Aimag al centro del dibattito: l’analisi della crisi e le decisioni future in una serata a Mirandola
Si è tenuta nei giorni scorsi a Mirandola una partecipata serata di dibattito e cronaca politica, "Proposte alternative per il futuro di Aimag dopo il pronunciamento della Corte dei Conti", organizzata dal PD e dal gruppo "Mirandola 50 mila", che ha ospitato il Comitato Aimag per il territorio per analizzare la recente e controversa vicenda che ha coinvolto la multiutility mirandolese: il piano di riorganizzazione che avrebbe portato il socio-competitor Hera ad avere il controllo operativo, è stato bocciato per due volte prima dalla Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna, poi dalla Corte dei Conti della Lombardia.
Numerosi i politici presenti alla serata, tra cui Paolo Negro, Sauro e Matteo Borghi, Anna Greco, Carlo Bassoli, Giorgio Siena, e Giulia Orlandini, a testimonianza dell'importanza del tema. Le spiegazioni tecniche sono state affidate alle avvocate Ilaria Battistini e Giuditta Carullo, amministrativiste.
Crisi passata e profitti presenti
L'ingegner Paolo Pirazzoli, già vicepresidente Aimag dal 2010 al 2019, ha aperto la discussione tracciando un quadro finanziario dell'azienda. "Oggi Aimag ha nuovi clienti e tanti profitti, non è più in crisi, se mai davvero lo è stata" ha affermato Pirazzoli, pur riconoscendo che la situazione finanziaria è stata oggettivamente difficile a causa di "un investimento sbagliato in So Energy" e per l'uscita da un "periodo terribile tra Covid e shock prezzi gas per la guerra in Ucraina."
È stato sottolineato come, a dispetto delle momentanee difficoltà, i numeri del 2025 siano attesi migliori rispetto al 2024.Quindi la situazione economica non può essere una giustificazione alla cessione, è stato detto nel corso dell'evento.
La perdita di controllo pubblico e il voto dei Comuni
Il cuore della polemica riguarda l'operazione che avrebbe portato alla perdita del controllo pubblico di Aimag, definita un "errore politico e strategico."
Il progetto prevedeva un aumento di capitale di Aimag con Hera che, aumentando la sua quota, avrebbe assunto il controllo del Consiglio di Amministrazione (CdA) e dell'Amministratore Delegato "senza sborsare un euro," ma pagando con il 45% di una neonata società reti acqua modenese. È stato evidenziato come, in questo scenario, all'atto pratico anche il possesso del 51% delle azioni pubbliche "non sarebbe servito a niente" in termini di controllo.
Nonostante le perplessità, tra luglio e agosto 21 Consigli Comunali hanno votato l'operazione. L'asse politico, tuttavia, si è spaccato e poco importava da chi fosse guidato il comune: Mirandola e Quistello hanno votato a favore per primi, mentre Cavezzo e San Prospero hanno votato contro. Saltate anche le ragioni di scelta politica, insomma.
La bocciatura della Corte dei Conti
La discussione è poi virata sulla sentenza della Corte dei Conti che ha di fatto bloccato l'operazione, stabilendo che "la cosa non sta in piedi."
Sono intervenute le avvocate, richiamando l'attenzione su altri casi, come l'acquisto da parte di A2A della società a controllo pubblico AEB (operazione del tutto analoga alla nostra), accolto dal Consiglio di Stato ma ormai accordo siglato. Lì è finita col sindaco di Seregno rinviato a giudizio con altri cinque imputati, tra cui un suo assessore e il segretario comunale. Secondo i magistrati per favorire A2A, Aeb avrebbe “subito un danno complessivo non inferiore ai 60 milioni di euro”.
Su Hera-Aimag in sintesi, la Corte dei Conti, esercitando un controllo preventivo sull'operazione di aumento di capitale, ha riscontrato diverse lacune:
- Mancava l'infungibilità delle gare: l'unico fine era rafforzare la partnership con Hera, ma non c'erano ragioni sufficienti per cui Hera fosse l'unico soggetto con cui raggiungere la finalità desiderata.
- Assenza di valutazione comparativa o possibile alternativa.
- Assenza di una gara a doppio oggetto per l'ingresso di Hera in Aimag.
La Corte, valutano le avvocate, ha tracciato una "linea di rigore da cui non si può tornare indietro," non ritenendo sufficienti le sole motivazioni politiche ed economiche per la perdita del controllo pubblico locale. La decisione, che come valutano le avvocate rappresenta una "bocciatura completa dei sindaci che si sono spesi in favore," fissa principi che saranno "caposaldi di diritto amministrativo e contabile per i prossimi anni."
Il CdA legittimo ma non rappresentativo e il rischio danno erariale
Un altro punto critico sollevato è stata la composizione del nuovo CdA, entrato in carica per l'operazione e privo di rappresentanti della Bassa. L'organo è stato eletto in assenza di patti parasociali, rendendolo non rappresentativo delle amministrazioni comunali, un problema recepito anche dalle sentenze. (ma perfettamente legittimo, è stato spiegato in precedenza) .
Un brivido scuote la sala quando si parla di Seregno. Rischiano anche i consiglieri comunali che hanno votato Sì al piano Hera-Aimag? No, possono dormire sonni tranquilli. Non essendo stato ancora portato a conclusione l'accorso, non c'è sospetto di reato, nè reato, ovviamente.
È stato inoltre evidenziato il rischio di danno erariale per i Comuni che hanno votato a favore. Tuttavia, la conclusione è stata che, fortunatamente, non ci sarà un rischio per chi ha votato a favore in quanto l'accordo non ha avuto conseguenze esecutive.
E ora? Il bivio per Aimag
La serata si è conclusa con una riflessione sul futuro di Aimag, che si trova ora a un bivio, ribadendo che nessuno, né del CdA né tra i consiglieri comunali, si è dimesso dopo la sentenza della Corte dei Conti.
Il Comitato ha suggerito di ripartire da uno studio di Bain and Company per un piano strategico che contempli una delle due vie:
- Mettere in vendita le azioni pubbliche (65%) con una procedura a evidenza pubblica e trasparenza, permettendo ai Comuni di incassare il ricavato (opzione cui il Comitato dice no)
- Mantenere Aimag autonoma e a controllo pubblico, onorando le promesse elettorali dei sindaci. Tutti - è stato ricordato - si sono spesi in campagna elettorale in questo senso, al di là delle appartenenze politiche.
È stato ribadito l'urgente bisogno di sottoscrivere al più presto il patto di sindacato, dato che l'attuale CdA non è rappresentativo in questo senso: la Bassa non tocca palla.
Per quanto riguarda la gara per il sistema idrico integrato (spauracchio che motivava la necessità di Aimag di concedersi ad Hera) si è ipotizzata una ATI (Associazione Temporanea d'Impresa) di scopo con Hera e Sorgea.
Infine, è stata sollevata la possibilità di scorporare l'acqua per renderla pubblica, un tema che è già oggetto di discussione in realtà come Firenze e Parma.
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Infortuni, il giuslavorista: 'Modello 231 efficace per mappare zona grigia di appalti e subappalti"
- Usare le scale e non l'ascensore, oggi l'iniziativa anti sedentarietà del 'No Elevators Day'






































































