Incentivi in denaro ai medici di base che prescrivono meno esami ai pazienti
L'Azienda Unità Sanitaria Locale (Ausl) di Modena ha introdotto una nuova misura di incentivazione economica destinata ai medici di medicina generale, finalizzata a promuovere una maggiore appropriatezza nella prescrizione degli esami specialistici. Tradotto, saranno premiati in denaro i medici di base che prescrivono meno esami ai loro pazienti.
La delibera, firmata dal Direttore Generale dell’Ausl di Modena, Mattia Altini, prevede un bonus di 1,2 euro per assistito all’anno. Questo incentivo sarà corrisposto ai medici che, nel corso del 2025, manterranno il volume di esami specialistici prescritti entro un limite che non superi o sia inferiore del 25% rispetto al numero totale di prestazioni prenotate nell'anno precedente (2024). Dato che un medico di base gestisce in media circa 1.500 pazienti, questo definisce l'ammontare potenziale del "bonus".
Il Direttore Altini ha spiegato che la ratio dell'iniziativa è garantire un "uso responsabile delle risorse sanitarie", le quali sono sempre più insufficienti rispetto alla domanda crescente. "Il nostro impegno è duplice: garantire l'offerta e assicurare che le prestazioni raggiungano chi ne ha realmente bisogno. Ogni esame non necessario sottrae una risorsa a un paziente che ne avrebbe necessità," ha dichiarato Altini. L'intento, ha specificato, non è quello di spingere a prescrivere genericamente "meno", ma piuttosto di fornire dati e strumenti ai professionisti per valutare come e dove sia possibile prescrivere "meglio".
Al centro dell'accordo, che coinvolge inizialmente una dozzina di prestazioni, vi sono i medici curanti che, spesso su richiesta diretta dei pazienti, si trovano a dover compilare la ricetta per visite specialistiche.
Non sempre però, spiega a Trc il segretario provinciale della Fimmg e storico medico di base di Pavullo Dante Cintori, quelle visite sono necessarie. “Non c’è bisogno di fare una un visita dermatologica tutti gli anni se non ci sono nevi potenzialmente maligni. Oppure di fare tre Tac ad un malato oncologico nell’ultimo mese di vita. Questi sono solo esempi per entrare nel merito, e capire meglio di cosa parliamo. Nessuno nega ai pazienti visite quando sono necessarie. Anzi, a Modena abbiamo un catalogo urgenze che funziona benissimo, in questi casi entro dieci giorni riusciamo a garantire una visita”.
L’accordo è stato già implementato in alcune province del Veneto. Al momento, i sindacati Snami e Smi hanno scelto di non aderire.
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