“I videogiochi non fanno male”. Cavezzo ospita la tre giorni sui videogames
Parlare dei rischi legati all’esperienza videoludica, ma anche e soprattutto dei suoi lati positivi, sfatando qualche mito. Questo l’obiettivo di “Videogames are good”, iniziativa aperta al pubblico che si terrà per tutto il fine settimana, da venerdì 14 a domenica 16 novembre presso il Palasport di Cavezzo. Organizzata da Unione Comuni Modenesi Area Nord, Ausl e Comune di Cavezzo, la manifestazione vuole creare un ponte tra adulti e ragazzi sul controverso mondo dei videogiochi. Un passatempo che occupa sempre di più una parte importante della vita dei giovani e che secondo gli organizzatori deve o dovrebbe essere compreso e condiviso anche dai genitori.
Oltre 500 persone erano presenti all’inaugurazione di “Videogames are good”, tra studenti, insegnanti, membri dello staff e rappresentanti delle istituzioni che hanno gremito il Palasport di via Rosati nella mattina di venerdì. Ha partecipato al convegno anche l'assessore regionale alle Politiche Giovanili Giovanni Paglia, che dopo l'intervento di rito non ha resistito al fascino dei videogiochi e si è dedicato a una partita con le altre autorità presenti. Fondamentale l’intervento di Elena Del Fante, psicologa e giocatrice, che ha scritto il saggio “Ethos della violenza videoludica”. Semplificando: la studiosa tenta di dimostrare come tramite i videogame i ragazzi provino emozioni mediate (anche attraverso la violenza stilizzata dei giochi) come paura, dolore, sconfitta, ma anche vittoria e soddisfazione, riuscendo quindi a riconoscerle e gestirle meglio nella vita reale.
“Diciamo subito che i videogiochi non rendono i giovani violenti – precisa Elena Del Fante – Finché un ragazzino si diverte con giochi adeguati alla sua età non ci sono rischi. Importante quindi rispettare i limiti di età presenti sulle confezioni dei videogame. Il rischio principale deriva dall’abuso: trascorrere troppe ore al giorno a giocare stanca, provoca fastidio agli occhi, rende spossato il bambino. Anche per questo sarebbe bene che gli adulti partecipassero a questi passatempi insieme ai ragazzini”.
Al netto delle problematiche, Del Fante ha parlato soprattutto degli aspetti positivi. I videogame creano occasione per socializzare, migliorano il senso di collaborazione tra ragazzi, il gioco di squadra, stimolano la concentrazione e soprattutto potenziano la coordinazione oculo manuale. La psicologa ha raccontato come soprattutto negli Stati Uniti, in certi reparti chirurgici e per determinati interventi, venga dato spazio al personale sanitario con una vasta esperienza videoludica, proprio per la loro capacità superiore di coordinare mani e occhi.
Cos’altro fa l’Ucman per tutelare giovani e meno giovani dai pericoli del gaming? Dai tempi del Covid investe mediamente circa 32.000 euro di contributi statali ogni anno per attività di contrasto al sovraindebitamento. Attività che riguardano soprattutto il problema della ludopatia, tema tangenziale a quello dei videogiochi, dato che tocca anche il mondo dell’azzardo online. Questi soldi vengono usati per finanziare studi (anche nelle scuole) sullo stato di salute del territorio nell’ambito delle dipendenze da gioco d’azzardo. Ma non solo: a Mirandola e Finale Emilia sono stati aperti due sportelli per accogliere persone con problemi di sovraindebitamento, in particolare chi soffre di ludopatia. Queste persone vengono poi inserite in un percorso di cura in collaborazione con il servizio sanitario.
Lo studio di Federconsumatori sul gioco d'azzardo nella Bassa
“I videogiochi sono uno strumento di socialità e di crescita così come lo sono state le sale giochi per quelli della mia generazione – afferma il Sindaco di Cavezzo Stefano Venturini – Siamo contenti di proporre questa iniziativa a Cavezzo a una platea vasta che comprende ragazzi e adulti. Vogliamo educare i cittadini di oggi e di domani a un uso consapevole di questi importanti strumenti di socializzazione”.
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