Uccide la moglie e si toglie la vita, l’Associazione Casa delle Donne: “Violenza non risparmia le donne anziane”
CASTELFRANCO EMILIA - Attraverso una nota stampa, l'Associazione Casa delle Donne contro la violenza interviene in merito al femminicidio avvenuto nei giorni scorsi a Castelfranco Emilia, dove un uomo di 92 anni ha ucciso la moglie malata di 88 anni e poi si è suicidato gettandosi dalla finestra:
"È necessario trovare le parole, anche se ci sembra di aver già detto tutto, perché lo dobbiamo a Maria e per lei a tutte le donne anziane che subiscono la violenza estrema del femminicidio. Maria è stata uccisa a 88 anni a Castelfranco Emilia – Modena - dal marito di 92 anni, dopodiché l’uomo si è buttato dalla finestra suicidandosi. Abbiamo appreso la notizia dai media, non conosciamo la storia privata di questa donna ma vorremmo provare a fare qualche considerazione su questo femminicidio-suicidio che la stampa derubrica a “tragedia”, come se questo fatto fosse accaduto in modo inspiegabile, inaspettato, come avviene un terremoto, quasi a edulcorare e nascondere la brutale realtà dei femminicidi e delle violenze agite sulle donne anziane da parte dei partner. Non esiste una “gerarchia” dei femminicidi, ma non possiamo nascondere quanto sia brutale che una donna, dopo aver vissuto e accudito l’uomo che le era stato accanto per oltre cinquant’anni, venga uccisa, in modo crudele e violento, proprio da lui.
Il modo in cui le donne vengono ammazzate non è casuale, uccidere facendo soffrire ci racconta già una storia fatta di rabbia, desiderio di punire, incapacità di provare pietà. Ci chiediamo perché questi uomini non chiedono aiuto per sé stessi, quando sentono istinti omicidi e suicidi, e aiuto per la persona a loro vicina, risparmiando a entrambi un immane dolore. Non esiste pace per le donne, neanche a 88 anni, neanche gli ultimi anni della loro vita possono essere vissuti meritandosi attenzioni e accudimento; sappiamo che la violenza fino al femminicidio non risparmia le donne anziane, le ascoltiamo al Centro antiviolenza nei loro racconti di vissuti difficili, costrette a sacrificarsi fino alla fine dei loro giorni, per dare priorità ai figli, al lavoro, alla famiglia, o perché forzate da motivi economici a condividere l’abitazione ed assecondare gli abusi di un partner che le ha fatte sentire in colpa nei loro periodi di disabilità, con spregevole senso di sopraffazione.
Vediamo che spesso nel momento di maggiori difficoltà del nucleo familiare i maltrattamenti aumentano, e nei contesti di accudimento si acutizzano gli abusi e si vede tradita la propria fiducia nel partner, ma è sempre difficile per le donne comunicare e denunciare l’abuso subito. I dati disponibili riguardanti la violenza contro le donne anziane sono pochissimi, e l’isolamento sociale rende ancora più difficile l’emersione del fenomeno. L’osservatorio interno della Casa delle Donne contro la violenza ha rilevato che su 532 donne che si sono recate al Centro antiviolenza nel corso del 2024, sono state accolte 107 donne tra i 50 e 69 anni e 5 donne con più di 70 anni. Ricordiamo inoltre che una ricerca del 2020 (Sorrentino et al.) relativa al decennio 2010-2019, aveva evidenziato come su 1.207 donne vittime di femminicidio in Italia il 27,1 per cento avesse un’età superiore ai sessantacinque anni; dimostrando che nel nostro Paese questa fascia di età è colpita in maniera significativa ed è necessario favorire l’emersione dal momento che le donne anziane potrebbero essere meno inclini a condividere esperienze negative, per imbarazzo o sensi di colpa. È fondamentale promuovere interventi formativi per tutta la rete territoriale a contatto con le persone anziane e sostenere una cultura che contrasti stereotipi sull’invecchiamento e atteggiamenti negativi di ageismo e di discriminazione sulle donne a favore di una società che riconosca il valore delle donne anziane e non ne veda solo la mancata produttività".
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