Ingegneri da tutta Italia a Modena per il convegno nazionale sulla Rigenerazione urbana
MODENA - La città come luogo da recuperare, rigenerare e rendere resiliente, rivitalizzando gli spazi urbani degradati non solo attraverso demolizioni e ricostruzioni, ma anche con politiche di coesione sociale, integrazione funzionale e tutela del paesaggio. E' questo, in sintesi, il concetto di "Rigenerazione urbana" che si sta affermando nel discorso pubblico e che - basandosi sui concetti di sostenibilità degli interventi e saldo zero nel consumo di suolo - costituisce un nuovo approccio al tema dello sviluppo.
Di questo si è parlato ieri al Tecnopolo di Modena nell’ambito del convegno nazionale "Traiettorie urbane e territoriali – Rigenerazione urbana", organizzato dal CNI-Consiglio Nazionale degli Ingegneri in collaborazione con l'Ordine degli Ingegneri di Modena, al quale ha preso parte un nutrito e qualificato parterre da tutta Italia: non solo Professionisti ma anche rappresentanti delle Pubbliche Amministrazioni, esponenti del mondo accademico e delle aziende della filiera edilizia, oltre a diverse centinaia di persone che hanno seguito il convegno da remoto.
Al centro dei lavori gli obiettivi del Disegno di Legge sulla Rigenerazione urbana, attualmente in discussione al Senato, che si propone di riscrivere le politiche urbane del Paese con obiettivi che spaziano dalla sostenibilità ambientale alla sicurezza sismica, dal contenimento del consumo di suolo alla qualità della vita nei centri storici e nelle periferie. Per farlo, verrà introdotta una governance multilivello: il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti al coordinamento, le Regioni nella definizione delle priorità ed i Comuni come protagonisti operativi. Tra le principali novità previste anche l'introduzione di premi volumetrici fino al +30%, la delocalizzazione di edifici in aree a rischio idrogeologico, la creazione di un Fondo nazionale da 3,4 miliardi di euro per finanziare interventi di riqualificazione urbana.
"Il testo di legge nasce dall'unificazione di otto proposte di maggioranza e di opposizione, e segna il superamento degli interventi frammentati a favore di una riforma organica della pianificazione urbana" ha dichiarato il Senatore Roberto Rosso (FI), Relatore del Disegno di Legge, mediante un videomessaggio inviato ai partecipanti al convegno. "E' la sfida di una crescita - ha puntualizzato il senatore Rosso - che non consuma territorio, ma invece lo valorizza, migliorando al tempo stesso la sicurezza e la vivibilità delle nostre città, comprese le zone più periferiche, che, come sappiamo, spesso sono esposte al degrado e ai problemi di ordine pubblico. Rigenerare quindi significa anche ricucire il tessuto urbano e sociale, rendendo le comunità più coese e i quartieri più sicuri".
La sessione mattutina del convegno ha avuto il momento centrale nel panel politico-istituzionale che ha messo a confronto Stefano Betti (Vicepresidente ANCE), Giovanni Paglia (Assessore alle Politiche Abitative della Regione Emilia-Romagna), Riccardo Righi (Sindaco di Carpi) e Francesco Zuffi (Sindaco di San Cesario sul Panaro e Vice Presidente ANCI Emilia-Romagna).
Il punto di vista delle imprese è stato espresso da Stefano Betti: "E' necessario ed urgente mettere mano alla normativa nazionale in materia urbanistica, dal momento che l'attuale impianto normativo risale agli anni Quaranta ed ormai non è più adeguato ai tempi. Sono due le urgenze su cui intervenire: da un lato la stratificazione eccessiva di competenze (sono più di trenta gli Enti che hanno competenza in materia edilizia, spesso con orientamenti ed obiettivi divergenti); dall'altro, la difficoltà economica dovuta all'aumento dei costi di edificazione (+25% negli ultimi 5-6 anni) ed alla contestuale perdita di potere d’acquisto delle famiglie".
Sugli aspetti sociali legati al tema-casa è quindi intervenuto l'Assessore regionale Giovanni Paglia: "La riqualificazione edilizia delle città va sempre accompagnata dall'attenzione per le esigenze delle fasce sociali più deboli: se non è così, il processo non è più di riqualificazione bensì di gentrificazione, e produce l'espulsione di intere parti sociali dal territorio urbano. L'Emilia-Romagna sta per avviare un programma in tal senso che stanzia circa 300 milioni di euro, sostenuto dalla Banca Europea degli Investimenti: puntiamo a ri-mettere sul mercato circa 3.500 alloggi, alcuni dei quali oggi inutilizzati o inutilizzabili, in parte di edilizia pubblica ERP-ERS e in parte incentivando i proprietari privati. Così facendo intendiamo sostenere le famiglie residenti e mantenere l’attrattività del territorio per i lavoratori da fuori regione".
Il tema delle risorse è stato al centro degli interventi dei due amministratori pubblici intervenuti. Per Riccardo Righi: "La riqualificazione urbana comporta costi importanti ed impatta in maniera significativa sui bilanci dei Comuni, specie di quelli meno grandi, ed è quindi fondamentale che la normativa nazionale sia improntata a supportare le realtà territoriali per sviluppare progetti di partenariato pubblico-privato", mentre Francesco Zuffi ha ricordato che "In Italia la maggioranza delle persone vive in realtà medio-piccole: è a queste che va posta grande attenzione se vogliamo declinare concretamente il tema della riqualificazione urbana a livello territoriale e farne un elemento di equità sociale".
Nel pomeriggio spazio poi a due sessioni tematiche, la prima dedicata a "Sostenibilità ambientale e forestazione urbana" e la seconda a "Edilizia residenziale pubblica e qualità dell'abitare".
Il bilancio della giornata nelle parole di Irene Sassetti, Consigliera e Tesoriere del CNI con delega all'urbanistica: "Il convegno di Modena costituisce la seconda tappa dell'iniziativa 'Traiettorie urbane e territoriali' che abbiamo ideato al fine di valorizzare le migliori pratiche, le più efficaci soluzioni concrete e i progetti innovativi nell'ambito della rigenerazione urbana. Il nostro Consiglio Nazionale è convinto che – come abbiamo visto oggi - solo attraverso il dialogo tra istituzioni, esperti, professionisti, dirigenti e funzionari delle Pubbliche Amministrazioni, amministratori, Università, associazioni e cittadini, sia possibile gestire un'attività così complessa come la rigenerazione urbana, nel rispetto delle specificità dei singoli territori e tenendo conto dell'impatto sociale che ha ogni intervento di trasformazione urbana".
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