Il volontariato in un romanzo, a San Prospero si presenta il libro “La parte migliore del Paese”
SAN PROSPERO - Cosa succederebbe se il volontariato, quella che viene chiamata la parte migliore del Paese, gli eroi silenziosi di tutti i giorni che vengono ricordati solo all’indomani di qualche catastrofe, venisse improvvisamente riconosciuta e ascoltata? E se questi "eroi" diventassero influenti e famosi? Lunedì 1 dicembre, alle ore 20.30, presso la Biblioteca Comunale di San Prospero (via Chiletti 6), Andrea Cardoni presenterà il suo nuovo romanzo “La parte migliore del Paese”, edizioni Fandango libri. Con lui in rappresentanza dei volontari e delle volontarie della Croce Blu di San Prospero, il presidente Enrico Scannavini, e la giornalista Serena Fregni. Con un taglio sferzante e ironico, Andrea Cardoni scrive il primo romanzo sui volontari del soccorso e ci offre un catalogo di buoni e meno buoni, tra le macerie della sanità pubblica e le difficoltà del volontariato, tra le pressioni di una vita ridotta a performance e il bisogno di approvazione che passa sui social network, tra la retorica dell'eroismo e la morale piegata all’entertainment.
Il lettore o la lettrice hanno la possibilità di conoscere l’Italia attraverso questa peculiarità che, nel bene e nel male, con i suoi vizi e le sue virtù, con le sue retoriche sulla patria, sull’eroismo e sul buonismo, può rappresentare l’allegoria del paese, che è anche l’ossessione di uno dei personaggi che ambisce a trovare il format televisivo per raccontare tutto il paese.
L’autore, Andrea Cardoni, dichiara “Sono tanti anni che, tra cooperazione e volontariato, ho a che fare con persone che, anche se vengono date per scontate, cercano di risolvere guai: dal piccolo infortunio in casa alle catastrofi naturali. E, anche per lavoro, cerco di raccontare queste persone per quello che fanno ogni giorno, non solo quando vengono chiamate gli angeli del soccorso / del fango / del terremoto / eccetera. Ho immaginato che cosa potrebbe succedere se queste persone smettessero di essere date per scontate e venissero riconosciute e ascoltate, se all’improvviso diventassero influenti o addirittura famose. “Parla di cosa siamo disposti a fare per soddisfare il bisogno di avere attenzioni, di chi salva vite e di chi guarda, di chi fa male il bene e della messa a profitto del bene fatto male, di credito morale”. La parte migliore del Paese racconta un’Italia che non è mai stata raccontata in forma di romanzo, nonostante siano 1,5 milioni le persone che ne fanno parte. Dall’altra racconta, ed esaspera, alcune delle questioni preponderanti e universali dei nostri tempi come l’abuso dei social network e il bisogno approvazione e di gratificazioni sociali, di riconoscenza e riconoscibilità degli influencer e intellettuali che si autoinvestono del ruolo di custodi delle virtù morali del paese".
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