
Attraverso la sua esperienza di giornalista inviato su vari fronti in Africa e in Medioriente, i ricordi del padre arruolato a sedici anni nella Prima guerra mondiale, i racconti di soldati e testimoni, i dati sempre più sconvolgenti degli studi più accreditati, Charmelot entra in profondità nella realtà e nelle implicazioni dei conflitti, svelando il sistema corrotto di potere che in nome del profitto sta infiammando il mondo. L'America è malata delle sue guerre e il contagio si sta espandendo. Se l'Europa non ritrova una voce chiara e comune per gridare la sua opposizione a questa deriva mortale, gli sconfitti saremo tutti noi.
Jacques Charmelot, giornalista francese, è stato corrispondente di guerra dell'Agence France-Presse in Africa, Medioriente ed Europa, prima di dedicarsi a una carriera di regista di documentari con produzioni internazionali tra Francia, Germania e Italia. È autore del romanzo bestseller Kerbala (Rizzoli 2011).
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